Coppa del Mondo di rugby, presentazione delle due semifinali

Appuntamento domani alle 21 per Argentina Nuova Zelanda e sabato, alla stessa ora, per Inghilterra Sud Africa

Se i quarti di finale della settimana scorsa si erano annunciati più incerti che mai, le semifinali di Coppa del Mondo di rugby di venerdì e sabato appaiono quanto mai scontate, con due favorite d’obbligo (per blasone e livello di gioco) e due predestinate al sacrificio.

Argentina vs Nuova Zelanda

“Per una settimana lasciateci gioire” hanno detto i tanti tifosi dei Pumas, consapevoli di avere un destino segnato contro gli All Blacks. Il successo contro il Galles ha rialzato l’umore della formazione sud americana che è riuscita, per la terza volta nella storia della Coppa del Mondo, a mettere il naso nella nobiltà esclusiva di questo sport. Se sarà un terzo o quarto posto lo vedremo tra 15 giorni. Difficile pensare che possano giocare per la finale. I motivi?

La storia dei confronti tra le due squadre parla di 36 match ufficiali con due vittorie dei Pumas e 33 degli All Blacks. Il 14 novembre 2020 è stata la data chiave di questi incontri con la prima vittoria dei sud americani, che fino ad allora aveva sempre perso. L’impresa gli è riuscita a agosto del 2022, a Christchurch. Dopo sono arrivate due sonore sconfitte.

La Nuova Zelanda, oltre alla storia, può mettere sul piatto della bilancia una condizione in crescendo e un’euforia frutto della vittoria contro i primi della classe. Per la formazione australe si profila una finale contro i nemici di sempre (Sud Africa) con in palio la leadership anche nel numero di successi in Coppa del Mondo. Difficile pensare che si possano far sorprendere dall’Argentina che, anche in occasione della partita contro il Galles, non ha dimostrato di essere la sorprendente squadra di due anni fa, in grado di controattaccare da tutte le parti del campo.

Inghilterra vs Sud Africa

Quattro anni fa questo incontro valse la finale della Coppa del Mondo. L’Inghilterra veniva dallo straordinario successo contro gli All Blacks, ma andò a sbattere contro la monolitica formazione africana. Quella di questi mesi, però, non è l’Inghilterra di Eddie Jones, capace di utilizzare le geniali trovate del coach-guru per spostare il gioco in campo avversario, utilizzando i calci. E’ una squadra ancora alla ricerca di una propria identità e forse la più debole delle europee. Di fronte si trova un Sud Africa diverso da quello di quattro anni fa, anche più forte. Una formazione che è riuscita a cambiare il proprio gioco da ‘raccogli e vai’ in velocità e fantasia. Le armi che gli hanno permesso di battere la Francia sul suo stesso terreno. Per i Boks, tolto di mezzo l’ostacolo forse più ostico di questi mondiali (ovvero i padroni di casa, deputati alla vittoria) difficile credere che si fermeranno davanti a Farrell & Smith. In finale probabilmente li attenderanno già gli odiati neozelandesi, impossibile farsi sfuggire l’occasione di una battaglia campale in campo neutro.

Appuntamento quindi domani alle 21 per Argentina Nuova Zelanda e sabato, alla stessa ora, per Inghilterra Sud Africa

Redazione
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