Chi l’ha detto che l’Arrampicata sportiva è per giovanotti? Si forse lo sono Boulder e Speed, in cui conta la forza per cui i millennials sono avvantaggiati. Ma nella Lead, che alcuni ritengono ancora la specialità regina, l’esperienza gioca ancora un ruolo fondamentale.
Così salutiamo oggi il successo, nella coppa del mondo Lead a Villars, di Jakob Schubert, che stabilisce anche il record di successi in Coppa, ben 20. Nulla a che vedere con la 25^ medaglia d’oro della vincitrice donne, la slovena Janja Garnbret, che mette al collo anche la 40° medaglia di Coppa. Se nel boulder ha in questa stagione lasciato campo libero alle statunitensi, nella difficoltà non ha ancora trovato qualcuno in grado di impensierirla veramente.
Dicevamo dei ‘vecchietti’. L’incantevole Villars ha visto salire sul podio, alle spalle dell’austriaco, addirittura sua maestà Adam Ondra, anche lui ormai che viaggia oltre i trenta, e sul gradino più basso il tedesco Alexander Megos, anche lui non più di primo pelo.
Per quanto riguarda le donne, invece, da fare da damigelle alla slovena, ci hanno pensato Jessica Pilz e Brooke Raboutou.
Il fattore età è stato sottolineato dallo stesso Schubert nella dichiarazione finale: “È così incredibile; è passato un po’ di tempo dall’ultima vittoria in Coppa del Mondo. Ho parlato con Adam e Alex a Innsbruck ed anche loro vedevano, come me, i giovani rampanti sempre più giovani e ci siamo detti che era veramente dura con loro. Invece oggi siamo tutte e tre sul podio: è fantastico, anche perché siamo amici e…i vecchi hanno dominato oggi!”.
La settimo successo da queste parti, la slovena Janja Garnbret ricorda la sua passione per questi luoghi: “Mi è sempre piaciuto venire qui e mi sento un po’ come se fosse la mia casa. Dopo Innsbruck mi sono sentita bene, soprattutto nella Lead”.
E gli italiani? Dopo le medaglie conquistate con onore ai campionati europei di Cracovia (dove però mancavano molti avversari), la compagine italiana si è nuovamente sciolta. Miglior piazzamento maschile il 24° posto di Marcello Bombardi (un altro ‘vecio’ che ha ancora qualcosa da dire), mentre tra le donne Laura Rogora si ferma al 17° posto e appare ancora alla ricerca della scalatrice che fu.
