
Si è conclusa la prima prova di Coppa del Mondo di arrampicata Lead e Speed in Cina. Nella difficoltà Filip Schenk ha chiuso con un 7° posto una finale dominata dal giapponese Suzuki davanti allo spagnolo Ginés López e al coreano Dohyun Lee. Per Schenk una prova solida al termine di una giornata positiva già in qualifica e semifinale. Si ferma invece in semifinale il percorso di Ernesto Placci. L’azzurro è stato penalizzato da un errore tecnico che gli è costato la caduta e il 24° posto finale.
Tra le donne Laura Rogora ha chiuso all’8° posto la gara vinta dall’americana Annie Sanders, davanti Janja Garnbret. La slovena, seconda a pari punteggio ma penalizzata dal piazzamento inferiore ottenuto in semifinale, conferma comunque un momento diverso rispetto al passato: dopo l’argento conquistato anche nella World Cup Boulder di Keqiao, la campionessa olimpica appare meno dominante rispetto agli anni in cui la sua presenza equivaleva quasi automaticamente alla vittoria. Sul podio anche la coreana Seo.
Soddisfatto il presidente della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana Davide Battistella: “Bravissimi i nostri azzurri, che, con una bella qualifica, entrano tutti nei primi 40 posti, raccogliendo importanti punti in Coppa del Mondo, ma soprattutto dimostrando un bel livello, frutto del lavoro intenso svolto nel Centro Tecnico Federale di Arco di Trento”.
Spettacolo nella Speed, illuminata dal nuovo record del mondo del cinese Yicheng Zhao, capace di fermare il cronometro a 4”54 migliorando di quattro centesimi il suo recente primato nello scontro diretto con Watson. Zhao ha conquistato l’oro davanti al connazionale Jianguo Long, campione del mondo in carica, mentre Watson ha chiuso al terzo posto.
In campo femminile protagonista Aleksandra Kalucka, vincitrice con uno straordinario 6”09, a soli tre centesimi dal record mondiale. Argento per la russa Ivanova e bronzo per l’indonesiana Desak Made Rita Kusuma Dewi.
Gli azzurri non sono riusciti a entrare nella top 16. Beatrice Colli ha stabilito il nuovo record italiano con 6”73, chiudendo 21ª. Alle sue spalle Agnese Fiorio 25ª, Sara Strocchi 26ª e Giulia Randi 34ª. Nel settore maschile il migliore è stato Francesco Ponzinibio, 20° con 4”98. Matteo Zurloni ha terminato 23° con 5”01, Ludovico Fossali 28°, mentre Luca Robbiati, Alessandro Boulos e Marco Rontini hanno chiuso rispettivamente al 39°, 40° e 42° posto.
Il dato che emerge con maggiore evidenza è l’impressionante crescita del livello mondiale: basti pensare che ben undici atleti sono scesi sotto il muro dei 4”90. Un contesto che obbliga anche gli azzurri a recuperare terreno rispetto al passato, quando eravamo leader della specialità con due titoli mondiali e diversi record.
