Coppa del Mondo rugby 2015: SA vs NZL, scontro tra culture

Oggi alle 16 ora inglese in campo per la prima semifinale le due Nazionali che rappresentano il massimo livello del rugby da 100 anni a questa parte. Impossibile un pronostico anche perché i "numeri" non aiutano.

Coppa del Mondo rugby 2015: SA vs NZL, scontro tra culture

Non sappiamo se i numeri hanno un valore, soprattutto in una semifinale come Sud Africa Nuova Zelanda, oggi sabato 24 ottobre ore 16,00 a Twickenham. Tutto sta a capire quale statistica considerare. Quella che vuole la Nuova Zelanda favorita dall’alto dei suoi 52 successi negli scontri diretti contro i 35 dei Boks (su 90 incontri), oppure quella che ci consegna il Sud Africa unica Nazionale ad avere un saldo attivo contro i Blacks in Coppa del Mondo (2-1)?

A prescindere dalla risposta, crediamo che questi numeri già da soli riescano a disegnare uno scontro che ha del titanico. Si può dire anzi che rappresenta l’essenza stessa della storia di questo sport, almeno dal 1921 in poi, ovvero da quando i due dominion britannici iniziarono a darsela di santa ragione attorno ad un pallone ovale, caricando di significati politici una sfida sportiva.

E’ ormai un dato di fatto che, seppur nato in Inghilterra, il rugby moderno è emigrato nell’emisfero australe nella forma più alta e ispirata. Australia e Sud Africa rappresentano le superpotenze della palla ovale e lo erano già agli albori del ‘900. L’alfa e omega di questo sport. Non è un caso che per entrambi questo gioco, imposto e importato dagli inglesi nella loro opera di colonizzazione, si carichi di forti valenze sociali. In Nuova Zelanda il rugby è forse la concretizzazione del sogno britannico di una integrazione“dolce”, con una penetrazione culturale in armonia con le aspirazioni locali. Un’armonia che ha contraddistinto la storia del paese, ad eccezione forse del breve periodo, a metà dell’800, delle guerre maori. Poi tra colonizzatori e colonizzati un’empatia per certi versi inspiegabile, che ha portato all’adozione di questo sport come modello di vita già alla fine dell’800 se è vero, com’è vero, che nel famoso tour in Occidente del 1905, quello per capirci che sancì la nascita degli All Blacks, il XV del dominion era già una squadra forte e coesa.

In Sud Africa, invece, le cose sono completamente opposte, almeno fino all’avvento di Mandela e della “Nazione Arcobaleno”, come ha ricordato perfettamente il film Invictus. Il rugby è stato il simbolo di divisioni e di rivalsa: dei boeri nei confronti degli inglesi, del Sud Africa ribelle contro la colonia più fedele dell’impero (l’odiata Nuova Zelanda), di un gruppo ristretto di bianchi nei confronti del popolo nero. Uno sport che divideva e segnava il territorio. Vincere per affermare la propria egemonia.

In questo scenario si inseriscono i 90 incontri e circa 100 anni di storia, dal primo incontro nel 1921 si arriva a quello di oggi, in una semifinale di Coppa del Mondo.

Ma l’incertezza della sfida deriva anche da quello che si è visto in questo torneo. Il Sud Africa non ha ancora messo dietro le spalle la sconfitta contro il Giappone. Neanche la bella e sofferta vittoria contro il Galles ha raddrizzato il morale. I Blacks da questo punto di vista sono l’avversario giusto per ritrovare mordente e convinzione nei propri mezzi. Dopo la sconfitta inziale, però, gli Springboks non hanno più bucato una partita, in un crescendo che lascia presagire la voglia di non fermarsi certo in semifinale.

Dall’altra parte ci sono la squadra più forte del mondo, gli All Blacks, che nella Coppa del Mondo hanno sempre raccolto meno del loro valore. Se vogliamo essere spietati, dobbiamo anche sottolineare come le uniche due vittorie sono arrivate giocando in casa. Quando la Coppa si è giocata fuori dai confini neozelandesi i tuttineri, per un motivo o un altro, hanno sempre perso. E poi c’è quel saldo negativo con i cugini del sud…

Certo, se gli All Blacks sono quelli visti contro la Francia, se Savea continua a giocare come ha fatto vedere, se Aaron Smith smista palle a gogo e Carter continua a centrale i pali con la stessa percentuale, anche i temibili Bocks rischiano di essere fagocitati. Sarebbe la gioia per milioni di fans sparsi su tutto il pianeta, un po’ meno, a nostro avviso, per questo sport, che ha bisogno di una bella ventata di novità per riuscire a travalicare i confini e realizzare un vero proselitismo. Da questo punto di vista Sud Africa Nuova Zelanda di oggi regalerà sicuramente grande rugby ma poche novità.

AU

I XV in campo oggi alle ore 16,00 a Twickenham, diretta Sky Sport 2 ore 16,30

Sud Africa

 

Nuova Zelanda

T Mtawarira

1

JPT Moody

BW Du Plessis

2

DS Coles

JF Malherbe

3

OT Franks

E Etzebeth

4

BA Retallick

L De Jager

5

SL Whitelock

LFP Louw

6

J Kaino

SWP Burger

7

RH McCaw  C

DJ Vermeulen

8

KJ Read

PF Du Preez C

9

AL Smith

H Pollard

10

DW Carter

BG Habana

11

SJ Savea

D De Allende

12

MA Nonu

J Kriel

13

CG Smith

JPR Pietersen

14

NR Milner-Skudder

W Le Roux

15

BR Smith

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