Coppa del Mondo Rugby 2015, Sud batte Nord 4-0

I quarti di finale consegnano uno strapotere, in alcuni casi imbarazzante, delle squadre del Sud del Mondo. Francia e Irlanda escono con le ossa rotte.

Coppa del Mondo Rugby 2015, Sud batte Nord 4-0

Quando ha iniziato a piovere a dirotto, alla metà del secondo tempo dell’ultimo quarto di finale di questa Coppa del Mondo Rugby 2015 (Australia Scozia), molti avranno pensato che il dio del rugby finalmente avesse smesso di remare contro le squadre britanniche e del nord. La meta di Bennet al 74° sembrava poter lanciare gli Highlanders in una semifinale inattesa dopo una due giorni oggettivamente caratterizzata da grande rugby e alcune sorprese. Invece un calcio di punizione nell’ultimo minuto di Foley riportava le cose come sembra debbano essere in questa edizione della Coppa del Mondo di Rugby.

C’è una sola morale buona per descrivere sinteticamente quanto accaduto nei quarti: Sud batte Nord 4-0. Un risultato secco e perentorio che ci dice, aldilà di alcune partite oggettivamente incerte fino alla fine, che il rugby dell’emisfero australe è un’altra cosa, addirittura un altro sport. A questo punto gli organizzatori del 6 Nazioni devono iniziare a pensare alle contromisure, perché è evidente che il torneo più antico del mondo non riesce più a produrre un livello tecnico tale da reggere il passo non solo con le “fab four” del Sud, ma anche con le emergenti realtà extraeuropee (vedi Giappone).

Il rugby del Vecchio Continente esce con le ossa rotta da una Coppa del Mondo che, solo per il fatto di essere giocata praticamente in casa, prometteva di più. Per la prima volta, inoltre, nella storia di questa competizione, tra le migliori quattro non c’è neanche una squadra Europea, a conferma di una debacle al confronto della quale la prova dell’Italia appare quasi un successo.

Sul banco degli imputati soprattutto Inghilterra, Irlanda e Francia. I padroni di casa perché usciti anzitempo, anche se hanno la giustificazione di essere una squadra giovane e dal futuro tutto da scrivere. La Francia perché la sconfitta contro la Nuova Zelanda ha aperto una voragine nell’onore dei galletti che difficilmente sarà colmato dall’esonero di Saint André. Neanche un avversario di prestigio è stato in grado di ricompattare una squadra che, almeno per quanto riguarda gli uomini chiave della mediana, appare logora. L’Irlanda perché era la terza potenza del ranking mondiale, dominatrice delle ultime edizione del 6 Nazioni e all’apparenza in grado di arrivare quanto meno in semifinale. Le assenze in ogni sport ed anche nel rugby sono una giustificazione troppo flebile per giustificare la sconfitta pensante anche nel punteggio contro l’Argentina. I Pumas, da questo punto di vista, appaiono i veri vincitori di questi quarti, in quanto capaci di sovvertire il pronostico e di mostrare come l’ingresso nel Four Nation abbia prodotto in breve tempo effetti benefici.

Quarti ricchi di pathos e sorprese, quindi, ognuno con la propria morale, che meritano di essere raccontati… continua

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