Nel piccolo Fiandre, come viene chiamata la E3 Saxo Classic, un corridore ha messo le cose in chiaro, e si chiama Mathieu van der Poel. Ha sussurrato nell’orecchio degli avversari queste parole: “non pensate di venire a giocare con me su queste terre, con queste pietre…”. Ha scatenato l’inferno a 80 chilometri dalla conclusione. Ha completato il lavoro quando ne mancavano meno di quaranta. L’epilogo del Fiandre, quello vero, quello bello e ‘grande’, sarebbe già segnato se quel giorno, il 6 aprile, non girasse dalle parti di Bruges anche il Piccolo Principe Tadej Pogacar, che nel frattempo è diventato l’Imperatore.
C’è però un altro corridore, nel piccolo Fiandre, che ha fatto capire molte cose agli appassionati e al gruppo. E’ Filippo Ganna, terzo ad Harelbeke che al termine della prova ha dichiarato: “Si, bene, bello il secondo di Sanremo e il terzo qui.. però magari mi piacerebbe anche vincere una corsa.”
Se è vero, infatti, che ancora non è riuscito ad alzare le braccia al cielo (a parte la crono di apertura della Tirreno Adriatico, l’unico esercizio nel quale le braccia proprio non le puoi alzare) ieri il piemontese ha dimostrato una cosa che molti di noi sapevano e che forse lui stesso conservava gelosamente nascosta nel suo animo: che è proprio un corridore da classiche del Nord.
Per imperscrutabili misteri della programmazione, in base alle scelte della Ineos Ganna non sarà della partita domani alla Gand Wevelgem, ma lo ritroveremo a combattere sui Muri del ‘vero’ Giro delle Fiandre e poi sulle ‘vere’ pietre della Parigi Roubaix. La domanda che tutti i tifosi si pongono è se sia più probabile una vittoria alla corsa fiamminga oppure in quella francese.
Premesso che pur godendo Ganna di una condizione strabiliante, i favori dei pronostici riguardo le due monumento devono per forza di cosa premiare Van der Poel e Pogacar. Non sarebbe intellettualmente onesto, infatti, mettere il corridore italiano sullo stesso livello degli altri due, se non altro perché entrambi hanno dimostrato di poterle vncere.
Crediamo, questo senza alcun spirito di polemica, che forse la classica, anche se meno blasonata, più adatta a Ganna sarebbe stata prorio la Gent Wevelgem di domani. I muri presenti non sono di quelli numerosi e proibitivi né del ‘piccolo’ né del ‘grande’ Fiandre. Sufficienti a fare selezione e poter provare uno sprint che il piemontese ha sempre dimostrato di possedere ma che fino ad oggi ha avuto poche occasioni di mettere alla prova. Fino a qualche giorno fa SuperPippo era nella lista partenti della gara di domani. Ieri ha ufficializzato la sua assenza e nell’elenco partenti, peraltro ancora in evoluzione, del sito ufficiale non c’è. Appurato quindi che non partirà domani, resta da chiedere tra Fiandre e Roubaix quale si adatta maggiormente alle sue qualità.
Tutti sappiamo, senza ombra di dubbio, che la Regina delle Classiche appare l’abito perfetto per le qualità di Ganna. I Muri del Fiandre sono rasoiate forse troppo proibitive per un passista come lui. Ieri, al traguardo, ha ricordato di aver ‘sofferto maledettamente sul Kwaremont’ e quando ha scollinato le ‘gambe erano andate’. Con i due indemoniati avanti, il 6 aprile, impossibile credere che Pippo non vivrà la stessa, antipatica, sensazione.
Discorso diverso la Roubaix, che ha una caratteristica unica nel ciclismo e forse in ogni sport: per vincerla devi essere un campione, ma anche dotato di una buona dose di fortuna. Campione e fortunato: una sola cosa non basta. Insieme, lo stesso giorno, regalano la sempiterna gloria della corsa più bella del mondo.
Se Ganna, che è sicuramente un campione, troverà il 13 aprile gli dei del ciclismo dalla sua, allora quella potrebbe essere l’occasione per salire finalmente sul gradino più alto podio. E che gradino!

