Covid-19 e Sport: quando ne usciremo che Sport sarà?

Riflessioni riguardo la pandemia e lo sport: saremo costretti a convivere con il rischio di ammalarci facendo una partita di calcetto con gli amici? E per quanto riguarda gli sport di squadra?

Covid-19 e Sport: quando ne usciremo che Sport sarà?

Lo sport, come il resto del Paese, si domanda quando ripartire. Il presidente del CONI Giovanni Malagò nei giorni scorsi ed anche solo ieri, ha detto che bisogna attenersi alle disposizioni delle Istituzioni.

Affermazione che lascia intendere che lo sport italiano ancora non ha idea di quando si potrà tornare in “campo”. Il brutto è che questa idea non l’hanno neanche il comitato scientifico né il Governo. Si attende la discesa dei contagi: nel frattempo si rimane chiusi in casa. L’unica cosa certa è il distanziamento sociale.

Anche se non è compito di questo sito parlare del coronavirus, riguardo la risposta data dal nostro Paese all’emergenza crediamo che forse tra tutto quello che si è letto in questo mese l’articolo migliore l’abbia scritto oggi su il Corriere dello Sport Alessandro Barbano. Il titolo è eloquente: “E’ una Caporetto, vogliamo parlarne?”. Consigliamo vivamente di leggerlo.

In generale, il mondo dello sport ha risposto in modo coeso e responsabile all’emergenza. Si sono distinte, in modo negativo, poche società che chiedono il ritorno il prima possibile in campo e la fine dei campionati. Tra Lazio (nel calcio) e Rovigo (nel rugby) lo spettacolo è desolante. Si punta allo scudetto, che di questi tempi, con questa emergenza, se anche assegnato sarebbe uno “scudettino”… con quale coraggio lo festeggerebbero?

Resta un problema di fondo, per lo sport come per la società civile. Quando si ripartirà, come si ripartirà? Se l’imperativo sarà quello del “distanziamento sociale”, ovvero il famoso metro e mezzo, per alcune discipline sarà facile, magari stando attenti al “prima e dopo” negli spogliatoi. Ma per altre? Soprattutto per quegli sport di squadra in cui il contatto è parte integrante dell’allenamento e della gara?

Calcio, Basket, Rugby, ma anche lotta, arti marziali (e chissà quante altre); ci saranno problemi seri e si dovrà cercare di ricominciare solo quando l’emergenza sarà veramente passata, a meno che non si voglia attendere il vaccino, e allora la cosa potrebbe durare mesi. Se non anni.

Non crediamo che si possa attendere così tanto. Questo vorrà dire che dovremo fare i conti, in futuro, con la possibilità di contrarre il virus (sperando nella forma meno aggressiva) giocando a calcio o a pallacanestro, anche se solo con gli amici al parco. Sarà un altro rischio oltre a quelli già presenti nel nostro vivere quotidiano. Non è una bella prospettiva.

Varrà lo stesso anche per i grandi campioni e i professionisti del calcio che, nonostante i milioni, non potranno evitare di essere contagiati. E quando accadrà potrebbe essere necessario mettere in quarantena tutta la squadra. Quindi bisognerà prevedere sistemi di calcolo dei punteggi differenziati, che tengano conto anche di questa evenienza. I campionati, come oggi li intendiamo, potrebbero non essere più possibili. Forse i play off, sistema agile e immediato, di assegnazione dello scudetto diventeranno la regola anche lì dove attualmente sono contemplati.

Un altro aspetto da valutare sarà quello delle trasferte all’estero. E’ evidente che i tempi di superamento della crisi sono diversi per ogni Paese. Per questo, nei campionati internazionali, non si potrà ripartire tutti insieme. Attendere che passi l’emergenza in tutte le nazioni, però, potrebbe equivalere a dire di non ricominciare mai.

Anche noi non abbiamo certezze, come ci sembra di capire non ne hanno nei rispettivi settori gli scienziati ne i politici. Però abbiamo la sensazione che lo sport dovrà abituarsi a convivere con il virus. O meglio, con il rischio connesso al virus.

Saremo in grado di farlo?

Jules Elysard

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