
Nardò (Lecce), 26 agosto 2025 – Ci sono record hanno un valore simbolico. Quello abbattuto oggi, sul circuito del Nardò Ring in Puglia, è uno di questi. Sibusiso Kubheka, trentaduenne sudafricano, ha completato i 100 chilometri in 5 ore, 59 minuti e 20 secondi, diventando il primo uomo nella storia a scendere sotto la barriera delle sei ore.
Il precedente primato mondiale, 6h05’35”, apparteneva al lituano Aleksandr Sorokin, uno dei simboli assoluti dell’ultramaratona contemporanea. Kubheka non si è limitato a migliorarlo, ma lo ha frantumato con un margine di oltre sei minuti, consegnando il suo nome alla leggenda.
La gara, disputata in condizioni ideali sul tracciato pugliese, ha visto l’atleta sudafricano impostare un ritmo altissimo sin dai primi chilometri. Ciò che ha colpito maggiormente non è stata soltanto la velocità, ma la capacità di mantenere lucidità e precisione nella gestione dello sforzo, là dove la fatica solitamente si trasforma in muro invalicabile. Nei passaggi chiave, Kubheka ha mostrato una tenuta mentale da fuoriclasse, respingendo ogni segnale di cedimento e trasformando l’ultima parte della prova in una cavalcata solitaria verso un traguardo che sembrava impossibile.
Alle sue spalle l’americano Charlie Lawrence ha chiuso in 6h03’47”, tempo che in qualsiasi altra occasione sarebbe stato celebrato come un’impresa, e lo stesso Sorokin, terzo in 6h04’10”, ha migliorato il suo primato personale, segno che l’intera disciplina sta vivendo un momento di crescita straordinaria.
L’ultramaratona, spesso relegata ai margini del grande racconto sportivo, ha vissuto così il suo giorno di gloria, richiamando l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori di tutto il mondo. Perché correre 100 chilometri è già di per sé un’avventura estrema; farlo a una media inferiore ai 3 minuti e 36 secondi al chilometro apparteneva finora al regno dei sogni.
