Cronaca di un viaggio da sogno: la ciclovia Alpe Adria (1^ parte)

L’Alpe-Adria è una ciclovia che ti avvicina alla natura e che ti sorprende chilometro dopo chilometro, nel paesaggio, nella cultura, nelle tradizioni gastronomiche, ma è anche un viaggio alla ricerca di se stessi, delle proprie radici, sui passi della storia per non dimenticare. In poche parole l’Alpe-Adria è un sogno!

Cronaca di un viaggio da sogno: la ciclovia Alpe Adria (1^ parte)

Il mio viaggio a due ruote lungo la ciclovia Alpe Adria ha inizio da Salisburgo, la piccola capitale della musica, la città barocca più importante d’Europa al di fuori dei confini italiani, dove i ricchissimi principi-arcivescovi vollero replicare i fasti e le architetture della lontana Roma. Il più famoso di questi principi fu Markus Sittikus, che nel corso del 1600 avviò una ristrutturazione  di buona parte degli edifici pubblici e la realizzazione del Duomo, vero scrigno di tesori, nonostante i rifacimenti dovuti alla parziale distruzione avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale.

Prima di lasciare Salisburgo è d’obbligo una sosta gourmet: si comincia con il caffè Tommaselli, forse il più famoso locale della città. Si dice che anche Mozart lo frequentasse ogni mattina. Naturalmente c’è l’imbarazzo della scelta, dalla Sachertorte, ai croissant, alla torta di mandorle.

Caffè Tomaselli Salisburgo

Café Tomaselli

Appena fuori ecco la piazza del mercato, dove ogni settimana si ritrovano le specialità e i prodotti del salisburghese e sullo sfondo l’imponente fortezza Hohensalzburg.

Lascio Salisburgo costeggiando il Salsach, qui la ciclabile è piuttosto “trafficata” dai pendolari. Si calcola che Salisburgo abbia 100 mila biciclette per 170 mila abitanti.

Dopo qualche chilometro s’imbocca un meraviglioso viale alberato, che conduce al castello di Hellbrunn. E’ qui che il principe vescovo Markus Sittikus espresse il massimo del suo estro e della sua passione per l’acqua. L’arcivescovo era un grande ammiratore delle arti e dello stile di vita italiano del sud e voleva una villa “suburbana”, al di fuori della città. Fu l’architetto Santino Solari a realizzare quel magnifico complesso che altro non era che un palazzo del piacere, dove ospitare nobili e vivere magiche atmosfere. Naturalmente il tema centrale era l’acqua. A Hellbrunn ricchissima di sorgenti venne così realizzato un allestimento  di giochi d’acqua che ancora oggi, dopo 400 anni, stupiscono e impressionano i visitatori.Alpe Adria GelatoAlpe Adria Hellbrunn

Risalgo in bicicletta e costeggiando sempre il fiume Salzach, attraverso un paesaggio campestre, tra fattorie e campi coltivati, arrivo ad Hallein, una località che deve la sua fortuna alle miniere di Salgemma. E anche se oggi le miniere sono chiuse questo centro ha saputo riconvertire la sua economia e la cittadina gode di una relativa prosperità, di un centro storico molto carino, dove spicca uno splendido museo dedicato ai celti e al medioevo. Un gelato italiano allunga la mia sosta, ma subito dopo riparto alla volta di Gollin, dove è possibile raggiungere a piedi per pochi minuti l’omonima cascata, una delle tante di cui è ricca l’Austria.

Dopo Gollin l’Alpe Adria continua il suo cammino entrando in una zona più angusta, dominata dalle rocce. Il paesaggio è meno caratteristico e forse in parte delude ma è un pensiero che abbandono subito appena il mio sguardo si posa sull’imponente fortezza di Hoenwerfen, famosa grazie al film “Dove osano le aquile“, ambientato nella seconda guerra mondiale. Qui si possono lasciare le biciclette e salire con un trenino a cremagliera per visitare  il castello e immergersi nella fantastica atmosfera del volo dei rapaci che rievoca l’antica pratica di caccia con il falcone tanto amata da Federico II di Svevia.

Ma è ora di risalire i bici per raggiungere Saint Johan in Pongau. Una famiglia mi sorprende: mamma, papà e tre bambini piuttosto piccoli sono in viaggio sulla ciclovia, in uno dei pochi tratti di percorso completamente esposti al traffico. Con loro un carrellino con il minimo. Non è la prima volta che mi capita di incontrare delle famiglie in viaggio in bicicletta. Ma ogni volta è un’emozione. Penso al valore che per questi bambini possa significare un viaggio lento, dominato dalla natura, dall’essenzialità. Saranno degli adulti migliori perché il viaggio in bici arricchisce ed è maestro di vita. La bici è il futuro, è economica, è sostenibile, è democratica. Con questi pensieri arrivo in breve tempo a Saint Johan in Pongau, la prima tappa del mio viaggio.

Stefania Bove

La seconda parte, da St. Johann a Bad Gastein

La ciclovia da Bochstein a Villach

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