Cronaca di un viaggio: la ciclovia Alpe Adria da Bochstein a Villach

Il terzo giorno di viaggio è tutto dedicato alla Carinzia, lungo la Drava, dalla catena dei Tauri fino al confine con l'Italia tra campi di grano e senso di libertà...

Cronaca di un viaggio: la ciclovia Alpe Adria da Bochstein a Villach

Il terzo giorno del mio viaggio lungo la ciclovia Alpe Adria inizia con una leggera salita fino a Bochstein dove mi attende il treno navetta dei Tauri diretto a Mallnitz. Siamo a poco più di 1000 metri, lontano dal turismo di massa e circondati dalla catena montuosa dei Tauri, un complesso montuoso piuttosto imponente, la cui cima più alta raggiunge i 3800 metri.

Attraversarli sarebbe impossibile non solo per la bicicletta ma anche per la automobili, così agli inizi del ‘900 nacque l’idea del tunnel: poco più di 8 chilometri scavati nel cuore della montagna. La galleria è stata poi ristrutturata nel 2004 e ormai svolge egregiamente il suo lavoro. Il servizio è anche per auto e moto. Salgo con la bici e mi accomodo nel vagone per i passeggeri. Appena 11 minuti e si arriva alla stazione di Mallnitz, a 1200 metri s.l.m. Qui la ciclabile coincide con la strada statale: dopo un chilometro inizia una fantastica discesa che porta giù fino a 700 metri. Peccato le auto e le moto che ti sfrecciano un po’ troppo vicino, ma il paesaggio è magnifico!

In breve tempo arrivo a Spittal an der Drau, non c’è tempo per vedere la città ma ho letto che la nascita di Spittal è legata in gran parte alla posizione favorevole per le vie di comunicazione, tra i fiumi Drava e Lieser e le strade della valle. L’Alpe Adria qui coincide con un tratto dalla ciclovia della Drava, un percorso (l’R1 che prima o poi farò) di 510 chilometri che dall’Italia, attraversa la Carinzia e giunge fino al confine tra la Slovenia e la Croazia.

Mancano 39 chilometri a Villach. La stanchezza comincia a farsi sentire ma sono attratta dal percorso lungo il fiume, dal paesaggio agricolo, e dal fatto che tra poco si potrà attraversare la Drava utilizzando un traghetto. Incuriosita mi metto in cammino, vado piano, fa molto caldo. l’Europa è rovente, sotto una lingua di caldo africano ma ogni tanto arriva un po’ di refrigerio perché l’aria è nebulizzata dagli schizzi della Drava. Ed è proprio quando l’aria ti viene incontro pedalando lungo un fiume bello come questo, in un paesaggio ameno, che assapori sino in fondo il senso della libertà, che solo la bicicletta ti sa dare.

Il traghetto Lansach-Feffernitz

Alpe Adria drauGodendo di questi pensieri e di questa atmosfera arrivo al traghetto Lansach-Feffernitz, e presso l’imbarco suono la campana. Il traghetto ha il fascino nostalgico dei tempi andati. Un tempo consentiva il collegamento fra le due sponde del fiume, anche perché di ponti ce n’erano ben pochi e molto distanti fra loro. Oggi i due Comuni di Paternion e Weissenstein hanno voluto ridare nuova vita a questa antica tradizione.

I gestori del traghetto sono così cordiali da offrire una merenda “carinziana”, a base di prodotti locali, a chilometro zero. Non sarà facile ripartire dopo, ma come non accettare tanta generosità e simpatia?

L’arrivo a Villach è preceduto da un’enorme cava sulla montagna che sovrasta la riva sinistra della Drava con attigui impianti di lavorazione. Ho come la sensazione di uscire da un mondo delle favole e la vista di questa cava mi sorprende e mi soffoca. Fortunatamente Villach mi accoglie con la sua grazie e la sua bellezza. Anche qui vado in un hotel per ciclo viaggiatori, nel centro del paese e proprio di fronte alla Villacher Brauerei, la più antica fabbrica di birra della Carinzia.

La sera mi concedo una visita guidata per Villach scoprendo così tante piccole curiosità e tanti aneddoti. Scatto foto, video, socializzo…. voglio condividere tanta bellezza e con il pensiero mi preparo per domani, arriverò in Italia e passerò il confine.

I viaggio continua…

Stefania Bove

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Itinerario AlpeAdria

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