CICLISMO: FILIPPO GANNA E’ QUINTO NELLA CRONOMETRO – Era la medaglia sulla quale puntavano tutti, soprattutto il ciclismo italiano. Ma Filippo Ganna non ce l’ha fatta. Ha chiuso al quinto posto una prova che, a parte il vincitore Roglic, ha visto tutti gli altri racchiusi in un fazzoletto di secondi. Su un tracciato di oltre 50 chilometri, con il 800 metri di dislivello, la differenza l’hanno fatta i particolari: un colpo di vento, una curva, un battito di ali.

Il piemontese, campione del mondo in carica, subito dopo il traguardo ha commentato così: «Di più non potevo fare. Certo, c’è un po’ di rammarico. Ora penso alla pista. Riuscivo a guadagnare in certi tratti ed esprimevo i miei valori, ma ci sono altri che vanno più forte in questo momento. Il mio impegno è diviso in 2 parti, strada e pista: rifarei quanto fatto si qui allo stesso modo».

«Il percorso presentava 800 metri di dislivello, non pochi. Magari riuscirò a fare meglio a Parigi in una corsa adatta alle mie a caratteristiche. Tre anni passano veloci. Non sono uno scalatore, Roglic è andato fortissimo e tutti noi siamo arrivati concentrati in pochi secondi. Pensavamo che il tempo teorico di percorrenza fosse di 3 minuti più alto».

CANOTTAGGIO AZZURRO PIù FORTE DI COVID E.. DEGLI INGLESI – L’Italia del canottaggio ha dimostrato di essere più forte della avversità poiché con un quattro senza rimaneggiato all’ultimo momento, a causa di una positività da Covid-19, ha conquistato una strepitosa medaglia di bronzo alle spalle di Australia, oro, e Romania, argento. Tutto si è svolto in pochissime ore: questa mattina alle sei è arrivato il risultato del test che decretava la positività di Bruno Rosetti, il numero tre della barca, e quindi il ditti Francesco Cattaneo ha deciso di sostituirlo con Marco Di Costanzo capovoga del due senza che, di lì a poco, avrebbe dovuto disputare la semifinale. Nonostante questo cambio improvviso, la maturità dei ragazzi ha consentito a questo equipaggio di affrontare una gara difficile sia per le condizioni in cui versava il bacino olimpico del Sea Forest Waterway – sferzato da un vento che mulinava in continuazione – e sia per lo spessore degli equipaggi in gara. Nonostante questo Matteo Castaldo, Marco Di Costanzo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino hanno subito attaccato l’Australia e la Romania e, sul finale, mentre erano in procinto di superare la Gran Bretagna, quest’ultima ha ostacolato la formazione azzurra perdendo la direzione forse a causa del vento e causando lo sbandamento anche dell’Italia che, in questo modo, non ha potuto più terminare l’attacco alla Romania e ha chiuso la gara terza a 84 centesimi dall’oro dell’Australia e a 47 centesimi dall’argento della Romania.

Quinto posto per il quattro di coppia di Giacomo Gentili, Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Simone Venier che, dopo essere partiti bene e in piena corsa per iniziare a condurre, sono stati vittima di un embardee che ha letteralmente frenato la barca a circa 750 metri dalla partenza. Da quel momento per la barca azzurra è stata una rincorsa che alla fine non le ha consentito di andare oltre la quinta posizione, nella finale vinta dall’Olanda su Gran Bretagna e Australia. Un risultato falsato poiché da questa barca ci si aspettava il podio, ma che comunque dimostra come le intemperanze climatiche a volte possano sfavorire oltremodo. Bella prova, invece, quella del quattro di coppia femminile, di Valentina Iseppi, Alessandra Montesano, Veronica Lisi e Stefania Gobbi, che hanno portato la loro barca a ridosso del podio a soli 1.25 dall’Australia che ha vinto la medaglia di bronzo, mentre l’argento è andato alla Polonia, con 1.97 di vantaggio sulla barca azzurra, e l’oro alla Cina. Prove maiuscole in semifinale dei due doppi pesi leggeri, il maschile, di Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta, e femminile, di Valentina Rodini e Federica Cesarini che, rispettivamente, hanno raggiunto la finale dietro all’Irlanda, facendo registrare anche il terzo miglior tempo, e vincendo la propria semifinale fissando anche il record del mondo.

Finale mancata, invece, per il due senza maschile rimaneggiato, di Giovanni Abagnale e Vincenzo Abbagnale, che dopo aver lottato strenuamente contro Croazia, Serbia, Canada e Olanda ha chiuso al quinto posto, e per quello femminile, di Aisha Rocek e Kiri Tontodonati, che ha concluso al sesto posto la propria semifinale che ha visto il passaggio in finale di Nuova Zelanda, Russia e Spagna. Nell’unica finale B in programma oggi, terzo posto – nono assoluto – per il doppio di Alessandra Patelli e Chiara Ondoli. Per quanto riguarda il programma, domani seconda giornata di finali con i doppi pesi leggeri femminile alle 9.50 (2.50 italiane) e maschile alle 10.10 (3.10 in Italia). La giornata si aprirà, però, alle 8.30 (1.30) con le Finali B del due senza maschile e femminile alle 8.40 (1.40 italiane). La semifinale del singolo di Gennaro Di Mauro si disputerà, infine alle 11.00 (le 4.00 in Italia).

1A0A9819Nella foto (ph Canottaggio.org): il quattro senza azzurro sul podio olimpico

CANOA – GIORNATA SI QUALIFICAZIONI PER GLI AZZURRI IN GARA – Giornata di qualificazioni al Kasai Slalom Center di Tokyo 2020. Gli atleti della canoa slalom sono scesi in acqua mercoledì 28 luglio per le batterie di qualificazione del K1 maschile e del C1 femminile.

Nelle kayak Giovanni De Gennaro doma le rapide del canale olimpico con una prima discesa senza sbavature che gli vale il miglior tempo (90.92). Nella seconda “run” il Carabiniere si ripete dimostrando grande sicurezza e un ottimo feeling con il campo gara giapponese. Il cronometro segna 90.65, secondo miglior tempo assoluto ma il bresciano ha usato un pizzico di strategia rallentando prima del traguardo per evitare di scendere per ultimo nella semifinale di venerdì. Miglior tempo assoluto per il bronzo di Londra, il tedesco Hannes Aigner, che nella seconda manche ferma il tempo sul 90.14. Alle spalle dell’azzurro si piazzano invece l’australiano Lucien Delfour (91.12) e il campione ceco Jiri Prskavec (91.74), bronzo a Rio 2016. Venerdì  30 luglio in programma la semifinale (ore 7.00 italiane), con l’azzurro al via alle 7.54 e a seguire la finale alle ore 9.00.

Marta Bertoncelli bagna il suo debutto a cinque cerchi conquistando la qualificazione nella semifinale nel C1 femminile, disciplina che entra ufficialmente nel programma olimpico proprio a Tokyo. La ventenne ferrarese – la più giovane della spedizione azzurra – rompe il ghiaccio sul canale giapponese facendo registrare il 18° tempo nella prima batteria, 121.83 con percorso netto. Nella seconda run l’azzurra migliora sensibilmente staccando il decimo tempo assoluto in 113.91 con una penalità di 2” per un tocco alla penultima porta (24). Il miglior risconto cronometrico delle batterie porta la firma della britannica Mallory Franklin, campionessa europea nel 2019 e mondiale nel 2017, che ha fermato il cronometro sul tempo di 105.06. La pagaiatrice dei Carabinieri tornerà al cancelletto di partenza domani per la semifinale (inizio ore 7) alle ore 7.24 italiane, l’obiettivo è conquistare uno dei dieci posti disponibili per la finale in programma alle ore 8.55.

 

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