Sono due le medaglie d’oro conquistate dagli azzurri del nuoto nella sesta giornata dei Giochi Paralimpici Tokyo 2020. Il primo trionfo è arrivato grazie alla prova di Arjola Trimi nei 100 stile libero S3. L’azzurra ha nuotato in 1:30, precedendo, al traguardo, la statunitense Leanne Smith (1:37.68) e la rappresentante della RPC Iuliia Shishova (1:49.63). Per la lombarda si tratta della terza medaglia a queste Paralimpiadi, dopo l’argento nella staffetta 4×50 stile libero e l’oro nei 100 dorso di ieri.

“Sono incredula, dopo il riscaldamento non avevo delle sensazioni bellissime, ma poi quando ho visto il tempo, peraltro vicino al record del mondo sono rimasta basita. Questa medaglia oggi la dedico a me, ci ho creduto profondamente ed ho voluto fare tutte le gare, ho fatto tutto nel modo giusto. Il mio pensiero va alla Polha Varese, alla mia allenatrice Micaela Biava e al mio fisioterapista Lorenzo Masini. Quando vinco una medaglia la mia testa va non solo a tutti i sacrifici, ma a quanta strada ho compiuto”.

Quinta medaglia, la seconda d’oro, per Carlotta Gilli, che oggi conquista il primo gradino del podio nei 200 misti SM13 con il crono di 2:21.44, un tempo che le regala il primato mondiale. Alle sue spalle, staccata di oltre 5 secondi, si è piazzata la statunitense Colleen Young (2:26.80), terza la uzbeka Shokhsanamkhon Toshpulatova (2:27.92). “Sono contentissima – racconta la Gilli – ho fatto quello che volevo sia dal punto di vista della classifica che dei tempi. Ho fatto record del mondo e delle Paralimpiadi e sono davvero felice – prosegue – Ho aperto questi Giochi con l’oro e il record nei 100 farfalla, lo chiudo con l’oro e il record nei 200 misti. Non potevo chiedere di più, sono state emozioni che ricorderò sempre”. 

Le soddisfazioni, per il nuoto azzurro, sono proseguite con la staffetta 4×100 stile libero maschile composta da Antonio Fantin, Simone Ciulli, Simone Barlaam e Stefano Raimondi, secondi con 3:45.89 alle spalle dell’Australia (3:44.31). Terzo posto per l’Ucraina (3:47.40).

Nel tiro a segno, Andrea Liverani onora nel migliore dei modi il suo esordio a una Paralimpiade e ottiene la medaglia di bronzo nel misto carabina 10m standing SH2. 230.7 il punteggio del milanese, che giunge in questo modo alle spalle del vincitore, lo svedese Philip Jonson (252.8), e dello sloveno Francek Gorazd Tirsek (252.4).  Per l’Italia si tratta della 29esima medaglia a questi Giochi.

“Poteva essere più pesante, ma alla fine il gioco è quello: uno può entrare ottavo e finire primo come può entrare primo e finire ottavo. Sono comunque molto contento della medaglia che è arrivata perché è il frutto di tanti sacrifici e tanto allenamento, quindi non mi lamento. Sono contentissimo”.

Ci saranno altre occasioni nei prossimi giorni: “Sì, la prossima gara sarà ad aria a terra il primo settembre e poi a fuoco il 4 settembre. Il rinvio dei Giochi ha pesato tanto perché a marzo sono stato male, ho avuto dei problemi fisici e sono riuscito ad aggiustare tutto a giugno per la Coppa del mondo a Lima. Ho avuto il supporto della Federazione e del team e poi tutto è andato per il verso giusto. Sono qui a raccontarlo e sono felicissimo”.

La medaglia la dedica “a tutti quelli che mi hanno aiutato, che sono davvero in tanti: dai medici che mi hanno salvato la vita ormai undici anni fa a chi mi aiuta in poligono, fino a chi mi aiuta nella vita quotidiana. Questa medaglia la dedico a tutti coloro senza i quali questo non sarebbe mai stato possibile”.

“Dopo 25 anni, il tiro a segno torna sul podio con Andrea Liverani, che segna anche il record paralimpico della disciplina nella gara di qualificazione! Un ragazzo straordinario alla sua prima partecipazione!”. Lo ha scritto su Twitter il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

La quinta medaglia della giornata arriva dall’atletica, con Oney Tapia che nel peso ottiene 3.60, misura che gli vale il bronzo dietro all’iraniano Mahdi Olad (14.43) e al brasiliano Alessandro Rodrigo da Silva (13.89).

“Non è la mia specialità e non ci aspettavamo una prestazione del genere – ammette Tapia – ho fatto questa gara per provare a portare a casa un risultato dignitoso, per metterci in gioco e invece abbiamo visto che le medaglie erano lì, alla nostra portata. Pronostico per la prossima gara? Al momento non ci penso, sarà una gara a sè”. 

L’ultima medaglia della giornata porta la firma di Sara Morganti nel freestyle di Grado I di equitazione. L’amazzone toscana, già bronzo a questi Giochi nell’Individual Test, ha conquistato il terzo posto con il punteggio di 81.10. Primo posto per la statunitense Roxanne Trunnell (86.92), secondo per il lettone Rihards Snikus (81.10)

Sempre nell’atletica, Ndiaga Dieng centra la finale dei 400 metri T20. Sesto posto, invece, per Alessandro Ossola, che chiude la finale dei 100 metri al sesto posto con 12.66. La vittoria è andata all’atleta della RPC Prokhorov (12.04), che ha preceduto, sul traguardo, il brasiliano Rodrigues Goncalves (12.05) e il tedesco Schaefer (12.22).

La giornata si è aperta con la medaglia di bronzo di Maria Andrea Virgilio nel compound open di tiro con l’arco. Nella finale per il bronzo, l’azzurra ha battuto la russa Artakhinova per 142-139. Decise le ultime tre frecce dell’azzurra: 10,10,10 per chiudere i conti.

Le emozioni di Maria Andrea Virgilio: “Questa medaglia mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti in questi anni, per cui ringrazio l’Asd Diamond Archery di cui è il presidente è Guglielmo Fuchsova che è anche il mio tecnico. Sono nata a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, per la mia patologia che è la spina bifida, ma sono una trapanese doc. Mi sono già arrivati tanti messaggi, a casa sono impazziti per questa medaglia, non hanno dormito la notte. Le dediche? Preferisco farle in privato».

La trentaseienne siciliana poi ricorda il cammino che l’ha portata sul podio: “L’incontro più difficile è stato quello con la mia compagna di stanza Eleonora Sarti ai quarti di finale, soprattutto dal punto di vista nervoso anche perché siamo amiche. Con lei abbiamo parlato prima della gara e le avevo chiesto qualche consiglio perché lei aveva più esperienza di me, avendo già fatto Rio. Questa medaglia l’avevo sognata, essendo siciliana sapevo come combattere il caldo e l’ho patito molto meno di altre. Bello finalmente battere la russa che mi aveva sempre sconfitto in passato e che ci aveva escluso anche nella gara a squadre di ieri (con Matteo Bonacina; ndr) ai quarti di finale allo shoot-off». 

Sorride Guglielmo Fuchsova, per tutti “Willy”, che segue Maria Andrea come allenatore da quasi nove anni, oltre ad essere il ct della Nazionale azzurra a Tokyo: “L’abbiamo conosciuta per caso grazie a un progetto organizzato dal Cip all’interno di un centro di riabilitazione all’Aias di Pacheco, in provincia di Trapani. Le abbiamo fatto provare diversi sport come il tennistavolo e l’atletica, ma quando ha cominciato col tiro con l’arco abbiamo capito subito che era quella la sua disciplina”. 

Con questi successi, l’Italia raggiunge quota 34 medaglie e l’ottava posizione in classifica generale

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