Quarta puntata del viaggio da Istanbul a Capo Nord in bicicletta realizzato da Nicolò Farroni e Simone Schär
Attraversiamo l’Appennino velocemente e dopo pochi giorni a Ventimiglia lasciamo nuovamente l’Italia per entrare in Francia. Da Menton ai Pirenei ci innamoriamo letteralmente delle città francesi, dei panorami incredibili che la costa sud offre e dell’ospitalità ricevuta fin dal primo giorno.
Tramite l’applicazione warmshower, veniamo accolti quasi tutte le notti, troviamo famiglie e viaggiatori che ci aprono le porte di casa come figli, ci preparano da mangiare, puliscono i vestiti e ci danno un riparo per la notte. Tra gole impressionanti, strade di montagne, città eleganti, scogliere a picco sul mare e la Camargue scorriamo via velocemente. Entriamo in Spagna a dicembre, a Barcellona prendiamo una lunga pausa di due settimane, festeggiamo il Natale e poi ripartiamo lungo la costa.
Fino alla comunità Murciana, la Spagna non ci regala niente di affascinante, una colata di cemento continua, hotel e palazzi orribili senza sosta, poi all’improvviso entrando in Andalusia qualcosa comincia a cambiare. Il cemento lascia spazio alla natura selvaggia. La regione meridionale spagnola è senza dubbio uno dei posti più belli in Europa, una ricchezza naturalistica invidiabile, montagne di tre mila metri guardano l’Africa, deserti e colline vulcaniche, città storiche stupende, un clima fantastico e cibo delizioso. L’Andalusia è uno di quei posti dove mi trasferirei subito.
Dopo sei mila chilometri pedalati raggiungiamo Tarifa. Se Istanbul è la porta sull’Asia, Tarifa è la finestra affacciata sull’Africa. Guardo le montagne Marocchine distanti pochi chilometri, lo stretto di Gibilterra ci divide dal continente nero, sogno e fantastico su viaggi futuri. Siamo felici e orgogliosi di tutto ciò che abbiamo vissuto fino ad ora. Da qui comincerà la nostra lunga scalata verso il nord, verso il circolo Polare artico, ma prima dobbiamo raggiungere il punto più occidentale Europeo, Cabo da Roca. Così puntiamo le nostre ruote verso ovest, percorriamo l’Algarve, Lalentejo e raggiungiamo Lisbona, tra spiagge dorate e piccoli villaggi affascinanti.
Il Portogallo è davvero economico, i campeggi non costano più di 10 euro a persona, così piazziamo la tenda tutte le sere vicino al mare e ci godiamo tramonti indimenticabili sull’oceano. Una volta raggiunto Cabo da Roca, cominciamo a risalire tutta la penisola iberica, la Galizia, le Asturie ed infine i Paesi baschi; il nord della Spagna ci distruggerà le gambe.
Una media di cento chilometri al giorno e centinaia e centinaia di metri di dislivello. Qui le salite sono corte e ripide, e si ripetono di continuo, cominciamo a sognare la pianura francese. Dopo aver percorso più di quattro mila km lungo tutta la costa spagnola e portoghese rientriamo in Francia. La costa occidentale ha la più lunga pista ciclabilile continua d’Europa, 1200km da Saint Jean de Luz fino alla Bretagna senza percorrere un metro di strade aperta al traffico automobilistico. (continua)
Nicolò Farroni
