Da domani e fino al 30 ottobre a Reykjavik è in programma il campionato mondiale di Fischer Random, la “variante” del gioco proposta da Bobby Fischer – e da lui presentata a Buenos Aires nel 1996 in una delle sue rarissime apparizioni – per controbattere l’eccessiva teoria e lo strapotere dei computer (già allora!), sorteggiando la disposizione dei pezzi all’inizio della partita. Naturalmente i pezzi vanno posti in modo simmetrico per i due schieramenti. Usiamo la dizione ‘Fischer Random’, scelta dalla FIDE, la Federscacchi mondiale, anche se almeno inizialmente si usava ‘fischerandom’.
Diciamo subito che i programmi software su computer si sono subito adattati e oggi comunque predominano anche in questa variante e diciamo anche che l’idea del grande compianto campione statunitense non era nuova: era infatti già stata proposta a metà Ottocento dall’olandese Jules Filippe van Zuylen Nyevelt, ma Fischer delle molte combinazioni che teoricamente possono verificarsi ne ammise soltanto 960, in modo da garantire che gli Alfieri fossero su case di colore opposto e fosse possibile l’arrocco: per questo la ‘variante’ è anche conosciuta come ‘Chess 960’.
Ma procediamo con ordine.
Il mondiale di ‘Fischer Random’ in programma a Reykjavik ha anche questa volta l’imprimatur della FIDE. Si tratta della seconda edizione: la prima, giocata nel 2019 in Norvegia, fu vinta da Wesley So che in finale sconfisse Magnus Carlsen. Poi sospensione causa pandemia.
Quest’anno saranno in otto a battersi per il titolo iridato: verranno divisi in due gironi da quattro, poi i primi due in semifinale a eliminazione diretta e quindi finale tra i due vincitori.
So e Carlsen sono ovviamente le ‘teste di serie’; poi ci sono Ian Nepomniachtchi, vincitore delle ultime due edizioni del Torneo dei Candidati a gioco classico, scelto dalla FIDE stessa, e Hjörvar Steinn Grétarsson, scelto dagli Organizzatori; completano il quadro dei partecipanti Nodirbek Abdusattorov, 18 anni, dell’Uzbekistan, tra l’altro campione del mondo ‘rapid’, Hikaru Nakamura, Vladimir Fedoseev e Matthias Blübaum, che si sono qualificati partecipando alle selezioni di questa specialità organizzate da due piattaforme di gioco on line, ‘chess.com’ e ‘lichess’.
Si parte con 25 minuti a testa in cui si devono giocare almeno 30 mosse; alla 31ma vengono aggiunti 5 minuti e vengono poi dati 5 secondi di incremento per mossa. 15 minuti prima della partita verrà comunicata ai giocatori la posizione di partenza: in questo lasso di tempo sarà possibile analizzare con l’eventuale aiuto di un altro giocatore, ma è vietato l’utilizzo di supporti informatici Gli incontri sono “mini-match” di 2 partite: 2 punti per la vittoria, 1 per la patta. Montepremi complessivo di 400 mila dollari, 150 mila al vincitore.
Abbiamo detto che l’idea di sorteggiare la disposizione dei pezzi sulla prima traversa all’inizio della partita era già stata proposta dal conte Jules Filippe van Zuylen Nyevelt (Rotterdam 5.1.1743 – Utrecht 20.2.1826). Come scacchista fu il primo trattatista olandese e fece tra l’altro studi approfonditi sui finali di Re e Pedoni. Ideò anche una scacchiera ‘per signore’ in cui i Pedoni erano rappresentati da cuori e la Donna da una stella a otto punte. Nella vita intraprese la carriera militare divenne generale, poi Consigliere di Stato e infine alto comandante delle truppe batave.
Il fatto di giocare le partite disponendo i pezzi dietro ai Pedoni a caso, comunque in modo simmetrico per i due schieramenti, era un suo consiglio ai principianti, per perfezionarsi nel gioco. La sua idea venne ripresa dal nipote Elias van der Hoeven (1778-1858) che fu un grande propugnatore della disposizione “casuale” dei pezzi sulla prima traversa, ma non sembra abbia trovato molti seguaci.
Comunque nel 1844 giocò due match con il colonnello P. Michaels, perdendo 5.5-3.5 quello a gioco classico ma vincendo quello con i pezzi messi in modo casuale per 5 a 1.
Si sa poi che nel 1851 a Baden-baden giocò la partita che segue con Thassilo Van der Lasa (che aveva il nero) noto giocatore e teorico tedesco.
Posizione pezzi da a1 a h1: A T R T A C C
1.Cf3 b5 2. d4 d6 3. Aa5 f6 4. Ce3 e5 5. De1 A:f3 6. e:f3 e:d4 7. T:d4 Ce7 8. b3 Cc6 9. Cd5 Tb7 10. Te4 Ag6 11. Ce7+ C:e7 12. T:e7 Cd7 13. De6 Dg8 14. D:g8 T:g8 15. Ad4 Ce5 16. A:e5 f:e 17. Rb2 Rd8 18. T:c7 T:c7 19. Tc1 Rd7 20. A:c7 R:c7 e il Nero vinse.
La variante comunque incuriosì, tanto che si ha notizia di una partita giocata a Berlino nel novembre 1911 con questo sistema e vinta dal celebre campione statunitense Frank Marshall (1877-1944) al tedesco Erich Cohn (1884-1918, medico, maestro internazionale, morto in guerra).
Posizione dei pezzi da a1 a h1 C A D T T C A R
1.e4 c6 2. d4 Cb6 3. c3 f6 4. Cb3 d5 5. e5 f:e5 6. d:e5 Cc4 7. f4 g5 8. f:g5 Af7? 9. g6 A:g6 10. e6! C:e6 11. A:g6 h:g6 12. Dh6+ Rg8 13. Ad4 C:d4 14. D:g6+ Rf8 15. T:d4 abbandona.
Fischer come abbiamo detto ammise solo le combinazioni che prevedono gli Alfieri su case di colore opposto e la possibilità di arroccare, quindi con le due Torri una da una parte e una dall’altra del Re; la regola dell’arrocco nel ‘Fischer Random’ richiede che Re e Torre non siano stati mossi e che tra loro non ci siano pezzi (ma possono trovarsi su caselle contigue). Il movimento porta alla posizione che si ha nel gioco classico, ovvero Re in c1 e Torre in d1 se la Torre con cui si arrocca è verso il lato di Donna, e Re in g1 e Torre in f1 se la Torre con cui si arrocca è verso il lato di Re.
Possiamo quindi notare che la posizione di partenza della partita tra Marshall e Cohn nel ‘Chess 960’ non è ammessa.
Per seguire il campionato, sito ufficiale
Adolivio Capece

