La scomparsa di Davide Tizzano lascia un vuoto profondo nello sport italiano. Olimpionico, atleta, dirigente autorevole, uomo di cultura sportiva, Tizzano è stato ricordato da chi lo ha conosciuto e stimato come atleta, come guida e come persona, con parole che ci regalano un ritratto olimpico di umanità..
Il cordoglio istituzionale è arrivato dalla Federazione Italiana Canoa Kayak, per voce del presidente Antonio Rossi, che ha sottolineato la statura complessiva dell’uomo e del dirigente: «La scomparsa di Davide Tizzano ci lascia senza parole. Perdiamo un grande uomo di sport, un grande atleta e un grande dirigente. Siamo profondamente addolorati e ci stringiamo intorno alla famiglia in questo difficile momento. A loro e a tutto il movimento del canottaggio vanno le nostre più sentite condoglianze».
Un ricordo che si intreccia naturalmente con quello di Donata Minorati, atleta olimpica e tecnica di Canottieri Milano, che restituisce il profilo umano di Tizzano, maturato nel tempo e nella condivisione quotidiana dello sport: «Campione straordinario, hai scritto una pagina indelebile della storia sportiva del nostro Paese, – sono le sue parole – ma soprattutto hai lasciato un segno profondo nelle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarti. Nella tua carriera hai incarnato i valori più veri dello sport: passione, dedizione, spirito di squadra, il gusto della sfida vissuta con lealtà e coraggio. Hai guidato con intelligenza e visione la Federazione Italiana Canottaggio, contribuendo in modo decisivo alla crescita del nostro sport. Ma prima di tutto sei stato Davide, compagno di allenamenti, di sogni e di fatica, già forte e già leader, capace di trascinare tutti con il tuo sorriso. Così resterai: esempio di eccellenza e di umanità».
Anche il mondo del giornalismo sportivo ha voluto ricordarne la complessità e l’eccezionalità. Fausto Narducci (La Gazzetta dello Sport) ha tracciato il profilo di un atleta fuori dagli schemi: «Quando pensavo a un atleta napoletano capace di affermarsi in tutti i campi pensavo a Davide Tizzano. Bi-olimpionico nel quattro di coppia e nel doppio a distanza di otto anni, presidente federale dopo aver scalato ogni livello dirigenziale, era una persona di grande comunicativa e preparazione culturale. Averlo conosciuto da atleta, da direttore della Scuola di Formia e nel lavoro di promozione del suo sport è stato un grande onore. Si è affermato con le braccia e con il cervello. Mancherà a tutto lo sport italiano: andare via a 57 anni è un’ingiustizia».
Riccardo Crivelli, firma della Rosea, ha sintetizzato in poche righe un concetto chiave della sua eredità: «Davide Tizzano è stato uno dei più grandi atleti italiani di sempre e la dimostrazione concreta che gli sportivi possono diventare grandi dirigenti. Oltre a questo, per me, è stato un amico. È un giorno tristissimo».
Napoletano, cresciuto nel Circolo Canottieri Napoli e formatosi agonisticamente sul lago di Piediluco, Tizzano ha vinto due ori olimpici nel canottaggio, a Seul 1988 e Atlanta 1996, attraversando epoche diverse con la stessa autorevolezza. Accanto al remo, la vela ad altissimo livello, dalla Coppa America con il Moro di Venezia alla Louis Vuitton Cup, fino al titolo mondiale nella classe Maxi Yacht.
Da dirigente ha saputo immaginare uno sport capace di dialogare con la bellezza, la cultura e l’ambiente, ideando format innovativi e ricoprendo ruoli di primo piano, dal Centro di Preparazione Olimpica del Coni di Formia alla presidenza della Federazione Italiana Canottaggio, fino al Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo.
Le parole che lo ricordano, provenienti da istituzioni, tecnici e giornalisti, convergono tutte nello stesso punto: Davide Tizzano è stato molto più di un campione olimpico. È stato una figura capace di unire competenza e visione, rigore e passione, lasciando allo sport italiano un’eredità che va ben oltre le medaglie.

