Lun, 16 Febbraio 2026
CiclismoDelfinato, Pogacar stacca tutti a Combloux e si riprende il primato

Delfinato, Pogacar stacca tutti a Combloux e si riprende il primato

Irresistibile Tadej Pogacar nella sesta tappa del Giro del Delfinato: nella salita verso Combloux stacca prima Evenepoel e poi Vingegaard e si riprende la Maglia Gialla.

Tadej Pogacar vince la sesta tappa del Giro del Delfinato, da Valserhône a Combloux, la prima con arrivo in salita ai piedi del Monte Bianco, e preso la maglia Gialla simbolo del primato. Lo sloveno ha così risposto alla sua maniera ai dubbi e domande che erano seguite alla cronometro di due giorni fa, che l’avevano visto rimediare circa 40″ da Evenepoel e 20″ da Vingegaard. Oggi il Piccolo Principe ha messo la quinta come la strada ha iniziato ad inerpicarsi verso l’arrivo, a circa 6 km dalla conclusione, e nello spazio di poche centinaia di metri lasciato sul posto il belga ed il danese. Pesanti, per entrambi, i distacchi all’arrivo, tenuto conto che si trattava di una salita di neanche otto chilometri: 1′ abbondante rifilato a Jonas e quasi 2′ a Remco.

Lo sloveno continua quindi a stupire, con una costanza di rendimento che è impressionante. I numeri, da questo punto di vista, parlano chiaro: 97 vittoria in carriera, 9 stagionale (su 20 giorni di gara) e nuovo record di ascesa per una salita che ha contribuito a scrivere la storia di questo sport.

“Mi sentivo bene e la squadra ha lavorato come doveva anche se l’azione della Visma in qualche modo ci ha costretto a rivedere i piani. Oggi faceva veramente caldo ed è stata dura.” ha commentato al termine della prova. In classifica generale adesso Pogacar torna in possesso della Gialla, che aveva già vestito nella tappa di apertura del Delfinato, vinta in volata, con rica 40″ su Vingegaard; Evenepoel scivola al quarto posto a 1’20”.

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La cronaca

Sui 126 km da Valserhône a Combloux, con due GPM duri nel finale, lo sloveno scatena tutta la sua potenza nel tratto più impegnativo della Côte de Domancy, a 6 km dall’arrivo, e nessuno riesce a tenere il suo ritmo.

La giornata inizia subito all’attacco: Mathieu Van der Poel rompe gli indugi nei primissimi chilometri, seguito da altri sei corridori tra cui Bardet, Armirail, Leonard e Baudin. I sette guadagnano fino a due minuti sul gruppo, ma sulle rampe della Côte de Mont-Saxonnex la UAE Emirates e la Visma alzano il ritmo. Si forma un gruppo di testa selezionato, mentre cadono via via Van der Poel e Bardet.

Nel tratto di valle che precede il gran finale, Baudin e Leonard restano ultimi superstiti della fuga. Sulla Côte de Domancy inizia il vero spettacolo: Wellens detta il ritmo per Pogacar, poi è Sivakov a lanciare l’attacco per UAE. Quando Pogacar si alza sui pedali, ai -6, cambia tutto. Il campione del mondo non sembra nemmeno faticare mentre stacca tutti, senza voltarsi mai.

Vingegaard prova a reagire ma perde subito terreno, Evenepoel invece si pianta e si stacca già ai -6. Pogacar continua la sua progressione inarrestabile anche sulla Côte de la Cry, nell’ultimo chilometro. Passa Baudin, poi Lipowitz e infine anche Vingegaard, che non può far altro che limitare i danni.

Pogacar taglia il traguardo a braccia alzate a Combloux in 2h59’46”, con 1’01” su Vingegaard e 1’22” su Lipowitz. Evenepoel arriva stremato con 1’50” di ritardo, perdendo la maglia gialla. Jorgenson (4° a 1’30”) e Tulett (9°) confermano il dominio Visma tra gli inseguitori, ma oggi c’è solo un padrone.

Classifica generale dopo la 6ª tappa:

  1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) – 21h35’08”
  2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) – a 43”
  3. Florian Lipowitz (Red Bull – BORA – hansgrohe) – a 54”
  4. Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step) – a 1’22”
  5. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) – a 1’41”
  6. Eddie Dunbar (Jayco AlUla) – a 2’28”
  7. Louis Barré (Intermarché – Wanty) – a 2’39”
  8. Paul Seixas (Decathlon AG2R La Mondiale) – a 2’49”
  9. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) – a 3’21”
  10. Ben Tulett (Team Visma | Lease a Bike) – a 3’26”
Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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