Diamo i voti al Sei Nazioni 2018, Irlanda promossa ma manca la lode

Proviamo a dare i voti alle Nazioni che hanno partecipato all'edizione 2018 del torneo. Benissimo l'Irlanda promossa con Galles, Scozia e Francia. Male l'Inghilterra e l'Italia.

Diamo i voti al Sei Nazioni 2018, Irlanda promossa ma manca la lode

La fantastica Irlanda di Johnny Sexton e Conor Murray (ragazzi che mediana!) ha preso proprio tutto. E l’ha fatto proprio il giorno in cui si rendeva omaggio al santo protettore della verde isola: successo in casa degli inglesi, vittoria nel 6 Nazioni 2018, Grande Slam e n. 2 del ranking internazionale. Adesso sopra di loro ci sono soltanto i mitici All Blacks e se c’è una squadra al momento che appare in grado di mettere in difficoltà i tuttineri quelli appaiono proprio Sexton e compagni.

Avevamo scritto, all’inizio del NatWest 6 Nation 2018 che questa edizione sarebbe stata la più dura degli ultimi anni. Talmente dura che al termine di un mese e mezzo di dura battaglia i favoriti inglese sono addirittura scivolati al penultimo posto. Una classifica neanche lontanamente ipotizzabile all’inizio, e che rende ancora idea dell’involuzione (improvvisa e per certi versi inspiegabile) dei ragazzi di Eddie Jones.

Proviamo a dare i voti alle Nazioni partecipanti, tenendo anche conto di quanto successo negli altri due tornei, quello femminile e U20 dove, per inciso, gli azzurri/e hanno chiuso entrambi al quarto posto con uno score di 2 vinte e 3 perse.

IRLANDA 9 – I verdi mancano il 10 perché non sono stati in grado di essere all’altezza della prima squadra negli altri due Tornei. Se fosse stato per il team guidato da Joe Schmidt sarebbe stato 10 e lode. Per il gioco espresso, il valore delle vittorie, il mondo con le quali sono state conquistate. Nessuno, ad inizio di torneo, dopo il successo sofferto con la Francia, avrebbe scommesso molto su questo gruppo che fa dell’esperienza la propria arma. Pian piano, però, le cose sono cambiate. Il successo rotondo contro il Galles ha fornito la consapevolezza nei propri mezzi, soprattutto fisici. Il terzo posto tra gli U20 e donne appanna un po’ il risultato complessivo del movimento, ma solo lo stretto necessario per non farli essere perfetti.

GALLES 7,5 – Nel torneo delle sorprese, il secondo posto dei gallesi merita il secondo posto come valutazione complessiva. La sconfitta contro l’Inghilterra è stata tra le più onorevoli di questo torneo (forse per questo ancora più dolorosa). L’unica vera debacle con l’Irlanda, dopo che per un tempo avevano tenuto perfettamente il campo. Se fosse per la prima squadra, un torneo da 9. Peccato che negli altri due tornei non sono stati all’altezza: ultimo posto tra le donne e penultimo tra i giovani. Risultati non degni per un movimento che ha sempre fatto della gioventù la propria cifra.

SCOZIA 6,5 – Era da terzo posto, e così è stato. Ha all’attivo lo scalpo dell’Inghilterra nella Calcutta Cup, che ha mostrato al mondo la fragilità del gruppo inglese, ma ha mostrato crepe in occasione dell’esordio contro il Galles. Poteva essere la loro grande occasione per vincere il torneo, se non avessero perso malamente contro il Galles all’esordio. Una squadra sempre temibile tra le mura amiche, ma fragile in trasferta. Per un pelo non subiva l’onta della sconfitta a Roma contro un’Italia non proprio irresistibile. Ancora peggio negli altri due tornei, dove ha chiuso in entrambi i casi all’ultimo posto.

FRANCIA 8 – La cura Brunel si sta facendo vedere. Sotto i colpi dei transalpini l’Inghilterra ha lasciato le residue speranze di successo. Partita con onore, anche se sconfitta, contro l’Irlanda, il vero passaggio a vuoto la Francia l’ha pagato in trasferta contro la Scozia. Per il resto.. sono tornati. Un voto in più per il successo negli altri due tornei, a dimostrazione che in Francia il rugby è una cosa seria, non solo per la Nazionale maggiore.

INGHILTERRA 5 – E’ stata la grande sconfitta di questo torneo. Fortuna per Eddie Jones che non ha perso anche contro l’Italia, perché altrimenti sarebbe stato da fucilazione immediata. Sconfitta nelle partite che contavano contro Scozia e Francia, l’Inghilterra non ha salvato neanche l’onore, in casa, contro l’Irlanda, nell’ultima giornata. Tre schiaffi che bruciano e che riportano il “vate” australiano sulla terra. Personaggio “forti” come lui o come Jose Mourinho quando cadono si sentono. Il boato c’è stato e chissà se il prossimo anno si potranno cancellare gli echi che ancora rimbombano a Twickenham. Male, per una potenza economica e sportiva come quella inglese, anche l’interpretazione nei tornei di contorno. Quando si porta la rosa sul petto l’imperativo è sempre di vincere. Gli All Blacks sono lontani.

ITALIA 5 – Sarebbe ingeneroso sottolineare il record consecutivo di sconfitte (19), che mette in serio dubbio la nostra permanenza nel Sei Nazioni. Inutile esaltare una partita persa all’ultimo contro la Scozia. Quando è finita la benzina è finita anche la speranza (ci chiediamo, però, perché finisce sempre la benzina?). Preferiamo esaltare, e regalare 1 punto in più per questo, gli ottimi tornei degli U20 e, soprattutto, delle Donne. Se la Federazione investisse un po’ sul settore femminile siamo sicuri che avremmo anche noi una squadra in grado di vincere un 6 Nazioni. Lo sport in Italia è ormai donna, da tempo. Ma provate a farlo capire a chi decide…

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