
A Shanghai l’esperienza continua a dettare legge. Mentre le nuove generazioni arrancano tra crampi e alti e bassi di rendimento, due veterani come Novak Djokovic e Daniil Medvedev dimostrano che la solidità, più che l’età, resta la vera chiave del successo.
Il serbo, 38 anni, sta inseguendo il quinto titolo al Rolex Shanghai Masters, dove è già il giocatore più vincente della storia del torneo con quattro trofei. Ma il suo dominio va ben oltre la Cina: Djokovic detiene i record assoluti nei tornei Masters 1000 per titoli vinti (40), finali raggiunte (60) e semifinali disputate (79). Numeri che potrebbe ancora migliorare questa settimana, essendo già qualificato per i quarti di finale.
In carriera, l’ex numero uno del mondo è primatista di vittorie in ben quattro dei nove Masters 1000 in calendario:
- Indian Wells (5, come Federer)
- Miami (6, come Agassi)
- Shanghai (4, record assoluto)
- Parigi-Bercy (7, record assoluto)
Djokovic è anche il più anziano tennista nella storia del circuito ATP a raggiungere i quarti in un Masters 1000, e giovedì tornerà in campo contro il belga Zizou Bergs per inseguire la semifinale.
Il ritorno di Medvedev
Se Djokovic rappresenta la continuità del vertice, Daniil Medvedev incarna la resistenza. Il russo, 29 anni, ha vinto un’autentica battaglia di quasi tre ore contro il 19enne statunitense Learner Tien, imponendosi 7-6(6), 6-7(1), 6-4 dopo aver superato un nuovo episodio di crampi che solo pochi giorni fa lo aveva costretto al ritiro a Pechino contro lo stesso avversario.
“Pensavo di perdere, stavo crampando di nuovo,” ha ammesso Medvedev. “Ma sono felice di essere riuscito a vincere. Tien ha un talento incredibile: senza un grande servizio è già tra i migliori trenta al mondo, e solo in crescita.”
Con questo successo, l’ex numero uno conquista la terza qualificazione ai quarti di finale in un Masters 1000 del 2025 (dopo Indian Wells e Madrid) e la prima vittoria in tre confronti diretti con Tien. Ora sfiderà l’australiano Alex de Minaur, che ha battuto Nuno Borges 7-5, 6-2.
A Shanghai, insomma, il futuro può attendere: i vecchietti terribili continuano a comandare.
