
La stagione ATP entra in una nuova fase. Dopo un fine settimana che ha visto emergere segnali importanti dal circuito, il Qatar ExxonMobil Open di Doha riporta in campo i due uomini più attesi: Carlos Alcaraz e Jannik Sinnerm (oggi alle 17,30 in campo contro Machac, SkySport). Il torneo sul cemento qatariota diventa così il primo vero crocevia del 2026, con i big pronti a misurarsi dopo settimane in cui altri protagonisti hanno provato a cambiare le gerarchie.
A Rotterdam Alex de Minaur ha finalmente trovato il titolo che inseguiva da tempo. L’australiano, dopo due finali perse negli ultimi anni proprio contro Sinner e Alcaraz, ha conquistato l’ATP 500 olandese mostrando una versione più matura del suo tennis. Nelle dichiarazioni raccolte da Bolavip, De Minaur ha spiegato che la svolta passa dalla crescita del servizio e da un obiettivo chiaro: vincere uno Slam. «È il sogno di ogni tennista e farò tutto il possibile per riuscirci», ha raccontato dopo la finale, sottolineando come le sconfitte contro i migliori gli abbiano indicato la strada per compiere il salto definitivo.
Nello stesso weekend, a Dallas, il titolo è andato a Ben Shelton, altro segnale della profondità crescente del circuito. Giovani in ascesa, outsider in fiducia e top player pronti a riprendere il controllo: il contesto perfetto per un torneo che ogni anno anticipa gli equilibri della primavera.
Ed è proprio in questo scenario che Doha riporta in scena i grandi nomi. Il tabellone vede Alcaraz e Sinner su lati opposti, rendendo possibile una finale tra i due leader della nuova generazione. Una prospettiva che accende subito l’interesse del pubblico e che trasforma ogni turno in un possibile test di alto livello.
Per Sinner che esordisce oggi contro il ceco Machac si tratta di un ritorno dal doppio significato. Da una parte c’è la necessità di cancellare la ‘dolorosa’ eliminazione in semifinale contro Djokovic. Dall’altra inizia un periodo, di tre mesi, in cui qualsiasi vittoria gli permette di conquistare punti ai fini del ranking. Ricordiamo infatti che lo scorso anno, proprio alla vigilia di Doha, il campione della val Pusteria si fermò per lo stop concordato con Wada.
Alcaraz guida la parte alta, dove dovrà affrontare un percorso pieno di insidie con giocatori come Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas pronti a inserirsi nella corsa al titolo. Sinner, invece, presidia la parte bassa, circondato da avversari imprevedibili come Andrey Rublev e Alexander Bublik, in un segmento che promette ritmo e match ad alta intensità.
