TennisDoha, Sinner ko con Mensik: segnali preoccupanti tra mente e tenuta fisica

Doha, Sinner ko con Mensik: segnali preoccupanti tra mente e tenuta fisica

Sinner, giocatore di tennis che guarda il pubblico

A Doha cade Jannik Sinner ed è una caduta che può fare veramente male all’umore del ragazzo della val Pusteria. Nei quarti di finale del Qatar ExxonMobil Open, l’azzurro è stato battuto dal 20enne ceco Jakub Mensik, che si è imposto 7-6(3), 2-6, 6-3 centrando la vittoria più prestigiosa della sua carriera per ranking.

Con questo inciampo, addirittura ai quarti di un torneo 500, Sinner incassa la seconda sconfitta dell’anno (su due tornei disputati) e la certezza che il suo divario, nel ranking, rispetto ad Alcaraz aumenterà ancora. Se perdere in semifinale al quinto di uno slam contro Djokovic, per quanto doloroso è una cosa che può essere accettata, farlo nei quarti di un torneo di terza grandezza, ad opera di un ventenne che, per quanto promettente, è sempre andato a corrente alternata, fa male.

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Il tennis è pieno di discese che appaiono infinite e dalle quali si riemerge sempre con grande fatica. E’ accaduto a Zverev, recentemente, dopo la sconfitta proprio contro Sinner nella finale degli Open di Australia 2025. Discesa dalla quale il tedesco non è ancora riemerso totalmente. Il rischio appare lo stesso per Sinner. Tutti iniziano a dubitare della sua tenuta mentale e fisica. Non è il campione che conosciamo, per esempio, che butta alle ortiche ben 4 palle break nello stesso gioco (nel primo set contro Mensik). Lo stesso dicasi per le innumerevoli palle break sprecate contro Djokovic nella semifinale di Melbourne. C’è qualcosa che si è rotto nella testa del ragazzo. La sua dote maggiore, il sangue freddo, sembra improvvisamente diventata la sua debolezza. Quando il braccio non dovrebbe tremare.. trema. Sembra quasi che, a dispetto di Wimbledon e poi le Finals (vinte bene), i tre match point lasciati per strada nella finale di Parigi dello scorso anno abbiano lasciato un solco nella mente del ragazzo. Inutile, in questo caso, attaccarsi all’etica del lavoro, al principio che qualcosa deve ancora limare, non aiuta. Cambiare troppo, dal punto di vista tecnico, non aiuta. Bisogna costruire le certezze sulle proprie qualità, non andarne a cercare altre in territori sconosciuti.

Poi c’è il discorso della tenuta fisica. Molti commentatori hanno ricordato che, tra i big, è quello con la peggiore percentuale al quinto set. Ogni tanto è preda di crolli improvvisi (come in Australia, e non era la prima volta). Adesso perde anche i tie break.

Il numero 2 del mondo ieri ha pagato una partenza complicata e soprattutto un terzo set in cui il ceco ha alzato nuovamente il livello al servizio. Mensik ha chiuso con l’82% di punti vinti con la prima, mostrando grande solidità mentale nei momenti chiave. Decisivo il tie-break del primo set, in cui ha conquistato cinque degli ultimi sette punti, e il break in apertura e in chiusura di terzo parziale che ha indirizzato definitivamente la sfida dopo 2 ore e 12 minuti.

Sinner aveva reagito con forza nel secondo set, infilando quattro game consecutivi dal 2-2 e approfittando di un passaggio a vuoto dell’avversario, ma nel set decisivo non è riuscito a contenere l’aggressività del ceco, sempre pronto a prendersi il punto appena possibile. Eppure alla fine ha fatto più punti di Mensik, ma non quelli che contavano.

Ci auguriamo di sbagliare, ma abbiamo l’impressione che la discesa tecnica di Sinner non sia ancora finita.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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