Nei giorni scorsi il MPCC (Mouvement Pour un Cyclisme Crédible, associazione a cui aderiscono la maggior parte dei team professionistici di ciclismo) ha pubblicato una ricerca relativa i casi di doping nel primo quadrimestre del 2025 che offre un interessante spaccato del fenomeno doping. In particolare l’organizzazione ricorda che i dati sono stati raccolti tenendo conto di tutti i casi denunciati da diversi soggetti: WADA, ITA (agenzia indipendente che gestisce i controlli in diversi sport), Agenzie antidoping nazionali, Federazioni internazionali.
Il quadro che emerge, racchiuso perfettamente nella grafica che pubblichiamo, ci dice che nel primo trimestre la maggior parte dei casi sono stati registrati nell’atletica (ben 38 di doping, 43 se si considerano anche altri tipi di infrazioni), seguita dal sollevamento pesi e dalle arti marziali (MMA). Il tennis ha registrato 5 casi di doping e il ciclismo (scopo della ricerca dell’associazione) ‘solo’ 4. Nella grafica si possono vedere anche i paesi nei quali sono stati rivelati i casi; in Italia nessuno.
Sorprende la mancanza di casi di doping nel calcio, uno degli sport più praticato a tutti i livelli ed anche con il maggior numero di controlli, anche se in percentuale minore rispetto ad altre discipline.
L’articolo, focalizzato logicamente sul ciclismo e sul fatto che i casi rilevati sono stati soprattutto legati all’introduzione del passaporto biologico da parte della Federazione ciclistica portoghese, ricorda come la lotta al doping stia vivendo un periodo di relativa calma dopo un 2024 che ha registrato i casi eclatanti di Sinner e Swiatek e dopo che gli Stati uniti si sono rifiutati di versare la propria quota (3,6 milioni di dollari) nel 2024, quota non irrilevante sui 52 milioni di dollari complessivi del bilancio dell’ente. Un importante contributo alla lotta al doping, sempre secondo l’associazione, l’ha data anche l’elezione di Kirsty Coventry alla presidenza del CIO. La più giovane presidente nella storia dell’istituzione ha spesso parlato di responsabilità, in particolare nei confronti dei giovani atleti. “È così importante avere queste conversazioni con i giovani atleti per dire ‘sei bravo abbastanza da solo, non hai bisogno di prendere extra’”, ebbe ad affermare pochi mesi dopo aver vinto la presidenza della Commissione Atleti.
