Sab, 7 Febbraio 2026
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Dopo il Giro, il Tour de France 2025: Visma vs UAE atto II

Al Tour de France 2025 si riproporrà, con interpreti di ben altra caratura, lo scontro tra Visma e UAE, che hanno vinto 11 delle ultime 15 grandi corse a tappe.

La rivalità tra Visma e UAE è diventata, negli ultimi anni, il motivo principale delle corse a tappe: 11 degli ultimi 15 grandi giri sono finite nelle mani di una di queste due squadre. Un confronto acceso che ha vissuto al Giro l’ultimo capitolo con il primo posto di Simon Yates e il secondo di Isaac Del Toro. Al Tour de France 2025 il confronto tra le due corazzate del ciclismo mondiale si riproporrà a livelli superiori. Infatti i due contendenti non saranno più un ragazzotto di belle speranze come Isaac Del Toro e un attempato e onesto luogotenente, come Simon Yates.

Sarà, invece, il confronto dei confronti, la sfida tra il meglio assoluto del ciclismo mondiale e l’unico corridore oggi in grado di tenere il passo del Piccolo Principe. Sarà il duello tra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. Al momento la sfida dice 3 a 2 per lo sloveno, ma il Jonas non ha perso la voglia di sognare, nonostante la brutta, ennesima, caduta di questo inverno.

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Ma quello che vogliamo raccontare oggi non è il duello tra due grandi campioni. E’ la sfida tra le due formazioni regine del circuito, tra le quali corre profondo rispetto. Richard Plugge, managing director di Visma, ha avuto modo di dichiarare una volta finito il Giro: “Gianetti ed io ci siamo parlati e c’è grande rispetto. Loro ci spingono a migliorare, ed è questo che rende bello lo sport”. Un rispetto che nasce anche dalla consapevolezza che a volte le cose non vanno per il verso giusto e quando questo succede il primo a finire sulla graticola è proprio il team manager. Così è accaduto neanche due mesi fa quando gli uomini Visma si sono fatti soffiare sotto il naso una vittoria che sembrava impossibile non cogliere, nella gara Attraverso le Fiandre. Ma anche al Tour dello scorso anno la Visma non ha lasciato grande impressione al punto che i commentatori di casa nostra (‘Si sa la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio..’ cantava De André) hanno spesso favoleggiato sulla gestione ‘originale’ delle corse da parte della formazione olandese. Crediamo, pertanto, che dietro il grande fairplay ci sia infondo una umanissima condivisione di sentimenti comuni provati in tempi diversi. E’ un dato di fatto, infatti, che la UAE ha perso un Giro nel modo peggiore: sbagliando completamente le scelte. Non una questione, quindi, atletica, ma tattica. E sulla graticola ci sono finiti quelli della formazione degli Emirati.

Dopo essersi sfiorati durante la primavera, sarà al Tour che i due capitani delle rispettive formazioni torneranno a confrontarsi. Pogacar arriva del trionfo alla Liegi e da una campagna di primavera dominante, mentre Vingegaard è atteso al rientro al Critérium du Dauphiné, dopo l’incidente alla Parigi-Nizza. “Jonas ha fatto uno step importante quest’inverno,” ha dichiarato Plugge, “e anche se Pogacar è fenomenale nelle corse di un giorno, nelle tre settimane le distanze si accorciano. Sarà una grande battaglia”.

Il Giro, in fondo, ha raccontato solo il primo atto. Simon Yates, protagonista di una rimonta spettacolare sul Colle delle Finestre, ha riportato la maglia rosa in casa Visma, confermando l’efficacia della struttura costruita da Plugge. Otto le vittorie nei grandi giri da quando la squadra è passata da Rabobank a Visma, con quattro corridori diversi – Kuss, Roglič, Vingegaard e ora anche Yates – a scrivere il loro nome nell’albo d’oro. Un dettaglio che evidenzia la profondità della rosa e la solidità del progetto.

Dall’altra parte, UAE può contare quasi esclusivamente su Pogacar per puntare alle grandi corse a tappe. E non stiamo parlando di uno qualsiasi. La squadra emiratina è molto forte, ma Del Toro, Ayuso e Almeida hanno mostrato che non sono ancora pronti. “Noi lavoriamo per creare un ambiente in cui tutti possano vincere,” spiega Plugge, “e Simon è la prova che con la squadra giusta, anche un talento già affermato può trovare un livello superiore”.

Il Tour 2025 sarà dunque il teatro di una sfida tra filosofie, modelli di squadra, visioni strategiche. Da una parte una formazione che al momento può contare sul più forte corridore in assoluto capace anche, con carisma e carattere, di mettere il freno a tanti giovani puledri forse troppo indisciplinati. Dall’altra una formazione capace di esaltare le doti di un talento puro come Vingegaard ma anche di un ottimo corridore come Yates, anche perché il collante vero della formazione è un uomo di rara generosità e forza, Wout Van Aert.

Redazione
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