
Francesco Ferrari non sarà selezionabile al Draft NBA 2026. Il nome del lungo della Virtus Bologna compare tra quelli dei tre giocatori internazionali che hanno ritirato ufficialmente la propria candidatura anticipata, insieme a Pavle Backo e Luigi Suigo. Dopo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla NBA, nella lista degli early entry candidates non figura più alcun italiano.
Il dato va letto per quello che è: non una rinuncia alla NBA, né tantomeno un passo indietro definitivo nella carriera del giocatore, ma una scelta tecnica e strategica. Ritirarsi dal Draft significa togliere il proprio nome dalla lista prima della scadenza, evitando così di restare esposto a una chiamata incerta o, peggio, al rischio di non essere scelto. Per un prospetto giovane, soprattutto se inserito in un contesto europeo, può essere più utile rinviare il salto, consolidare minuti, ruolo e responsabilità, e ripresentarsi in futuro con una posizione più chiara davanti agli scout.
Nel caso di Ferrari, la decisione può rispondere a questa logica. Un giocatore del 2005, ancora in fase di costruzione, può avere più interesse a proseguire il proprio percorso alla Virtus Bologna che a restare in un Draft nel quale non esistevano garanzie di chiamata. Il passaggio NBA, per i profili internazionali, non dipende solo dal talento, ma anche dal momento, dalla visibilità, dalla continuità di impiego e dalla percezione che le franchigie hanno della possibilità di inserirli subito o di seguirli ancora per qualche stagione in Europa.
La lista definitiva degli internazionali rimasti in corsa comprende cinque nomi. Mohammad Amini, ala di Nancy, Vsevolod Ishchenko della Lokomotiv, Jack Kayil dell’Alba Berlino, Sergio de Larrea di Valencia e Karim Lopez dei New Zealand Breakers proveranno a mantenere aperta la strada verso la NBA già dal prossimo anno. Tra loro, Lopez è il profilo più giovane, essendo nato nel 2007, mentre de Larrea rappresenta uno dei nomi europei più interessanti per struttura fisica e percorso in un club di alto livello come Valencia.
Il grosso del Draft resta comunque legato al sistema universitario statunitense. Sono ancora 26 i giocatori provenienti dai college che hanno mantenuto la candidatura anticipata. Tra questi ci sono alcuni dei nomi più seguiti dell’intera classe 2026: AJ Dybantsa da BYU, Darryn Peterson da Kansas, Cameron Boozer da Duke e Caleb Wilson da North Carolina. Sono loro, al momento, a formare il gruppo più accreditato per le primissime chiamate.
Il Draft NBA 2026 si terrà al Barclays Center di Brooklyn: primo giro nella notte italiana tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno, secondo giro nella notte successiva. Per il basket italiano, però, il verdetto è già arrivato: dopo il ritiro di Francesco Ferrari, non ci saranno giocatori italiani tra gli early entry candidates ancora in lista.
