Un rettangolo olimpico non è mica uno scherzo. Non è mica un Grand Prix come tutti gli altri, è diverso ed anche un po’ magico. Ed è un sogno che si avvera. Entrarci in quel rettangolo del dressage ai Giochi Olimpici a Tokyo è aprire una porta pesante, importante, di quelle che valgono una vita di lavoro, di allenamento, di prove su prove.

Per essere all’altezza di quel pass olimpico ci vuole un bagaglio pieno. Anche di fortuna. E poi entrarci per la prima volta, su quel rettangolo da disegnare al ritmo della musica e del Grand Prix, dicesi all’esordio olimpico, può giocare brutti scherzi, o può valere l’emozione di averci comunque provato.

Come per Tokyo 2020 e il rettangolo olimpico di Francesco Zaza con Wispering Romance: prima prova della disciplina del dressage, primo azzurro in sella per la trasferta olimpica degli sport equestri italiani a scendere in campo.

La prova di Francesco Zaza, è valsa un punteggio di 66,941, segnando un terzo posto parziale, purtroppo non sufficiente per proseguire nel cammino di questa Olimpiade. La prova è stata bella ed emozionante per chi l’ha seguita e vale la pena sottolineare che questa edizione olimpica è seguita da 25 mila operatori media. Una prova di dressage eseguita con musica tutta italiana per eseguire bene alcune le figure previste dal regolamento di gara così le allungate, il piaffe e i cambi di galoppo tempo-tempo, possono seguire il ritmo di un repertorio che va dal classico Azzurro di Celentano passando per Zucchero e balllando con il nostro Mambo Italiano.

Monza, dove Zaza è nato, ma anche Velasca di Vimercate, dove il cavaliere risiede, hanno fatto un gran tifo. Platonico. Questo è sicuro. E comunque Francesco Zaza è stato il primo cavaliere azzurro del Team italiano degli sport equestri a rompere il ghiaccio, anzi il caldo, dei Giochi di Tokyo.

Ci sono anche loro e il loro cavalli a questa strana Olimpiade distanziata e piena di paure, fra i 384 azzurri, con 187 donne e 197 uomini del team Italia. Sono in Giappone per puntare a superare il tetto delle 28 medaglie di Rio 2016. Per il Grand Prix Olimpico del dressage italiano bisognerà puntare a Parigi 2024, poi a Los Angeles 2028 e quindi a Brisbane 2032. Questa la sequenza in programma.

Zaza whispering romance grasso

Sotto le luci artificiali dell’Equestrian Park

Con il Grand Prix di dressage di sabato 24 luglio 2021 il mondo che cavalca prende confidenza per la prima volta con l’Equestrian Park di Tokyo2020. L’esordio sotto le luci artificiali (oltre al caldo umido) è stato magico – si pensa  – anche per Wispering Romance, la cavalla di 18 anni, una Hannover, presentata in ottime condizioni in rettangolo anche grazie al lavoro certosino  di preparazione effettuato da Francesco Zaza nel periodo di avvicinamento a Tokyo.

La prova dell’elegante binomio composto da Zaza e Wispering è stata purtroppo macchiata da due errori su movimenti con doppi punteggi, senza i quali il binomio avrebbe anche potuto raggiungere il 70%. Le due imprecisioni sono arrivate nei cambi di galoppo a due tempi e negli zigzag.

Il risultato di oggi, purtroppo, non basta per ottenere la qualifica alla finale individuale. Il Grand Prix, ancora in corso, si concluderà domenica 25 (ore 17 primo cavallo in campo; le 10 in Italia), con gli ultimi 30 binomi previsti dall’ordine di partenza.  Lo speciale sito della Fise comunica che  QUI si possono trovare le classifiche complete.

Nella foto © FISE/Stefano Grasso: Francesco Zaza su Wispering Romance in azione all’Equestrian Park

 

 

Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

Commenta