E’ scomparsa Annarita Sidoti, una vita… tante vite

E' morta a 45 anni, dopo 6 anni di malattia, Annarita Sidoti, simbolo della marcia italiana e una delle atlete più medagliate dello sport italiano.

E’ scomparsa Annarita Sidoti, una vita… tante vite

Il CONI dovrà il prima possibile rivedere “the walk of fame”, le 100 targhe che commemorano i grandi dello sport italiano. Nel quale l’atletica ha fatto da padrone, con 12 atleti, ma in cui è stata dimenticata Annarita Sidoti, scomparsa oggi a 45 anni, dopo una lunga e travagliata malattia. Se non fosse per i suoi tanti e preziosi titoli conquistati in carriera (1 mondiale, 3 europei, 1 Universiade, 47 volte in maglia azzurra, il suo palmare completo qui) che ne hanno fatto la donna dell’atletica italiana più medagliata di sempre dopo Sara Simeoni, lo dovrebbe fare sicuramente per il coraggio e la testimonianza che ha portato nella sua battaglia contro il tumore.
Non vincerà” aveva dichiarato in un’intervista alla Gazzetta dello sport nel dicembre del 2013 riferendosi ad una malattia che l’ha colpita nel 2009 e contro la quale ha lottato con la forza e la determinazione che gli avevano permesso di vincere tutte le battaglie della sua breve ma coraggiosa esistenza. E’ forse, a guardare bene, così è stato, riuscendo a vivere anche questa ultima tragica avventura come occasione per infondere speranza, l’unica arma a nostra disposizione per guardare avanti.
La notizia della sua scomparsa è giunta oggi attraverso il ricordo commosso della Federazione per la quale ha vinto, portando lustro allo sport italiano. Annarita era nata il 25 luglio del 1969 a Gioisa Maratea, in provincia di Messina. E’ stata per 47 volte azzurra della Nazionale di Marcia e ha raggiunto l’apice della sua carriera con il successo ai Mondiali di Atene del 1997. E’ stata una colonna della marcia in Italia, con le compagne d’allenamento e di nazionale Elisabetta Perrone ed Erika Alfridi (ma poi anche con una giovanissima Elisa Rigaudo), componendo un gruppo di valore fantastico, in quello che con ogni probabilità è stato il momento di maggior competitività della marcia italiana al femminile.
Difficile trovare parole in grado di consolare i tanti appassionati che si sono entusiasmati con le sue imprese, chi l’ha amata, la sua famiglia, il marito Pietro, i piccoli Federico, Edoardo e Alberto.
L’unica forse parziale consolazione può essere la consapevolezza che Annarita, nella sua breve ma intensa esistenza, ha avuto la forza e la fortuna di costruire quanto basta per vivere pienamente due/tre vite, lasciando una testimonianza umana e sportiva indelebile non solo nel ricordo dei propri cari, ma dello Sport italiano.

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