E’ scomparso Alberto Bucci: quella sera che lo incontrammo a cena

Riproponiamo l'intervista realizzata nel 2016 in occasione del ritiro della Nazionale di Davide Cassani a Fiuggi al quale il coach fu invitato per motivare e preparare i ciclisti per Rio 2016.

E’ scomparso Alberto Bucci: quella sera che lo incontrammo a cena

E’ scomparso ieri Alberto Bucci, l’uomo che ha contribuito a rendere grande la pallacanestro bolognese e che scritto pagine importanti del basket italiano. Da grande uomo di sport, però, la sua attività non si è limitata soltanto al basket, ma ha sconfinato in altre discipline, come il calcio (consigliere speciale di Carlo Ancelotti) e il ciclismo, quando è stato chiamato da Davide Cassani a Fiuggi in occasione delle preparazione delle Olimpiadi di Rio. Proprio in quell’occasione lo incontrammo e nacque questo articolo, che riproponiamo oggi e che vale a nostro avviso come testamento sportivo e umano di un grande personaggio. (au)

Alberto Bucci, 68 anni, vincitore di tre scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana con la Virtus Bologna, squadra che ha diretto per sei stagioni e di cui è attualmente il presidente. Nel 2015 viene eletto dalla Federazione Italiana Pallacanestro membro della Italia Basket Hall of Fame. Ha scoperto da qualche anno di essere malato… “mi dicono: perché ne parli così apertamente. Rispondo: non ho capito di cosa vergognarmi, mica ho rubato…”. Lo abbiamo incontrato in occasione del raduno che la Nazionale di ciclismo, in procinto di partire per le Olimpiadi, ha svolto a Fiuggi, invitato dal CT Davide Cassani.

La sera a cena si è intrattenuto con noi, raccontando della sua vita, del suo mondo. Alternando momenti esilaranti a perle di saggezza. La saggezza di un uomo che sprizza cultura sportiva ma che non parla solo di sport. Nel provare a riassumere le tante suggestioni che coach Bucci ha dispensato, in alcuni momenti in modo apparentemente incoerente, ne è venuta fuori una weltanschauung affascinante e ricca di umanità. Una visione del mondo in salsa “emiliana”, intrisa di sport, che proviamo a sintetizzare. Vale come tributo ad un personaggio che ha contribuito a rendere grande la pallacanestro e di cui si sente la mancanza, in questo periodo di “vacche magre”.

LA PALLACANESTRO“Peccato per la qualificazione olimpica. Ma questi sono gli uomini a nostra disposizione… Non credo che potessimo fare di più. Il basket in Italia vive una condizione difficile. Le squadre vogliono vincere subito, affidandosi agli stranieri. Non c’è programmazione, non c’è coraggio ad investire sui giovani, soprattutto se italiani. Quest’anno alla Virtus pretendo che ci siano in squadra almeno quattro giovani. Succeda quello che succeda…”

LO SPORT – “La vita delle persone si è allungata. Le prestazioni fisiche sono diventate sempre più elevate. La pratica sportiva è cambiata.

Non possiamo fermarci a guardare dietro, ma prendere atto di questo e costruire uno spettacolo sportivo adeguato, in grado di rispondere alle esigenze del pubblico. Negli sport individuali questo non ha provocato grandi cambiamenti. Negli sport di squadra, invece, siamo al cospetto di una rivoluzione.

Se guardate una partita di basket o calcio (o pallanuoto, o pallavolo…) di trenta anni fa, vi sembra di vivere al rallentatore. Il gesto tecnico aveva un’incidenza diversa rispetto all’aspetto atletico. Adesso una partita è principalmente velocità e forza.

Bisogna ricostruire gli schemi di gioco su questo aspetto, immaginando una strategia diversa in ogni fase di gioco in grado di esaltare la tecnica. Si può e si deve fare, per salvaguardare lo spettacolo.”

IL CICLISMO“Un discorso che vale anche per il ciclismo. Inutile chiedersi se Coppi fosse meglio di Merckx o se entrambi sarebbero stati meglio di Armstrong o Froome. Sono epoche e sport diversi.

Quand’è che il ciclismo diventa spettacolare? Quando la strada sale? Oppure quando si crea un racconto epico, come era in passato?

Per fare un esempio: è stato più spettacolare il Monte Bianco scalato in pompa magna dalla Sky in perfetto assetto di guerra oppure il Giro di Nibali che nello spazio di una settimana ha vissuto la cotta, il distacco e la rivincita?”

LA VITA “Inutile guardare il passato. Ancora meno utile pensare al futuro. Tra un attimo tutti noi potremmo non esserci e tutto quello che avevamo pianificato svanire. Bisogna avere il coraggio di gustarsi il presente e vivere pienamente ogni attimo.

I bambini a sei anni raccontano delle storie bellissime, ricche di colori e parole. Bisogna saperli ascoltare, perchè altrimenti quando saranno adolescenti non ci ascolteranno più. Inutile dire: “Oggi sono occupato, ma domani ci penso…”. Perché potrebbe non esserci il domani.

Recentemente sono stato in una scuola a Reggio Calabria, a parlare di bullismo. Prima di iniziare ho chiesto: “Qual è il regalo più bello che vi anno fatto i vostri genitori?” Alcuni hanno risposto il pallone, altri la macchina, altri la bicicletta… Gli ho detto: “la vita!”. Silenzio. Mi hanno ascoltato per un’ora. Poi sono stato un’altra ora a fare selfie… ma non si poteva fare una foto di gruppo?

I FIGLI“Quando torni a casa, cerca di parlare con loro. Se non ti ascoltano, cerca di farli parlare. Se non vogliono parlare, allora parla tu… dì tutto quello che ti passa per la testa. Pian piano si crea un collegamento, un ponte. E se sono grandi, portali fuori a prendere un aperitivo… Loro hanno bisogno di te, ma se non ti cercano è perché sono stati abituati alla tua assenza. Non permettere che il tuo lavoro ti allontani dai tuoi figli.”

L’AMORE“Un rapporto di coppia è come il fuoco di un camino. Di solito la donna accende il fuoco, ma poi questo deve essere alimentato da entrambi. Quando uno dei due non partecipa più.. non mette più la legna sul fuoco, l’altro aspetta un po’, poi smette anche lui di alimentare la fiamma. E se la fiamma si spegne, non si riaccende più. Una coppia più durare tanti anni se c’è complicità, voglia di condividere e rispetto della storia passata insieme. Spesso non c’è bisogno di parlarsi, basta tenersi per mano. Se non lo si fa più, qualcosa si è rotto.”

CURIOSITA’ “L’uomo nasce curioso. Il bambino utilizza l’80% del proprio cervello. Con gli anni perde la voglia di imparare ed utilizza sempre meno cervello. Bisogna evitare di farsi omologare dal senso comune, cercando di farsi sempre nuove domande. Non è mai tardi per imparare.”

LA MORTE“Non ho paura di morire. L’idea che debba morire mi fa sentire vivo. Mi fa apprezzare ogni giorni che passo su questa terra, con mia moglie, le mie figlie, i miei affetti.”

Grazie coach. Alla prossima partita!

Antonio Ungaro

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One Response to "E’ scomparso Alberto Bucci: quella sera che lo incontrammo a cena"

  1. Marco  21 Novembre 2016 at 00:40

    Bellissimo articolo. Bellissima intervista, piena. Complimenti e grazie a coach Bucci. Grazie Antonio per avercelo portato.

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