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Buon compleanno Eddy Merckx! Viva il re fra letteratura e ‘i tre sarti’

Sabato 3 maggio, alle ore 11.30, al Museo del Ghisallo di Magreglio, sopra Bellagio (Como), viene inaugurata la mostra dedicata ad Eddy Merckx che ci accompagna e andrà anche oltre il compleanno del campione belga, nato il 17 giugno di 80 anni fa. L’allestimento sarà visitabile fino al 30 settembre 2025: info su www.museodelghisallo.it.

La mostra è una importante retrospettiva della carriera sportiva e umana di questo campione assoluto, capace di vincere 525 delle 1800 corse disputate. Un numero uno assoluto. Quando si deve tentare un paragone con un asso piglia tutto del ciclismo “moderno” – (soprannominato suo malgrado “cannibale”) – si scomoda infatti Eddy Merckx, Ne sa qualcosa Tadej Pogacar e, andando indietro nel tempo del ciclismo in bianco e nero, il paragone più insistente è sempre stato con Fausto Coppi, il Campionissimo. Coppi è il Campionissimo (dopo Costante Girardengo, sia bene inteso). Merckx è il Cannibale. Pogacar è il Fenomeno. Esaurita la questione delle definizioni, in tutti i casi, quest’anno si doveva preparare una grande festa e una grande mostra per il più grande campione belga di tutti i tempi, come ha fatto la Fondazione Museo del Ghisallo, e l’ha fatto per il compleanno che conta – 80 anni, che è un bel traguardo per un campione come Eddy Merckx, per tutti un punto di riferimento, come dice Francesco Moser, un altro che fra i cacciatori di record ha detto la sua. E ci invita tutti ad andare in pellegrinaggio al Ghisallo.

La mostra  “Eddy Merckx, gli ottant’anni di una leggenda” è un omaggio in 3 sale, 60 pannelli più i 5 dedicati da Faema – che festeggia esattamente come il belga 80 anni – e poi 25 maglie, testi, immagini, voci, biciclette. La mostra è curata da Carola Gentilini e dallo staff del museo per la Fondazione Museo del Ghisallo. È da vedere, leggere e ascoltare, scrive Giovanni Battistuzzi su IlFoglio.

La mostra valorizza anche un docu film che sta per andare in onda totalmente inedito (in onda giovedì 8 maggio alle 22.30 su Raisport), curato dalla sensibilità cronistica e storica di un narratore sportivo come Franco Bortuzzo. “I tre sarti del Re” arriva dopo il docu film dedicato ad Ottavio Bottecchia, “El furlan de Fero”, uscito nel luglio 2024 in occasione del centenario della vittoria del primo ciclista italiano in un Tour de France, nel 1924 (premiato al festival internazionale del cinema sportivo di Milano, nel novembre 2024).

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Buon compleanno Eddy Merckx! Il 17 giugno 2025 Eddy Merckx compie 80 anni e il Museo del Ghisallo celebra questo straordinario traguardo con una mostra che rende omaggio al più grande corridore della storia del ciclismo. L’esposizione ripercorre una carriera leggendaria. Dal 1966 al 1976 Merckx conquistò 5 Tour de France, 5 Giri d’Italia, 5 Liegi-Bastogne-Liegi, 7 Milano-Sanremo, 3 Parigi-Roubaix, 3 Mondiali, 2 Fiandre e 2 Lombardia, la Vuelta e un record dell’ora, firmando imprese leggendarie come la doppietta Giro-Tour in tre stagioni. La sua fu una carriera irripetibile, segnata da vittorie in tutte le grandi corse, da imprese entrate nella leggenda e da una presenza costante ai vertici del ciclismo internazionale.

Attraverso oggetti, immagini, filmati e testimonianze, la mostra lo racconta e descrive anche il segno profondo che Eddy ha lasciato nello sport, diventando un’icona di talento, coraggio e passione. In 80 anni, Merckx ci ha fatto 525 regali – tante sono le sue vittorie ufficiali – ma il suo lascito va ben oltre i numeri: è un esempio umano e sportivo che continua a ispirare generazioni di appassionati.

L’iniziativa culturale è curata dalla Fondazione Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, con la collaborazione di Faema, storica azienda che proprio nel 2025 celebra gli 80 anni di attività, oggi parte del Cimbali Group. Il MUMAC, museo d’impresa del gruppo, da dieci anni sostiene il Museo del Ghisallo, in un racconto condiviso fatto di storia, innovazione e passione per la cultura del ciclismo. Questa mostra vuole essere un dono collettivo al grande Eddy Merckx, costruito insieme a tanti amici e compagni di viaggio, guidati dalla Fondazione Molteni, per dire ancora una volta grazie a un campione senza tempo.

I musei e i collezionisti che hanno partecipato a questo progetto sono: ACdB, Alessandria Città delle Biciclette, Koers Museum (Roselaire – Belgio), Mumac – Museo della Macchina del Caffè – Gruppo Cimbali, Musée du Vélo di Marc-André Elsig, Rossana e Roberto Albani, Associazione Brianza d’Epoca – Concorezzo, Collezione Giannetto Cimurri di Giorgio Cimurri, Herbie Sykes, Marino Vigna e vi è anche il contributo artistico di Beppe Manenti. I testi sono curati da Beppe Conti. E vi sono i contributi scritti e audio di: Giorgio Albani, Pier Bergonzi, Dario Ceccarelli, Cosimo Cito, Maurizio Crosetti, Andrea De Luca
Claudio Gregori, Gianfranco Josti, Sergio Meda, Gian Paolo Ormezzano, Marco Pastonesi, Marino Vigna. La realizzazione delle parti lignee è di Antonio Consonni Mobili (Brenna – CO). Contributi video: Archivio digitale Acdb-Museo del Ghisallo – Franco Bortuzzo – Raisport

Foto di apertura: Eddy Merckx in maglia rosa, passa da Alessandria, ph Beppe Giuliano Monighini – 1974, tappa a Valenza. Fuente in maglia verde.

Foto allestimento Mostra di Clara Azzali. Le traduzioni di Grazia Fasano (la mostra è anche in inglese). Alla mostra hanno contribuito anche le persone che hanno aderito alla campagna di raccolta fondi per il progetto attraverso Idea Ginger.

Foto I Tre Sarti del re – Raisport – Archivio Museo del Ghisallo

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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