Elezioni CONI: FitArco e CIP “lanciano” De Pellegrin per la Giunta

Elezioni CONI: FitArco e CIP “lanciano” De Pellegrin per la Giunta
Oscar De Pellegri riceve dal presidente Napoiitano il tricolore

Oscar De Pellegri riceve dal presidente Napoiitano il tricolore

Poteva essere l’erede di un Luca Pancalli destinato ad altri più prestigiosi incarichi, se il CIP non avesse deciso di fondersi in un prossimo futuro con il CONI per completare quell’evoluzione che in pochi anni l’ha portato ad essere, da una federazione residuale, l’elemento decisivo della politica del CONI. Non si tratta di un’esagerazione, ma di una presa d’atto: la candidatura di Pancalli a Segretario Generale del CONI da parte anche di Malagò conferma ormai la centralità, dal punto di vista politico, del paralimpismo in Italia. Merito di Pancalli ed anche di atleti come Oscar De Pellegrin, che adesso si candida ad entrare in Giunta CONI. Per sapere se ci riuscirà dobbiamo attendere le elezioni del 19 febbraio: per i due posti disponibili concorrono in quattro. Oltre all’arciere, infatti, hanno presentato formale candidatura anche Fiona May (Federazione Atletica), Alessandra Sensini (Federazione Vela) e Paolo Vaccari (Federazione Rugby). Viene naturale associarli ai due contendenti in corsa per la presidenza CONI. Nel gioco degli apparentamenti (spesso errati), De Pellegrin e May sono dati in quota Pagnozzi, Sensini e Vaccari in quota Malagò. Dipende, apparentemente, da chi vincerà la corsa per il posto più ambito anche se, sinceramente, crediamo che ci saranno delle sorprese. De Pellegrin, un po’ come il suo mentore Pancalli, è un nome che unisce: difficile che rimanga fuori, anche nel caso di vittoria di Malagò.
In attesa di conoscere il suo destino, l’arciere azzurro ha rilasciato alcune dichiarazioni agli organi di stampa che meritano di essere riportate. Nel suo programma troviamo punti interessanti, come la riqualificazione degli atleti di alto livello dopo la fine dell’attività (non tutti possono fare i giornalisti…!) e la promozione dello sport paralimpico perché, come ha ricordato spesso Pancalli, ogni volta che un disabile si avvicina allo sport noi tutti abbiamo vinto una medaglia.
Una carriera agonistica costellata di successi quella dell’atleta bellunese, 50 anni il prossimo maggio, sposato con Edda, con la quale ha un figlio, Marcel. “Questi ultimi mesi della mia vita sono stati un turbinio di emozioni – dice De Pellegrin -. Dopo aver realizzato il sogno olimpico di ogni sportivo ricevendo il tricolore dal Presidente Giorgio Napolitano e portandolo a Londra, dove poi sono salito sul gradino più alto del podio, ho sentito l’esigenza di restituire al mondo dello sport quanto di buono ho ricevuto in tanti anni di attività agonistica. Così, in accordo con la mia famiglia, senza la quale non avrei raggiunto tutti i traguardi che mi ero prefissato, ho deciso di mettermi in gioco come dirigente sportivo. Penso infatti di aver maturato un’esperienza sul campo che può essere utile allo sviluppo e alla crescita dello sport italiano”. 

Il tiro con l’arco, il tiro a segno e il mondo paralimpico sono gli ambienti sportivi che lo hanno accolto e accompagnato nel suo percorso: “Lo sport mi ha dato la possibilità di costruirmi una nuova vita dopo l’incidente accadutomi tanti anni fa. Vorrei che la mia esperienza personale aiuti tante altre persone ad affrontare i problemi della vita con la stessa forza che ho avuto io grazie agli insegnamenti che mi sono venuti dagli ambienti sportivi: mettersi a confronto con se stessi, socializzare e saper stare insieme agli altri, imparare a reagire dopo le sconfitte. Questi sono i messaggi positivi che solo lo sport riesce a veicolare con semplicità nella nostra società e vorrei che questi arrivino ai giovani e ai tanti disabili che non hanno ancora trovato il coraggio di uscire di casa e praticare uno sport”.
Ho già ringraziato in più occasioni il Presidente Mario Scarzella e il Presidente del Cip Luca Pancalli per avermi subito appoggiato nell’intraprendere questa nuova strada. L’Assemblea della Fitarco mi ha concesso l’onore di eleggermi e di entrare nel Consiglio di Presidenza. Mi sono posto l’obiettivo di superare ogni distinzione tra l’attività paralimpica e quella olimpica. Il tiro con l’arco è la disciplina sportiva che più di tutte riesce ad abbattere barriere e differenze. Abbiamo fatto importanti passi avanti negli ultimi anni riportando l’attività arcieristica per disabili sotto l’egida Fitarco. Molto altro ancora si potrebbe fare e per questo motivo ho deciso di candidarmi per la Giunta del CONI come rappresentante degli atleti. Spero di meritare la fiducia del mondo dello sport e sono pronto a dare il mio contributo affinché questo sia sempre più inclusivo, dia nuove opportunità ai giovani facendoli crescere come uomini prima ancora che come atleti”.
Gli obiettivi che si prefigge sono chiari e devono essere il frutto di un lavoro di squadra: “La mia volontà è quella di raggiungere quattro obiettivi fondamentali che, lo sport me lo ha insegnato, saranno raggiungibili solamente se condivisi e se ci sarà una squadra affiatata per portarli avanti. Sono convinto infatti che il gioco di squadra non sia fondamentale solo sui campi di gara, ma anche in ambito dirigenziale.
1. Bisogna puntare sulla promozione nel mondo dei giovani per farli esprimere attraverso lo sport. L’attività sportiva è un mezzo fantastico per esprimersi, che sia l’alto livello o quello di base non importa.
2. Valorizzare al massimo la figura degli atleti, mettendo la loro esperienza al centro delle organizzazioni sportive: gli atleti di alto livello dovrebbero essere il motore delle Federazioni e del CONI, portando il loro contributo di esperienza nel valutare e risolvere le problematiche che conoscono nel dettaglio per averle vissute sul campo.
3. Aiutare gli ex atleti dell’alto agonismo ad inserirsi nel mondo del lavoro, visto che non tutti hanno la fortuna di avere un Corpo Militare alle spalle.
4. Vorrei far conoscere a più persone possibile, in maniera approfondita, il movimento paralimpico, cosa che faccio da anni andando nelle scuole e raccontare la mia esperienza: per poterlo valutare ed apprezzare bisogna conoscerlo e in questa maniera avvicineremo tante altre persone all’attività sportiva
”. (intervista da ufficio stampa FITARCO)

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