Elezioni CONI: il calcio entra in Consiglio

Elezioni CONI: il calcio entra in Consiglio

Schermata 2013-02-05 a 15.39.49Crediamo che quella andata in scena questa mattina presso l’Aula Magna del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” all’Acqua Acetosa possa essere tranquillamente considerata la “battaglia di Stalingrado” nelle elezioni CONI 2013. Lo scontro, per intenderci, che ha definito il destino della contesa, spostando decisamente gli equilibri.
In ballo c’erano i nove posti in Consiglio Nazionale del CONI a favore degli Atleti, che sono andati rispettivamente a Alessia Arisi (Tennistavolo) 60 voti, Antonio Rossi (Canoa) 52 voti, Damiano Tommasi (Calcio) 47 voti, Marco Durante (Golf) 45 voti, Josefa Idem (Canoa) 43 voti, Mara Santangelo (Tennis) 41 voti, Raffaello Leonardo (Canottaggio) 39 voti, Annamaria Marasi (Pallavolo) 38 voti, Giampiero Pastore (Scherma) 38 voti.
La maggior parte dei commentatori si affretterà a sottolineare l’ingresso, per la prima volta nella storia del CONI, di un calciatore in Consiglio. Per quanto interessante è un elemento secondario rispetto alla chiara sensazione che il terreno favorevole, alla vigilia, per Giovanni Malagò (ovvero la rappresentanza degli Atleti), si è trasformato nella sua trappola. I bene informati, infatti, alla fine dello spoglio hanno esclamato: “6 a 3 per Pagnozzi!”.
Ascoltando lo snocciolare cadenzato dei voti di preferenza, infatti, si è avuta la chiara sensazione che un listino sia riuscito a calamitare la maggior parte dei consensi. E’ verosimile credere che quanto ascoltato nei corridoi dopo il voto sia vero: da una parte sei atleti, tra cui Damiano Tommasi in rappresentanza di quel calcio che Malagò avrebbe voluto “fuori dal tempio”, dall’altra tre atleti che per storia e federazione di provenienza sono schierati con il presidente di Acqua Aniene. Doveva, secondo i rumors della vigilia, essere diverso.
A questo punto Pagnozzi (quando ancora tutto il gruppo dei Grandi Elettori non è definito) può iniziare a fare i conti. Per vincere ci vogliono 39 voti. Con lui si sono schierati apertamente 28 presidenti di Federazione. Adesso può contare sui 6 voti degli atleti e mancano ancora i rappresentanti dei tecnici, delle DSA e delle EPS, oltreché i territoriali. Certi sono 34 voti, ma la sensazione che si è avuta questa mattina è stata quella di una macchina elettorale organizzata perfettamente. Pertanto i 5 voti mancanti non avrà difficoltà a trovarli soprattutto tra gli EPS (a cui ha stretto l’occhio più volte) e i rappresentanti territoriali (dando per scontato che i rappresentanti delle DSA votino, almeno in prima battuta, per Simone Gambino, uno di loro).
Ammessa anche una quota di elettori capaci di cambiare opinione all’ultimo momento (ma potrebbe essere il contrario, visto che lo sport preferito in Italia è salire sul carro dei vincitori), il successo di Pagnozzi sembra scontato, se non certo.
Soltanto una “bomba atomica” a questo punto potrebbe far tornare tutto in gioco, ma appare improbabile. Non potendo promettere anche lui la restituzione dell’IMU, Malagò deve puntare deciso sull’indicazione di una squadra, a cominciare dal Segretario Generale, al di sopra delle parti e magari in grado di compattare tutto l’ambiente. La figura ideale, purtroppo per lui, è già stata “cooptata” da Pagnozzi, quando ha indicato in Pancalli l’uomo giusto al posto giusto.
Un’idea originale e magari vincente potrebbe essere proprio quella di sottrarre quel nome ad una sola parte in campo.

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