Elia Viviani talento e volontà… Rio è vicina

Elia Viviani talento e volontà… Rio è vicina
Mondiali ciclismo, Elia Viviani

Elia Viviani sul podio mondiale Omnium

L’unico mio sbaglio è stato quello di essermi fatto scappare l’australiano – ha detto Elia Viviani al termine della prova finale che l’ha relegato al terzo posto dell’Omnium -. Ma ero in un momento in cui non sapevo ancora se ero ancora in lotta per l’oro o stavo perdendo l’argento. Ho deciso poi di fare il possibile per mantenere la terza posizione fino alla fine. Ho pagato oggi lo sforzo immenso fatto ieri nell’eliminazione – sottolinea Viviani – Con quella vittoria ho vinto una medaglia ma ho perso l’oro. Ma si è fatta sempre più vicina la qualificazione olimpica.”
Una consolazione importante per l’alfiere del Team Sky che permette all’Italia di tornare da questi mondiali con un metallo al collo e guardare alle prossime Olimpiadi di Rio con occhio meno triste. Se le cose andranno come dovranno, potremmo anche tornare da quella spedizione con una medaglia, cosa che non accade ormai da diverse edizioni. A memoria, dalle Olimpiadi di Sydney del 2000 con Antonella Bellutti.
Ma è ancora presto pensare alle Olimpiadi. C’è da smaltire la delusione per il bronzo e al contempo godersi la gioia del bronzo di Elia che ha dimostrato di possedere non solo le doti fisiche ma soprattutto psicologiche per competere sul tondino ad alti livelli con i mostri sacri della pista. La vittoria (ancorché parziale) nell’Eliminazione di venerdì, con l’epilogo dell’azzurro riverso sul parquet in cerca di ossigeno, ci consegna un atleta di razza, capace di spingere oltre i propri limiti, disposto a soffrire, com’è giusto che sia in uno sport duro ed affascinante come il ciclismo su pista. Con questa determinazione, anche il fortissimo talento colombiano Gaviria non appare molto distante.
A soffiare a Viviani la gioia di un argento (ma dirà alla fine, “se non vinci, argento o bronzo pari sono…”) l’australiano O’Shea, terzo nella generale prima dell’ultima sfida, la corsa a punti. E’ riuscito a prendere il giro, così come il Gaviria, guadagnando punti preziosi e spodestare l’azzurro dalla seconda posizione nella generale. Grande merito a Viviani che ha mantenuto salda la terza posizione e quindi il bronzo. L’oro è andato, come detto, al colombiano Fernando Gaviria (205 p.), che a soli vent’anni è riuscito a vincere due tappe al Tour de San Luis.

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