La stagione dei campionati e delle coppe in Europa si è conclusa con l’atto finale della Champions League che ha incoronato il Chelsea regina del vecchio continente. I Blues hanno battuto nella finalissima di Oporto, in Portogallo, i più quotati rivali del Manchester City (neo campioni in Premier League), grazie alla rete segnata da Kai Havertz nel primo tempo.

Un risultato decisamente a sorpresa che ancora una volta ha dimostrato come, relativamente al calcio europeo, sia impossibile fare previsioni esatte. E così è stato anche per le cinque principali competizioni nazionali: in Francia, ad esempio, a vincere è stato il Lille, mentre in Spagna ad avere la meglio rispetto all’eterno dualismo tra Real Madrid e Barcellona è stato l’Atlético.

Quest’anno appassionati e tifosi non avranno tregua perché quasi tutte le nazionali sono già al lavoro in vista dell’inizio ufficiale di Euro 2020, la manifestazione continentale che vedrà tra giugno e luglio in campo le migliori squadre nazionali a caccia del titolo di campione d’Europa.

La Nazionale italiana di Roberto Mancini partirà in ritardo rispetto al gruppetto delle squadre favorite al titolo continentale. Questo, nonostante un girone di qualificazione portato a termine in maniera impeccabile ed uno stato di forma positivo che sembra sorridere agli Azzurri ormai da più di due anni. Ma anche questo dato potrà tornare utile all’Italia che si tufferà nell’importante e prestigiosa competizione del vecchio continente senza l’assillo del risultato ma con la consapevolezza di essere soltanto una delle squadre da battere secondo le quote europei del torneo.

L’Italia che nella prima uscita pre-europeo si è facilmente sbarazzata in amichevole della nazionale di San Marino (7-0), per gli addetti ai lavori viene vista favorita soltanto dietro alle nazionali di Inghilterra, Francia, Belgio e Germania.

Nel particolare, la nazionale dei tre leoni sfrutterà il fatto di poter giocare il maggior numero di partite sul campo amico. Oltre alle tre gare del girone iniziale, lo stadio di Wembley ospiterà anche un ottavo di finale, le due semifinali e la finalissima del massimo torneo continentale che, per questa edizione, ha visto la partecipazione di più paesi ospitanti.

Sono infatti 11 le città e 11 gli impianti sportivi scelti dalla UEFA per l’organizzazione della competizione. Tra questi anche la città di Roma e lo stadio Olimpico che ospiterà le gare della nazionale italiana (tra cui il match d’esordio del torneo l’11 giugno) e un quarto di finale.

Oltre alla nazionale di Sua Maestà, occhio alla Francia campione del mondo in Russia (nel 2018) che può contare su una rosa di primissimo livello. Oltre ai più famosi Paul Pogba e Kylian Mbappé, i galletti transalpini potranno contare anche su N’Golo Kanté, il miglior giocatore dell’ultima finale di Champions League. Proverà a dare fastidio a Inghilterra e Francia il Belgio dell’interista Romelu Lukaku. La formazione dei Diables Rouges allenata da Roberto Martínez attualmente è prima nel ranking FIFA ed è reduce dal terzo posto conquistato nella Coppa del Mondo di tre anni fa.

L’Italia potrebbe inserirsi nel novero delle pretendenti al titolo subito dopo queste tre nazionali. Mancini ha uomini e mezzi per portare avanti il proprio progetto, potendo contare su un giusto mix di giovani motivati e uomini di esperienza. Conterà tanto la voglia di vincere dei singoli, oltre alla bravura sul piano tattico dell’allenatore.

Parlando di commissari tecnici, l’Europeo del 2021 sarà l’ultima avventura in panchina per Joachim Löw, guida della nazionale tedesca dal 2006. L’allenatore di Schönau im Schwarzwald nella sua esperienza come cittì della Mannschaft ha conquistato una Coppa del Mondo in Brasile (2014) e due piazzamenti d’onore sul podio dei Mondiali del 2006 e del 2010; in campo europeo con Löw in panchina, la Germania ha conquistato un secondo posto nel 2008 e due medaglie di bronzo nel 2012 e nell’ultima edizione. A coronamento di una fulgida carriera, Löw e la Germania non avranno altro che obiettivo che arrivare fino in fondo e vincere la gara decisiva di Wembley.

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