EuroBasket 2015: Italia Rep. Ceca 85-70, ma per il Pre Olimpico serve una svolta

Gli azzurri superano agevolmente la Repubblica Ceka e conquistano così il diritto di partecipare ad uno dei tre Tornei Pre Olimpici che si terranno a luglio 2016 e che qualificheranno per Rio 2016 solo una squadra a testa.

EuroBasket 2015: Italia Rep. Ceca 85-70, ma per il Pre Olimpico serve una svolta

Lille – Non è finita come due anni fa… fortunatamente, Eurobasket 2015 ha regalato, nella coda, un altro epilogo: l’Italia batte la Repubblica Ceca 85-70 e guadagna la possibilità di partecipare al torneo pre-olimpico del prossimo anno. Dopo la delusione per aver perso all’overtime contro la Lituania, gli Azzurri hanno trovato le energie fisiche e mentali per battere un avversario tutt’altro che debole dopo nemmeno 24 ore. Il sogno di tornare ai Giochi Olimpici non svanisce dunque, ma anzi trova nuova linfa dopo un Europeo che ha confermato l’Italia tra le primissime formazioni del continente una volta di più. Non siamo ancora a Rio, ma abbiamo strada davanti a noi per continuare a crederci.

Oggi sono sereno – commenta il presidente FIP Giovanni Petrucci -. Tutti hanno fatto il proprio dovere. L’amarezza per la sconfitta di ieri c’è, ma oggi voglio vedere positivo perché l’Italia è in corsa per Rio e dobbiamo ricordarci dove eravamo qualche anno fa. Oggi abbiamo speranze ed entusiasmo che penso il basket non abbia mai avuto. Devo dire grazie ad una squadra straordinaria, ai tecnici, a tutto lo staff, ai collaboratori federali e ai medici che oggi meritano il primariato”.

Ma nonostante i trionfali proclami di Gianni Petrucci, però, lo spettro dell’ennesima esclusione dalle Olimpiadi resta. Ricordiamo in estrema sintesi come ci si può qualificare per Rio 2016, torneo al quale sono ammesse solo 12 squadre, di diritto il team Campione del Mondo (USA), i Campioni e Vice campioni continentali di Europa e America (Spagna qualificata con il successo di ieri contro la Francia), i campioni continentali di Africa (Nigeria), Oceania (Australia), Asia (ancora da decidere) e il Brasile, quale paese ospitante. Restano liberi solo 3 posti, che verranno assegnati ai vincitori di tre differenti tornei pre olimpici, che si svolgeranno in contemporanea a luglio 2016 in tre differenti sedi e che vedranno la partecipazione di 6 squadre ognuno. In questi tornei saranno presenti le “escluse” dai tornei continentali: dalla 3^ alla 7^ per quanto riguarda Eurobasket, dalla 3^ alla 5^ per quanto riguarda le Americhe, dalla 2^ alla 4^ per quanto riguarda l’Africa e Asia, la 2^ dell’Oceania più i tre paesi ospitanti degli stessi tornei. Insomma tornei sicuramente impegnativi, che vedono, ad oggi, presenti, tra gli altri paesi come Grecia, Francia (sconfitta ieri dalla Spagna), Canada, Portorico e una tra Lituania e Serbia (giocano oggi, chi vince va a Rio, chi perde… nel torneo preolimpico). Da questo si capisce che l’impresa non è assolutamente facile.

La Federazione italiana, invece di preoccuparsi (come sembra leggendo alcune notizie di queste ore) di spendere soldi per ospitare uno di questi tornei, dovrebbe a nostro avviso impegnare il milione e mezzo di euro (tanto costa un torneo preolimpico) quanto meno per due “emergenze”:

  1. assicurarsi la presenza degli stessi protagonisti di questa edizione di Eurobasket, ovvero i tre NBA e capitan Datome (che, è bene ricordarlo, è mancato per infortunio, e la sua assenza si è sentita);
  2. Trovare un altro coach.

Saremo forse troppo tranchant ma siamo convinti che il livello di talento di questo gruppo è di primissima qualità. Se non discutiamo il gruppo, allora, resta da spiegare come abbiamo fatto a perdere tre partite, di cui due sicuramente alla nostra portata (Turchia e Lituania).

Sono orgoglioso dei miei ragazzi – dice il CT Simone Pianigiani – per il risultato ottenuto e sono contento per diversi motivi. Al torneo di Trieste non pensavo che fossimo in grado di proporre il basket che abbiamo interpretato a Berlino e pensavo anche che la Turchia fosse un passaggio chiave per andare a Lille non da quarti del girone. Spagna e Serbia avevano e hanno qualcosa più di noi e questo significa essere riusciti a battere una squadra di livello superiore. Per un canestro potevamo rimanere a Berlino e invece abbiamo mostrato una bella faccia e una bella pallacanestro per tutto l’Europeo. Eravamo senza Gigi e con molti giocatori che hanno giocato su infortuni e nonostante tutto abbiamo dimostrato di aver creato qualcosa di buono. Credo sia giusto che nelle prime 4 squadre ci siano Francia, Spagna, Serbia e Lituania. Noi ci siamo creati un pertugio per infilarci tra queste Nazionali e ci abbiamo provato. Sono contento anche per il rapporto di fiducia che si è creato tra la squadra e tutto lo staff, uno staff attento e capace che ci ha permesso di lavorare nel migliore dei modi”.

La dichiarazione del tecnico toscano appare condivisibile, ma manca di prospettiva. Con la Spagna che ha battuto la Francia e la Serbia probabile seconda finalista, prendiamo coscienza del fatto che ci trovavamo in un girone di ferro. Se non avessimo perso malamente contro la Turchia avremmo terminato al secondo posto. Questo non vuol dire che avremmo visto un altro epilogo, ma a nostro avviso indica che in realtà tra le prime quattro noi ci dovevamo stare. Il fatto che non è finita così può essere assolutorio solo per una prospettiva “perdente” del nostro basket. La stessa che ha sempre guidato Pianigiani, anche quando alla guida di Siena stravinceva in Italia ma rimediava figure barbine in Europa. Dal punto di vista generale, se non siamo stati in grado di battere la Lituania ieri, ci chiediamo per quale motivo dovremmo riuscirci tra un anno (Datome a parte), senza cambiare qualcosa?

LA CRONACA DI ITALIA REP. CEKA – Il collettivo ceco ruota attorno a due ottimi giocatori: Vesely e Satoransky. La squadra di coach Ginzburg si aggrappa a loro per tenere testa all’Italia, partita con grande concentrazione ma mai in grado di allungare durante un primo quarto in equilibrio e chiuso 21-21. Il buon impatto sul match di Cusin (sotto entrambi i tabelloni) è una gran notizia per l’Italia, che dalla panchina trova anche il contributo di Aradori, protagonista sul finire della seconda frazione. Da un suo break (tripla e due liberi) nasce il 5-0 che proietta l’Italia sul 36-31. L’antisportivo fischiato a Gentile complica le cose aiutando i cechi a rientrare sul -1 (38-37) ma il finale di primo tempo è comunque Azzurro (42-37). 23 punti in due per il duo Vesely/Satoransky nei primi 20 minuti. Solo Melli non sporca il tabellino tra tutti gli effettivi utilizzati da coach Pianigiani nel primo tempo. Il tanto cercato strappo arriva ad inizio terzo quarto, quando Gallinari e Bargnani con 5 punti a testa fanno salire l’Italia sul +13 (56-43) aiutati dai 4 punti di Gentile. E’ la zampata che taglia le gambe alla Repubblica Ceca, che da quel momento in poi subisce l’attacco Azzurro non riuscendo più a trovare le contromisure giuste per rimanere nel match. Il parziale di 32-17 costruito nel solo terzo quarto è troppo per i cechi, che negli ultimi 10 minuti provano a rientrare ma senza successo.

Il tabellino
Italia-Repubblica Ceca 85-70 (21-21, 21-16, 32-17, 11-16)
Italia: Della Valle (0/1 da tre), Belinelli 12 (3/6, 2/3), Aradori 7 (1/4, 1/3), Gentile 15 (2/5, 1/2), Gallinari 15 (5/6, 1/3), Bargnani 21 (5/11, 3/3), Cusin 4 (2/3), Datome ne, Melli 4 (2/2), Cinciarini 5 (1/3, 0/1), Hackett 2 (1/2), Polonara. All: Pianigiani
Rep. Ceca: Benda 2 (1/3), Auda (0/4), Pumprla 3 (1/4, 0/1), Hruban 5 (1/4, 1/2), Satoransky 12 (3/6, 2/4), Welsch 4 (2/5), Houska 5 (1/3, 1/1), Barton 2 (1/1), Jelinek (0/2), Sirina 3 (1/2), Schilb 8 (2/2, 1/2), Vesely 26 (9/17). All: Ginzburg

Tiri da due: Ita 22/42, Rep.C 22/53; Tiri da tre: Ita 8/16, Rep.C 5/10; Tiri liberi Ita 17/20, Rep.C 11/17. Rimbalzi: Ita 38, Rep.C 28. Assist: Ita 17, Rep.C 22.

Cinque falli: Gentile

Note: Tecnico alla panchina Italia (28-27); Antisportivo a Gentile (38-33).

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