AtleticaEuropei di atletica: l'Italia supera i maestri britannici, suo il medagliere

Europei di atletica: l’Italia supera i maestri britannici, suo il medagliere

Iapichino oro nel lungo e la 4x400 batte la Gran Bretagna per tre centesimi: 22 medaglie e dieci titoli

Larissa Iapichino (foto Grana/FIDAL)

L’Italia ha vinto il medagliere degli Europei di atletica nell’ultima gara del programma. La 4×400 maschile ha battuto la Gran Bretagna per tre centesimi e ha portato gli azzurri a 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi: 22 medaglie, più di ogni altra nazione. I padroni di casa si fermano a 19, con nove titoli. È la seconda affermazione consecutiva dopo Roma 2024, stavolta ottenuta nello stadio degli avversari diretti.

L’ultima staffetta

Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati hanno chiuso in 2:59.16 contro il 2:59.19 dei britannici. Bronzo ai Paesi Bassi in 2:59.49. In batteria lo stesso quartetto aveva corso in 2:58.10, primato italiano e record dei campionati che resisteva da trentasei anni. Per la staffetta lunga maschile è il primo titolo europeo.

Scotti, ai microfoni Rai, ha raccontato di averlo detto ai compagni per tre giorni, che il medagliere si sarebbe deciso lì. Poi è andato a cercare gli inglesi: «vi abbiamo rovinato la festa». Benati ha ricordato una scommessa persa con Alessandro Sibilio e ha annunciato che alla prossima gara si presenterà rasato. Sito ha detto di aver preso un colpo nella confusione della prima curva e di aver chiuso la frazione oltre le proprie previsioni. Soudassi è partito in testa nella terza frazione e in testa l’ha consegnata.

Iapichino, sette metri al primo salto

Larissa Iapichino ha vinto il salto in lungo con 7,00 (+2.1) ottenuto al primo tentativo, poi 6,93 e 6,80 nella serie. Un centimetro l’ha separata dalla britannica Jazmin Sawyers, due dalla francese Hilary Kpatcha. Quarta la portoghese Agate de Sousa con 6,96, quinta la campionessa uscente Malaika Mihambo con 6,94: le prime cinque in sei centimetri.

La ventiquattrenne di Borgo San Lorenzo è la prima italiana a vincere il titolo continentale all’aperto della specialità, due anni dopo l’argento di Roma. Dice di essere critica con sé stessa e di aver sperato in qualcosa di più dopo l’apertura: «avrei voluto fare meglio dopo il primo salto». Ha aggiunto di aver completato la collezione dei titoli europei, giovanili compresi, e di aver vinto un titolo che a sua madre era sfuggito. Fiona May, due volte campionessa del mondo del lungo nel 1995 e nel 2001, all’aperto in Europa non ci era mai riuscita. La madre di Larissa è nata in Inghilterra: il dettaglio ha dato alla serata dell’Alexander Stadium un significato familiare.

Pochi minuti prima, il bronzo della 4×400 femminile con Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro in 3:23.57, dietro Paesi Bassi (3:21.10) e Gran Bretagna (3:21.68). Il podio europeo mancava da dieci anni.

Le maratone del mattino

La giornata era cominciata sulle strade cittadine. Pietro Riva ha conquistato l’argento nella maratona in 2h09:18, sette secondi dietro il tedesco Amanal Petros e tre davanti all’israeliano Gashau Ayale. Il cuneese, allievo di Stefano Baldini, ha costruito il podio nell’ultimo tratto in salita. «Non ho avuto paura a lasciar andare chi era davanti», ha spiegato: dal trentesimo al quarantesimo chilometro ha gestito, poi ha atteso la volata.

Nella prova femminile Rebecca Lonedo è arrivata sesta in 2h27:55, Sofiia Yaremchuk settima in 2h28:02, Giovanna Epis ventunesima in 2h33:02. La somma dei tempi è valsa l’argento nella classifica a squadre, dietro la Gran Bretagna. «Siamo felici per l’argento a squadre», ha commentato Yaremchuk. Il titolo individuale è andato alla finlandese Alisa Vainio, in fuga dal primo chilometro.

Il medagliere finale

L’Italia guida anche la classifica a punti con 226, davanti a Gran Bretagna (211,5) e Germania (196), e ha eguagliato il proprio record di 45 finalisti. Stano e Fiorini figurano tra le dieci migliori prestazioni della rassegna, premiate con un bonus da 50mila euro.

#NazioneOABTot
1Italia106622
2Gran Bretagna98219
3Germania610521
4Paesi Bassi53614
5Norvegia4026
6Svizzera3317
7Spagna2248
8Svezia2125
9Irlanda2114
10Finlandia2103

La rimonta era cominciata venerdì

Il sorpasso dell’ultima sera arriva da lontano. Venerdì Nadia Battocletti ha vinto i 10.000 dopo i 5.000, Gianmarco Tamberi ha difeso il titolo dell’alto con 2,32, Matteo Sioli ha preso il bronzo nella stessa gara nonostante un problema muscolare, Fausto Desalu è salito sul podio dei 200 al fotofinish.

Sabato l’Italia ha raccolto sette medaglie in un giorno. Cinque sono venute dalla maratona di marcia in una sola mattinata: oro di Massimo Stano con il record europeo in 2h56:49, oro di Sofia Fiorini con il primato mondiale sulla nuova distanza in 3h15:11, argenti di Francesco Fortunato e Alexandrina Mihai, bronzo di Andrea Cosi. In serata Andy Diaz ha vinto il triplo oltre i 18 metri e Andrea Dallavalle lo ha accompagnato sul podio con il bronzo.

Il conto della parte finale dice sedici medaglie in tre giorni. Dice anche dove l’Italia ha costruito il primato: nella marcia su strada, nelle maratone, nelle staffette, cioè nelle prove dove servono quattro atleti competitivi e non uno solo. La Gran Bretagna ha vinto nove titoli e ha raccolto otto argenti, ma si è fermata a due bronzi. La differenza sta lì, nella seconda fila: Micol Majori terza nei 5.000 accanto a Battocletti, Zane Weir secondo nel peso dietro Leonardo Fabbri, Sioli dietro Tamberi, Dallavalle dietro Diaz, Fortunato e Cosi dietro Stano. Sei volte gli azzurri hanno occupato due gradini dello stesso podio.

Restano i piazzamenti che il medagliere non registra: Francesco Pernici quinto negli 800 a sei centesimi dal bronzo, Yeman Crippa quarto nei 10.000, la 4×100 femminile quarta, Paola Padovan ottava nel giavellotto dopo quattordici anni di assenza azzurra da quella finale. Con 45 atleti in finale su una spedizione di 130, l’Italia ha lasciato Birmingham con il primo posto in entrambe le classifiche che la federazione europea compila.

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