Europei di Ciclismo su pista: Italia sesta nel medagliere, domina l’Olanda

Si sono conclusi i campionati continentali che hanno visto dominare i padroni di casa dell'Olanda con ben cinque titoli e 13 medaglie complessive. Gli azzurri si confermano in corsa per la qualificazione olimpica nell'inseguimento a squadre. I motivi per cui è lecito guardare al futuro con ottimismo.

Europei di Ciclismo su pista: Italia sesta nel medagliere, domina l’Olanda

Si sono conclusi i Campionati Europei di Ciclismo su pista di Apeldoorn che hanno portato all’Italia cinque medaglie, di cui due d’oro. Dopo il successo di Elia Viviani nell’Eliminazione, infatti, sabato è giunta la riconferma di Maria Giulia Confalonieri nella corsa a punti.

Si tratta di un successo pesante, per il valore strategico che assume questa disciplina all’interno di un programma di pista. Se sei capace di “destreggiarti” nel caos infinito che è una corsa a punti, sei sicuramente bravo anche nell’Omnium (disciplina olimpica in quattro prove, l’ultima delle quali proprio la corsa a punti), e nel Madison. Per Dino Salvoldi si tratta dell’ulteriore conferma di poter contare, anche in vista delle Olimpiadi di Tokyo, su un gruppo di ragazze di talento ancora tutte molto giovani.

Per restare all’Omnium, infatti, il risultato della Paternoster (quinta, venerdì scorso) è un buon punto di partenza. Ma al posto della trentina poteva benissimo correre la Confalonieri, che nelle prove singole ha portato a casa un quarto posto nell’Eliminazione e il successo nella corsa a Punti. Non è un caso, infatti, che nella giornata finale il tecnico ha azzurro ha schierato nel madison proprio la coppia Paternoster Confalonieri, che ha raccolto un quarto posto di prospettiva, vista l’età delle azzurre (bassa) e delle avversarie che sono finite avanti (Danimarca, Gran Bretagna e Olanda, età media molto superiore).

Questi Europei di Ciclismo alla fine confermano alcune cose. La prima riguarda Olanda e Danimarca. Sono ormai potenze di prima grandezza nel ciclismo: su strada e su pista. Un piccolo miracolo, se teniamo conto del “potenziale demografico” a disposizione. Sarà sicuramente anche merito della cultura della bici che vuole Amsterdam e Copenaghen tra le città più ciclabili dell’Europa.

medagliere europei di ciclismo

Il secondo posto nel medagliere della Francia, il terzo della Russia e il quinto della Gran Bretagna, dal punto di vista di capacità “demografica”, sorprendono meno. Desta sensazione, invece, il settimo della Germania, che porta a casa un solo titolo continentale.

L’Italia è sesta. Dal punto di vista di numero di titoli continentali e medaglie uguaglia il risultato dello scorso anno. Marco Villa, tecnico del settore maschile, è concentrato soprattutto nella qualificazione del quartetto dell’inseguimento alle Olimpiadi, resa difficile a causa della caduta ai Mondiali di quest’anno.

Per questo motivo ha “sacrificato” Filippo Ganna (medaglia sicura nell’inseguimento individuale), per non “usurarlo” troppo ai fini del trenino azzurro. Il secondo posto nell’inseguimento a squadre è un ottimo risultato, soprattutto se legato al nuovo record italiano, ormai prossimo ai 3’50”. Il problema è che davanti a noi è finita la Danimarca, diretta concorrente per un posto alle Olimpiadi, rispetto alla quale non abbiamo guadagnato posizioni. Danimarca, per inciso, che ha corso su tempi di record mondiale e che quindi sarà difficile scalzare anche nelle prossime prove di Coppa del Mondo.

Così Marco Villa è davanti ad un paradosso di difficile soluzione: incerta la qualificazione olimpica anche se attualmente i nostri tempi ci potrebbero anche vedere sul podio di Tokyo2020. Siamo certi che il tecnico azzurro saprà dipanare la matassa, anche perché ha al suo arco un’altra freccia, importante e che non ha ancora utilizzato. Si tratta di Elia Viviani, attualmente alla ricerca di un feeling con la nuova formula dell’Omnium ma che ogni volta che è stato inserito nel quartetto dell’inseguimento ha fatto la differenza.

Per quanto riguarda l’inseguimento a squadre femminile, la qualificazione alle Olimpiadi è meno incerta. Le ragazze utilizzate da Dino Salvoldi sono tutte Under 23, le stesse che hanno realizzato il record italiano a luglio proprio agli Europei di categoria. I margini di miglioramento, in questo anno che ci separa da Tokyo sono ampi. Il tempo gioca a nostro favore.

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