Europei Marathon: Mara Fumagalli la regina “operaia”

La nuova campionessa europea si divide tra il lavoro in fabbrica e gli allenamenti. Dopo pochi minuti è arrivato anche l'argento di Samuele Porro nella prova maschile.

Europei Marathon: Mara Fumagalli la regina “operaia”

Mara Fumagalli è la nuova campionessa europea Marathon. Si è laureata questo pomeriggio in Norvegia, a Kvam giungendo sul traguardo, dopo 70 km di gara, con 15″ di vantaggio sulla slovena Blaza Pintaric.

Siccome le medaglie non giungono mai da sole, dopo pochi minuti è arrivato anche l’argento di Samuele Porro nella prova maschile. Nonostante una grandissima gara di squadra i ragazzi di Mirko Celestino raccolgono meno di quello che avrebbero meritato.
“Vorrei cominciare ringraziando tutto lo staff della Federazione – ha esordito un raggiante CT Mirko Celestino – che ci ha messo nelle migliori condizioni per poter gareggiare con tranquillità.”

“Per quanto riguarda le due gare, devo dire che Mara Fumagalli ha finalmente raccolto, anche in campo internazionale, i risultati che merita. Al via mi ha confidato: se mi trovo avanti non tiro per tutta la gara e mi gioco le carte sull’ultima salita. Così è stato! Mara è stata brava e determinata ad attaccare quando mancava 1,5 chilometri alla conclusione, sullo strappo più duro della gara. Per le avversarie non c’è stato nulla da fare.”

Mara Fumagalli è arrivata al fuoristrada relativamente tardi. Ha 31 anni (è nata il 24 ottobre del 1987 a Lecco) ed una determinazione che l’ha portata in questi anni a dividersi, con ottimi risultati, tra il lavoro in fabbrica e gli allenamenti.

“Quest’anno – continua Celestino – non ha perso una gara in Italia, vincendo tutto quello che c’era da vincere. Sapevo della sua grinta e della sua volontà e sono veramente contento che finalmente abbia potuto vestire una maglia così importante”.

La gara degli uomini

La gara degli uomini è stata una corsa ad eliminazione che ha visto tutta la formazione azzurra condurre un gioco di squadra simile a quello della strada. “Ho chiesto ai mie di partire forte – racconta il CT azzurro – e devo ringraziare Longo e Longa che si sono sacrificati, nei primi chilometri, per questo obiettivo. Nell’ultima ora di gara (sulle oltre tre in totale) sono entrati in azione i nostri scalatori, anche se il percorso in qualche modo ci ha penalizzato, presentando un’ampia sede stradale che ha permesso di stare facilmente a ruota. Avanti avevo ancora tutti gli azzurri, per questo ho chiesto a Juri (Ragnoli, ndr) di provare un’azione per certi versi suicida, ma che ha costretto gli altri ad uscire allo scoperto per chiudere. Sullo strappo finale sono arrivati in cinque (i primi dell’ordine di arrivo) di cui tre azzurri. Tiago ha impresso una progressione alla quale ha risposto soltanto Porro, che però non è riuscito a tenere la ruota. Peccato, ma devo dire che i ragazzi si sono comportati veramente bene. Alla fine della giornata le due medaglie e gli ottimi piazzamenti non possono che lasciarmi pienamente soddisfatto.”

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