Europei pista 2014, Viviani d’oro guarda a Rio 2016

Europei pista 2014, Viviani d’oro guarda a Rio 2016
Campionati Europei Pista 2014, Elia Viviani,

Elia Viviani sul podio dell’Omnium ai Campionati Europei Pista 2014

C’è tanta Italia nei Campionati Europei pista 2014 che si sono conclusi a Baie-Mahualt–Guadalupa e che hanno portato al ciclismo azzurro una medaglia d’oro, un argento e tre bronzi.
Tanta Italia al punto da guardare con maggiore fiducia la stagione che sta per cominciare e che rappresenta anche il primo passo verso le Olimpiadi di Rio 2016, nelle quali il ciclismo italiano ha l’obbligo di provare a tornare sul podio anche nella pista, dopo diverse edizioni di completo anonimato (ultima medaglia olimpica sulla pista nel 2000 con Antonella Bellutti).
Una delle speranze più concrete di riuscire nell’impresa passa proprio attraverso il nuovo campione europeo omnium Elia Viviani che in Francia ha lanciato il primo chiaro messaggio alla pista internazionale: “io ci sono”.
Elia Viviani sale sul trono europeo dell’omnium al termine di sei entusiasmanti prove. Il vantaggio sui rivali dà la misura della sua prestazione: 219 punti contro i 198 del britannico Jonathan Dibben, medaglia d’argento, e i 179 punti dello spagnolo Unai Elorriaga, medaglia di bronzo. Il 25enne veronese di Isola della Scala non ha fatto mai mistero di puntare al podio della specialità ai Giochi Olimpici di Rio 2016. A Baie-Mahualt–Guadalupa, Elia ha conquistato il titolo vincendo lo scratch, l’eliminazione e la corsa a punti, nono nell’inseguimento, sesto nel km da fermo e secondo nel giro lanciato. Questo il ruolino di marcia che lo ha portato al trionfo. Era già salito sul gradino più alto della specialità all’Europeo under 23 di Anadia, dove vinse anche la corsa a punti, titolo confermato nel 2012 a Panevėžys e nel 2013 ad Apeldoorn, oltre al madison in coppia con Liam Bertazzo.
Nei giorni precedenti c’erano state le imprese delle “solite” ragazze di Dino Salvoldi, a cominciare dal quartetto dell’inseguimento che, nella giornata di esordio, aveva colto uno storico bronzo. Un bronzo pesante quello conquistato dalle azzurre Beatrice Bartelloni, Silvia Valsecchi, Tatiana Guderzo, Simona Frapporti, con il contributo di Elena Cecchini e Maria Giulia Confalonieri nei turni precedenti, non solo perché ha riportato l’Italia sul podio della specialità olimpica, ma soprattutto perché è stato ottenuto con la seconda prestazione cronometrica in assoluto del torneo: 4’42”018, un tempo che ha schiantato la resistenza della Polonia, che pure si è migliorata nettamente con 4’43”857.
Lo stesso giorno Elena Cecchini aveva regalato all’Italia il secondo bronzo. Per lei il tempo di tirare il fiato per poi andarsi a prendere il terzo posto della corsa a punti vinta dalla polacca Eugenia Bujak. Elena ha terminato con lo stesso punteggio della belga Kelly Druyts, medaglia d’argento.
Il giorno successivo era arrivato l’argento nella corsa a punti uomini di Liam Bertazzo alle spalle del francese Benjamin Thomas. L’azzurro con 30 punti ha preceduto il tedesco Henning Bommel, medaglia di bronzo con 24 punti. Nella top ten anche Marco Coledan, che ha dato un apporto decisivo a Bertazzo nelle volate e nel bloccare tutti gli attacchi degli avversari.
Terzo bronzo, sempre nel secondo giorno di gara, per Elena Cecchini. Dopo l’inseguimento a squadre e la corsa punti, Elena ha conquistato il terzo gradino del podio nello scratch donne terminando sulla scia della russa Evgenia Romanyuta, campionessa d’Europa, e della francese Laurie Berthon.
Anche in questo caso è stato importantissimo il gioco di squadra attuato con Tatiana Guderzo, che ha messo a disposizione tutta la sua esperienza per favorire la volata della compagna.
(federciclismo.it)

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