Europei pista 2016, l’Italia torna regina nell’inseguimento

Dopo le medaglie d'oro del primo giorno, sul velodromo di Montichiari azzurri ancora protagonisti con i quartetti dell'inseguimento a squadre U23, in grado di conquistare due argenti che ci lanciano nel firmamento della specialità.

Europei pista 2016, l’Italia torna regina nell’inseguimento

Esiste un filo rosso, neanche tanto sottile, che lega le due medaglie d’argento conquistate ieri alle tre d’oro del giorno precedente agli Europei Pista Juniores e Under 23 in svolgimento a Montichiari. Si chiama multidisciplinarietà. Che vuol dire: “tutti fanno tutto”. Così ti ritrovi su pista, in grado di vincere medaglie mondiali e continentali, un talento e corazziere come Filippo Ganna o una forza della natura come Elisa Balsamo. Che girino sul tondino di Montichiari oppure in una cronometro o in una classica in linea non c’è differenza. Spingono forte.

Le due medaglie d’argento conquistate dall’Italia nell’inseguimento a squadre Under 23, e che ci permettono di essere anche nel secondo giorno di questi europei in vetta al medagliere, sono anche figlie di programmazione e duro lavoro. Metà del quartetto donne che ha conquistato posizioni nel ranking internazionale al punto di potersi contendere un oro (poi sfumato) contro la Gran Bretagna, lo scorso anno aveva contribuito alla medaglia d’oro (e record mondiale) nell’inseguimento a squadre juniores ad Atene. Un “gioco ad incastri” che Dino Salvoldi, tecnico azzurro, riesce a dipanare con sapienza e competenza, visto che nel giro di un anno ha compiuto il miracolo di confermare il titolo juniores dello scorso anno e migliorare il piazzamento delle U23.

Europei Pista 2016, podio inseguimento a squadre U23

Il podio dell’Inseguimento a squadre U23 donne con le azzurre al secondo posto

Le azzurre Martina Alzini, Michela Maltese, Francesca Pattaro e Maria Vittoria Sperotto, nelle qualificazioni hanno migliorato la prestazione di 5″rispetto all’edizione passata ad Atene. “Abbiamo pagato un poco il rallentamento di una delle azzurre – dice il Ct Salvoldi –. Ma la medaglia c’è ed è di grande valore visto che nei tempi di qualifica abbiamo lasciato alle nostre spalle nazioni come la Russia e la Polonia”. Il bronzo è andato alla Polonia che ha battuto il belgio in 4’28”760.

E se ragioniamo in termini di progressi (e di futuro), non possiamo che puntare il dito verso quanto realizzato dal quartetto U23. Dopo aver registrato il miglior tempo in qualifica ( 3’58”745) gli azzurri Simone Consonni e Francesco Lamon (all’ultimo anno nella categoria) con Filippo Ganna e Davide Plebani (entrambi 20 anni a fine luglio) hanno lottato contro la Francia in una sfida accesa fino all’ultimo centesimo.

L’ha spuntata la Francia per solo 116 centesimi , ma agli azzurri la soddisfazione di aver coperto la distanza in 3’56”393. Nuovo record italiano, che frantuma quanto fatto registrare in occasione del Campionato del Mondo a Londra di quest’anno e che ci permise di salire fino al quarto posto. Un record, per inciso, che, se ci fossimo “svegliati” in tempo ci avrebbe sicuramente portato alle Olimpiadi e permesso di correre per una medaglia. Il fatto che un quartetto di U23 vada meglio di quello assoluto, però, non può che farci gioire.

Tra Ganna, Plebani, Consonni e Lamon, il più “anziano” è proprio quest’ultimo, alla soglia dei 24 anni. “Forse c’è stato un calo sull’ultimo giro e mezzo – ha commentato un entusiasta Villa – ma il risultato è più che soddisfacente: nell’organico giovani atleti e talenti come Plebani che si è migliorato. Guardo anche al gruppo di lavoro che comprende otto atleti di cui tre al primi anno nella categoria e la continuità c’è in questa disciplina. E poi, detto per inciso, tra un oro con un tempo discreto e un argento con questo record italiano… mi tengo questo argento..”. Il bronzo è andato alla Gran Bretagna (3’59”396). Al quarto posto la Biellorussia (4’00”533).

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