
Sono in pieno svolgimento i Campionati Europei di ciclismo su pista a Konya, in Turchia. Nella giornata di ieri Renato Favero ha vinto la medaglia di bronzo nell’inseguimento individuale. Nella finale pur raggiungendo il proprio avversario, su indicazione del suo tecnico Edoardo Salvoldi, ha continuato nella prestazione (il regolamento, solo in finale, concede la possibilità di fermarsi oppure di continuare). E’ stato evidente che il 20 enne veneto (21 anni a fine febbraio) era alla ricerca del tempo, su una pista veloce e in altura (poco sopra i 1000 metri) com’è quella del velodromo turco. Il tempo finale è stato di 4’01″749: una prestazione che entra di diritto tra le migliori di sempre di un ciclista italiano in prove internazionali (Europei o Mondiali). Si tratta, per la precisione, del sesto tempo assoluto corso da un italiano. Davanti a lui solo due ‘mostri sacri’ dell’inseguimento mondiale come Jonathan Mila e Filippo Ganna. La prestazione del ragazzo di Bassano del Grappa assume un valore ancora maggiore se consideriamo l’età.
Qui di seguito le prestazioni migliori
- Jonathan Milan: 3’59″153 (Mondiale Ballerup 2024 – finale, record mondiale), a 23 anni e 11 mesi
- Filippo Ganna: 3’59″636 (Mondiale Saint-Quentin 2022 – finale, ex record mondiale) a 26 anni e 2 mesi
- Jonathan Milan: 4’00″296 (Mondiale Ballerup 2024 – qualificazioni) a 23 anni e 11 mesi
- Filippo Ganna: 4’00″693 (Mondiale Saint-Quentin 2022 – qualificazioni) a 26 anni 2 mesi
- Filippo Ganna: 4’01″344 (Mondiale Glasgow 2023 – qualificazioni) a 27 anni
- Renato Favero: 4’01″749 (Europeo Konya 2026 – finale terzo posto) a 20 anni e 11 mesi.
Per fare un raffronto, Filippo Ganna a 21 anni copriva la distanza in 4’16”. Fare paragoni tra il più forte inseguitore di sempre (Ganna) e un ragazzo appena sbocciato è sbagliato e ingeneroso nei confronti di entrambi. Resta il fatto, però, che Renato Favero è il più giovane italiano di sempre a scendere sotto 4’02”. Se manterrà questa progressione, potrebbe dominare la specialità nei prossimi anni, con un picco previsto tra i 23 e i 27 anni (2028-2032), perfetto per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 e Brisbane 2032. Ecco perché il risultato di ieri è una ottima notizia per il nostro movimento e per la Federazione Ciclistica Italiana, impegnata nel difficile ricambio generazionale del quartetto vincitore a Tokyo.
