Europei Pista: le rocketgirls di Salvoldi sollevano l’Italia

L'Italia torna degli Europei Pista Jrs e U23 con 5 medaglie: 3 ori, 1 argento e 1 bronzo ma soprattutto con la consapevolezza di avere un gruppo di giovani juniores veramente competitive.

Europei Pista: le rocketgirls di Salvoldi sollevano l’Italia

Si sono conclusi domenica gli Europei Pista Jrs e U23 che hanno visto grandi protagoniste le juniores azzurre dirette da Dino Salvoldi, capaci di portare a casa ben tre ori e una medaglia d’argento. Il bottino della spedizione italiana si è poi arricchito anche con la medaglia di bronzo nell’americana u23 uomini, portando un po’ di ossigeno anche al settore maschile diretto da Marco Villa.
Il bilancio di questa spedizione non può che essere soddisfacente, anche se lo scorso anno si riuscì a fare ancora meglio, portando a casa 3 ori, 1 argento e 3 bronzi. Rispetto all’edizione in Portogallo mancano all’appello due medaglie (di bronzo) e soprattutto una maggiore diversificazione delle stesse. Un anno fa il settore maschile raccolse 1 oro e 1 bronzo, quello femminile medaglie con Jrs e U23. Quest’anno tutti il bottino è frutto di un gruppo di ragazzine “terribili” di particolare qualità, in grado di annichilire la concorrenza praticamente in tutti i settori.

Eppure ci sembra che alla prova dei fatti i risultati dell’edizione 2015 siano per certi versi migliori e più indicativi rispetto al passato. Questo in base a diverse considerazioni che proviamo ad analizzare a mente fredda.

La prima è che il quartetto vincitore della prima medaglia d’oro, nell’inseguimento a squadre, l’ha fatto con un record del mondo che ci pone in vetta, per la prima volta nella nostra storia in questa categoria, al vertice di tutte le classifiche di rendimento. Elisa Balsamo, Rachele Barbieri, Sofia Bertizzolo, Marta Cavalli nella finale dell’inseguimento a squadre juniores contro la Polonia volano in 4’33″463, stracciando il precedente limite di 4’36”147 della Gran Bretagna. Torniamo in cima al mondo in questa disciplina, che ci ha visto in passato primeggiare, ma mai nel settore femminile (se si esclude la parentesi Bellutti) e juniores. “Dopo aver capito e corretto insieme alcune sbavature avute in qualifica – ha detto alla fine della prova Dino Salvoldi –, abbiamo corso la finale con grande equilibrio. La prima parte come se fossero sole in pista, senza pensare all’avversario poi, superato questo scoglio, la concentrazione è stata tutta e soltanto sul record. Un grazie sincero ad ogni azzurra, perché stabilire un nuovo record del mondo non è da tutti i giorni. Grazie anche alle loro famiglie ed alle loro squadre ma, in particolare, ringrazio i miei collaboratori che, giorno dopo giorno, hanno contribuito a costruire questo successo”. Un successo che è frutto di un lungo lavoro di programmazione e stage continui in pista.. “Ogni settimana – ci ha detto in passato il tecnico azzurro – dall’inizio della stagione scolastica queste ragazze ritagliano un mercoledì per l’allenamento a Montichiari. In alcuni casi si tratta di centinaia di chilometri da fare, tra andata e ritorno, nello stesso giorno, per arrivare a casa la sera tardi e andare, il giorno dopo, tornare a scuola, la mattina presto…”.

Da questo punto di vista l’oro di Rachele Barbieri nella corsa a punti appare la logica conseguenza di una formazione affiatata e ben allenata. In gara, infatti, Rachele può contare anche sull’aiuto determinante di Elisa Balsamo. Quando però arriva anche l’oro di Elena Bissolati nello scratch si inizia a capire che le ragazze di Dino Salvoldi, le #rocketgirls, come sono state soprannominate, hanno qualcosa in più, in grado di portare lustro anche nelle discipline veloci. La conferma arriva con l’argento nella Velocità Olimpica, disciplina avara di soddisfazioni per l’Italia della pista. Questo ci appare come l’elemento sicuramente più interessante della spedizione ad Atene, come aveva confermato lo stesso Salvoldi alla vigilia degli Europei: “Andiamo ad Atene con un settore velocità femminile finalmente all’altezza..”

La quinta medaglia per l’Italia nella giornata conclusiva dei Campionati europei su Pista di Atene l’hanno portata Francesco Lamon e Simone Consonni nel madison uomini under 23. Le coppia azzurra si è piazzata al terzo posto nella finale che ha visto gli svizzeri Thery Schir – Frank Pasche ipotecare l’oro grazie al giro guadagnato sui concorrenti. L’argento va alla Francia B composta da Thomas Boudat e Benjamin Thomas con 19 punti, seguita dall’Italia con 14 punti.

Il CT Marco Villa, non nasconde la sua soddisfazione: “Una medaglia che pesa – dice il CT – e che evidenzia la crescita di entrambi gli azzurri. In particolare Simone Consonni, che negli ultimi due anni ha avuto una sua evoluzione. Convocato da Amadori, vince la Coppa Nazioni-Cote Picarde su strada. Qui realizza un ottimo sesto posto nell’omnium, la maratona della pista, un ottimo sesto posto con il quartetto, composto da due atleti del primo anno, e vince una medaglia nel madison. Oggi Simone ha dimostrato di essere uno degli atleti più promettenti e ciò che più mi rende felice è che è cresciuto, insieme a Francesco, con l’attività su pista. Una medaglia che li ripaga dei loro sacrifici e che arriva dopo un lavoro su pista realizzato insieme”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.