CiclismoEuropeo di ciclismo: l'orgoglio tradisce Evenepoel, Pogacar è un’altra dimensione

Europeo di ciclismo: l’orgoglio tradisce Evenepoel, Pogacar è un’altra dimensione

Europeo di ciclismo
2025 UEC Road European Championships – Drome – Ardeche – Men Elite Road Race Privas – Guilherand – Granges 202,5 km – 05/10/2025 – Remco Evenepoel (BEL) – Tadej Pogacar (SLO) – photo Roberto Bettini/SprintCyclingAgency©2025

Non ce la fa proprio Remco Evenepoel ad ammettere che Tadej Pogacar in questo momento è più forte di lui nelle gare in linea. Anche ieri, dopo la sconfitta al Campionato Europeo, ha riconosciuto a fatica la superiorità dell’avversario. In sala stampa ha sibilato: “Mi manca un metro, quando avrò colmato anche quello lo potrò battere.”

Crediamo invece che al belga manchi molto più di un metro. Manca — e chissà se sarà mai in grado di averla — l’intelligenza strategica e tattica. A questo aggiungiamo anche una buona dose di forza caratteriale, in grado di attrezzarlo per le situazioni più difficili.

Quando è in difficoltà, Remco non ragiona. Lo abbiamo visto in diretta ai Mondiali. Rimasto sul posto dopo lo scatto di Pogacar, ha iniziato a sbracciarsi, indicando la sella, facendo gesti scomposti, fino all’errore più grave, che viola la prima regola di un buon corridore: fermarsi solo quando l’ammiraglia è vicina. È evidente, come gli stessi compagni e commentatori hanno poi detto a denti stretti, che in quella fase aveva smesso di ragionare, lasciandosi travolgere da un carattere non facile, vittima del proprio orgoglio e di un pizzico di superbia che non gli permette di riconoscere i propri limiti. Ricordiamoci, per esempio, il Giro di Lombardia nel quale, per inseguire Nibali in discesa, finì giù dal ponte, rischiando di compromettere la sua carriera. Anche in quel caso si mosse senza ragionare, superando i propri limiti di allora. Nello sport il carattere può essere un potente moltiplicatore di energie ma, in alcuni casi, anche un handicap che toglie una buona percentuale della propria forza. Se non lavora su questo, rischia di non colmare mai il gap con Pogacar.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

Riguardo alla strategia, il Campionato Europeo di ieri ha dimostrato che Remco (o chi per lui) non ha il quadro esatto degli attuali rapporti di forza. Se lo sloveno ha bruciato la propria squadra nei 100 chilometri per tenere ritmi forsennati, appariva evidente ai più che anche in questa occasione aveva intenzione di fare il numero quanto prima. Schierare tutto il Belgio in avanti è apparso un assist al campione del mondo, che ha avuto modo così di far completare agli avversari il lavoro iniziato dai suoi. Meglio sarebbe stato immaginare un’altra condotta fin dalle prime battute per il Belgio ed Evenepoel, che non fosse quella di portare la contesa sul terreno preferito dal Piccolo Principe.

Anche con una strategia sbagliata si possono aprire elementi tattici che favoriscono il proprio obiettivo. Questo è accaduto anche ieri. Dopo il forcing del Belgio, Pogacar era rimasto isolato, senza compagni di squadra. A quel punto la scelta vincente doveva essere quella di lanciare in fuga, a turno, uno dei tanti corridori belgi del gruppo, costringendo Pogacar a inseguire, se solo avesse voluto veramente vincere il Campionato Europeo. Perché era evidente che lo sloveno si sarebbe mosso solo in caso di scatto di Remco. Insomma, Evenepoel, da buon condottiero, avrebbe dovuto ragionare da capitano e puntare al successo di uno della squadra, e non esclusivamente al suo personale. Anche in questo caso ci sembra che la decisione di adottare la tattica sbagliata nasca da una non corretta percezione della situazione attuale e da un’eccessiva valutazione delle proprie capacità.

A parte gli errori del belga, però, resta negli occhi di tutti gli appassionati l’ennesima impresa del campione sloveno. Sull’impegnativo tracciato lungo il Rodano, il Piccolo Principe, ormai imperatore, ha recitato il solito copione, con una fuga solitaria di 77 chilometri, proprio quando Remco pensava di averlo messo nel sacco. Sono due gli elementi tecnici che stupiscono di questo ragazzo: la capacità di esprimere una forza massima sui pedali come pochi. Quando ha lasciato di sasso Evenepoel non si è alzato sui pedali, non ha dato segni evidenti di un attacco: ha solo impresso maggior forza alla sua pedalata… micidiale per chiunque.

Il secondo elemento riguarda la capacità di tenere gli inseguitori a distanze non abissali, regolando il vantaggio a seconda delle convenienze. Insomma, anche se in fuga, il suo vantaggio in queste ultime vittorie non è mai stato tale da disincentivare ogni tentativo di recupero, il che gli avrebbe anche permesso di tirare leggermente il fiato. Sia al Mondiale che all’Europeo ha avuto Remco alle costole per oltre 40 chilometri attorno al minuto; in pianura diminuiva, in salita aumentava. Un distacco che un tipino come Evenepoel considera recuperabile in pochi chilometri, tant’è vero che in sala stampa il belga si è lamentato della compagnia di Ayuso, Seixas e Scaroni (a proposito, che bravo l’azzurro, complimenti!) per non averci provato veramente a inseguire: “Se avessimo collaborato, l’avremmo ripreso!”. Anche in questo caso il belga difetta di modestia e soprattutto di percezione del reale. Tadej ha dimostrato che il vantaggio, anche se esiguo, lo gestisce lui. Se serve lo incrementa, altrimenti si prende un attimo di pausa.

Questo Pogacar è battibile?

Apparentemente no, ma di errori ne sono stati fatti. Se si ragiona in termini di scontri diretti, lo sloveno forse potrebbe perdere solo dal miglior Van der Poel (ma solo nelle corse di un giorno). Ci sembra che l’unico vero punto debole del ragazzo sloveno sia la resistenza alla lunga con imprese di questo genere. Per quanto tempo ancora potrà continuare a fare quello che sta facendo senza pagare uno scotto al proprio fisico? Dopo il Tour, il Mondiale e l’Europeo di ieri ha detto sempre la stessa cosa: “Adesso sono stanco…”. Dall’inizio dell’anno va a tutta e vince gare a ripetizione. Forse sarebbe il momento di tirare un po’ il fiato. Invece domani lo vedremo già alle Tre Valli Varesine e domenica al Giro di Lombardia, che vuole vincere per il quinto anno consecutivo. Al Lombardia ci sarà anche Evenepoel e il duello continua: di fermarsi, per ora, neanche se ne parla.

Benvenuti nel ciclismo dei marziani.

LEGGI ANCHE

Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui