Europeo strada 2019 – Letizia Paternoster.. chiamatela “cannibale”

La 20enne trentina coglie l'oro nella gara per le U23 al termine di un perfetto gioco di squadra. Ancora medaglie per il 18enne di Pontevecchi: dopo l'oro a cronometro adesso un bronzo.. inaspettato.

Europeo strada 2019 – Letizia Paternoster.. chiamatela “cannibale”

Letizia Paternoster non è Remco Evenepoel, ovvero il cannibale dei prossimi anni, ma sembra comunque destinata a ricalcarne le orme. La bellissima e fortissima azzurra ha vinto tutto quello che c’era da vincere tra le juniores e non ha aspettato molto per cominciare a farlo anche nella categoria superiore. Oggi ha vinto la volata per l’europeo strada 2019 U23 ad Alkmaar in Olanda, con la forza e la determinazione delle grandi. Ha poi preso il telefono e chiamato il papà: “Papi, si è vinto! Domani arrivo a Malpensa…”. Questo momento di intimità, rubato dalle telecamere di Eurosport che attendevano di raccogliere le sue dichiarazioni post gara forse entrano troppo nel privato della 20enne, ma svelano anche il volto semplice e genuino di una ragazza forte e con un viso da fotomodella. Più che Remco, Federica.. quella nazionale, si proprio lei, la Pellegrini.

Ma non sarebbe giusto raccontare del successo di Letizia senza ricordare il lavoro di campionesse del calibro di Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini. Pensavamo che la volata finale fosse proprio della piemontese, invece Dino Salvoldi ci racconta cosa si era deciso: “A tavolino avevamo deciso che se fosse stato un arrivo in volata sarebbe stata Letizia a realizzarla con Elisa, Vittoria ed anche Martina a sua disposizione. Abbiamo ritardato un poco il treno azzurro perché Martina si era attardata…in corsa non sempre tutto funziona come vorresti. Abbiamo gestito questo imprevisto ed in quel frangente c’è stato il forcing della Francia ma poi a due chilometri dal traguardo abbiamo ripreso il controllo della situazione. L’epilogo è stato l’oro“.

Una vittoria di squadra per il CT: “E’ indiscutibilmente una vittoria di squadra. Quando hai tre atlete come Guazzini, Balsamo disposte a tirare la volata ad una come Letizia, sai che qualcosa di buono accadrà. Sono tre atlete davvero fuoriclasse. Nel mio ruolo sono chiamato a fare delle scelte e loro hanno compreso ed interiorizzato che, in occasioni come questa, se ti metti a disposizione, puoi realizzare grandi cose e, prima o poi, la cortesia torna al mittente. Sono inoltre cresciute insieme e abituate anche a correre nel quartetto: la sintonia e la coesione è un fattore predominante“.

E siccome per il ciclismo azzurro le medaglie non arrivano mai da sole, gloria e spazio anche ad un Piccolo.. grande uomo. Andrea, di nome, Piccolo di cognome. Già campione europeo juniores a cronometro, oggi è salito ancora sul podio nella gara in linea.

“Una corsa davvero dura – ha commentato il CT De Candido – Prima di partire abbiamo deciso, visto le cadute avvenute in mattinata, di stare il più possibile davanti. Così abbiamo colto l’occasione appena è partita la fuga inserendo due uomini. Sul finale Andrea non ha ceduto ed ha dato tutto. Questo bronzo ci ripaga del grande lavoro svolto da tutta la squadra durante tutta la corsa“.

La gara è stata caratterizzata dalla fuga di alcuni corridori fin dall’inizio, mai raggiunti dal gruppo. Al secondo giro in questa fuga è entrato anche Piccolo. Il gruppetto è passato poi da cinque corridori, tra cui gli azzurri Andrea Piccolo e Tomas Trainini insieme ai tedeschi Brenner e Ballerstedt e all’olandese Leijnse, a otto con l’estone Karpenko, il belga Van Rycheghem e l’ucraino Ponomar.

Poco prima dell’ultimo passaggio, l’ucraino Ponomar si è staccato dalla testa del gruppo dando inizio alla sua cavalcata che lo vedrà poi conquistare in solitaria l’oro sul traguardo. Ad inseguirlo ci sono il tedesco Ballersterdt, argento poi all’arrivo e l’olandese Leijnse insieme ad un infaticabile Andrea Piccolo: i tre si sono giocati la volata per l’argento ed il bronzo.

L’azzurrino, diciottenne e milanese di Pontevecchio, portacolori del Team Team Lvf, dopo la conquista dell’oro a crono sapeva di doversi mettere a disposizione della squadra nella prova in linea. Certo non immaginava arrivasse la seconda medaglia per lui in questa rassegna continentale.

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