EuroRoad17: Viviani e Bronzini, argenti di uguale sapore e valore

L'Italia chiude la rassegna continentale con 2 ori, 3 argenti e 1 bronzo, al terzo posto del medaglie.

EuroRoad17: Viviani e Bronzini, argenti di uguale sapore e valore

L’Italia chiude questi Europei con un bottino di 2 medaglie d’oro (Elena Pirrone nella cronometro juniores e Michele Gazzoli nella prova in linea juniores), ben 3 argenti (Viviani, Bronzini e Paternoster nella crometro) e 1 bronzo (Paternoster nella prova in linea), oltre a 3 quarti posti. Nel medagliere siamo terzi, dopo la Danimarca (autentica dominatrice di questa rassegna) e Olanda, davanti a Norvegia e Belgio. Saliamo sul podio in ben 5 diverse gare sulle 12 in programma sia nella prova in linea che a cronometro. Questi elementi, già da soli, evidenziano un bilancio positivo della trasferta di Herning. A questo, però, dobbiamo aggiungere uno forse più importante: le nostre Nazionali hanno corso sempre da protagoniste, esaltando uno spirito di squadra che ci ha permesso di confermare, nelle singole specialità, il ruolo di Nazione di riferimento, com’è tradizione del ciclismo italiano.

Nel fine settimana dedicato alle prove Donne Elite (sabato) e Elite (ieri) sono arrivate due medaglie d’argento, che hanno lo stesso sapore e valore. Il sapore è quello un po’ amaro della sconfitta ad un passo dall’obiettivo. Giorgia Bronzini ed Elia Viviani hanno coltivato, fino ai 200 metri conclusivi, la convinzione (legittima) di poter indossare la maglia di Campioni d’Europa (per entrambi sarebbe stata la prima). Ma hanno dovuto inchinarsi rispettivamente a Marianne Vos e Alexander Kristoff, per una questione di centimetri.

Il volto di entrambi, in sala stampa e sul podio, tradiva un sentimento comune di rabbia e delusione.

Ma il valore di entrambe le medaglie è alto: perdere da campioni del calibro della Vos e Kristoff, dopo una gara nella quale le Nazionali di Salvoldi e Cassani si sono comportate al meglio, non può essere considerata una sconfitta. Ha sintetizzato perfettamente il concetto Salvoldi: “E’ stata la gara perfettaQuando corri così e perdi da Marianne non ti puoi rammaricare..”.

Elia Viviani non riesce nel suo sogno (e di tutta l’Italia del ciclismo) di conquistare la maglia dell’Unione, per una questione di centimetri, se non di millimetri: “un tubolare…” dirà in conferenza stampa.

Volata doveva essere e volata è stata anche grazie al grande lavoro della formazione messa in campo da Davide Cassaniper questa seconda edizione dei Campionati Europei Elite. Ha vinto il favorito principale, Alexander Kristoff, norvegese, 30 anni, velocista tra i più forti in circolazione.

Sul traguardo di Herning ha sfruttato, per sua stessa ammissione, l’ottimo treno azzurro messo in piedi negli ultimi chilometri per stoppare l’azione solitaria di Edvald Boasson Hagen, l’altra punta della formazione norvegese. E’ uscito allo scoperto negli ultimi 100 metri e controllato, fino al limite del consentito, il ritorno di Elia Viviani sulla sua destra.

Il campione olimpionico dell’Omnium non si è tirato indietro, non ha mollato di un centimetro, anche se la volata è sembrata per certi aspetti la copia di quella che vide, al Tour, coinvolti Sagan e Cavendish, con l’esito che tutti ricordano. Viviani ha cercato di recuperare sul norvegese, ma la sua rimonta si è fermata ad un centimetro, se non qualcosa di meno: “La squadra ha fatto un grande lavoro per mettermi nelle condizioni di poter fare la mia volata – ha detto in sala stampa–. Quando è partito Kristoff ho viso la possibilità di passare sulla destra e sono partito. Peccato, brucia perdere il titolo per un tubolare…”.

La medaglia d’argento nella sostanza premia un corridore che ha sempre fatto dell’attaccamento alla maglia azzurra la sua personale cifra stilistica. Anche se l’occasione era ghiotta e le cose si sono messe come speravamo, l’aver perso al fotofinish da un corridore come Kristoff non può suonare come una sconfitta. Le volate sono questioni di attimi e dettagli. Oggi è andata così, ma già da domani si torna in strada per una nuova sfida. Questo vale per Elia ma anche per lo stesso Kristoff, che adesso ha la ghiotta occasione di poter ripetere quanto realizzato da Sagan lo scorso anno, ovvero l’accoppiata titolo Continentale e Mondiale. A settembre, infatti, la prova iridata si correrà a Bergen, in Norvegia. C’è da credere che la coppia di nemici-amici Kristoff-Boasson Hagen non se la lasceranno sfuggire, date anche le caratteristiche del tracciato.
(da federciclismo.it)

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