ArrampicataExodia, Elias Iagnemma firma il primo 9A+ della storia del boulder

Exodia, Elias Iagnemma firma il primo 9A+ della storia del boulder

Una settimana fa il climber Elias Iagnemma ha liberato Exodia, boulder vicino al Rifugio di Barbara in Val Pelice, in Piemonte, che ha ‘rimbalzato’ una leggenda vivente del boulderismo mondiale che risponde al nome di Christian Core. Si tratterebbe, ma in questi casi il condizionale è d’obbligo, del primo 9A+ della storia dell’arrampicata boulder. Il trentenne dell’Aquila, che ha compiuto gli anni proprio ieri, ha infatti classificato questa impresa con un grado mai assegnato fino ad oggi. Come vuole la tradizione dell’arrampicata, si attende adesso che qualcun altro ripeta la via per confermare.

La notizia, comparsa sul sito specializzato Planetmountain una settimana fa e che data l’impresa al 10 novembre, è stata poi confermata sugli account social de La Sportiva, che riporta anche un interessante parallelo tra il climber abruzzese e il giapponese Nalle Hukkataival che ha realizzato il primo 9A scalando Burden of Dream.

“La scorsa settimana, @elias_iagnemma ha fatto la prima ascesa del suo progetto a lungo termine Exodia, vicino al Rifugio di Barbara in Italia. È su questa linea dal 2021, registrando più di 200 sessioni sulla stessa manciata di mosse. Come Nalle prima di lui, Elias ha alle spalle una seria lista di macigni all’avanguardia: molte salite 8C+ e due 9A. Come Nalle, non aveva mai trascorso così tanto tempo, o dovuto scavare così a fondo, per finire un problema… Exodia — la prima proposta 9A+ al mondo.
Congratulazioni Elias per esserti rimasto così a lungo: la tua determinazione e il tuo impegno sono ispiratori.”

Lo stesso sito Planetmountain.com riporta le parole di Elias dopo l’impresa: “Quando ho scoperto “Exodia”, un progetto lasciato incompiuto da una leggenda come Christian Core, qualcosa è scattato dentro di me. La linea era incredibilmente complessa e ci sono stati momenti in cui volevo arrendermi, ma ho continuato a tornare, stagione dopo stagione, trattandola come un banco di prova personale. Dopo oltre quattro anni di tentativi, di fallimenti e di piccoli progressi, finalmente tutto si è allineato: il mio stato mentale, le condizioni, e sì, forse anche un pizzico di fortuna… o forse solo pura perseveranza.” 

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