Nella notte di oggi Boston e Minnesota hanno vinto le proprie partite in casa. I Celtics hanno accorciato nel confronto con NY, mentre i Twolves hanno chiusa la serie contro Golden State. In questi playoff NBA però i successi casalinghi sono diventati una rarità, almeno fino ad oggi e la domanda, in vista delle prossime partite e delle finali di conference è: “quanto conterà il fattore campo?”
Per dare una risposta proviamo a vedere quanto le mura amiche hanno influenzato i risultati in questa stagione. Lo sport americano è il bengodi delle statistiche, ve ne sono di tutti i tipi. I numeri circolano a volte in maniera incontrollata, lasciando spazio a mille interpretazione che alla fine non portano da nessuna parte. Per questo abbiamo chiesto a AI di aiutarci ad organizzare la mole di dati legati alle partite della regular e poi nei playoff.
Fattore campo nella stagione regolare
II fattore campo incide sui risultati in misura moderata. Su 1230 partite, le squadre di casa hanno vinto il 54,2% degli incontri: 667 vittorie contro 563 degli ospiti, confermando un vantaggio statistico in linea con il trend recente in NBA, segno che il fattore campo incide ma non garantisce il successo automatico.
Miglior squadra in casa (stagione regolare)? Oklahoma City Thunder – record casalingo 35-6. OKC ha avuto il rendimento interno più alto della lega (85,4% di vittorie in casa), sfruttando il fattore campo meglio di tutti. Subito dietro troviamo i Cleveland Cavaliers (34-7 in casa)-
Miglior squadra in trasferta (stagione regolare)? Boston Celtics – record esterno 33-8. I Celtics sono stati eccezionali fuori casa (80,5% di vittorie), il che rappresenta uno dei migliori rendimenti in trasferta di sempre. Anche i Thunder hanno brillato in trasferta (32-8) quasi quanto Boston. Questa capacità di vincere lontano dal pubblico amico ha contribuito a mantenere alto il loro bilancio complessivo.
Peggior squadra in casa (stagione regolare)? Washington Wizards – record casalingo 8-32. Washington ha faticato enormemente anche tra le mura amiche, vincendo solo il 20% circa delle gare interne. Altre squadre in difficoltà sul proprio campo sono state Charlotte, Brooklyn e Philadelphia, ma nessuna peggio dei Wizards.
Peggior squadra in trasferta (stagione regolare)? il poco invidiabile primato è condiviso da Charlotte Hornets, New Orleans Pelicans e Utah Jazz – record esterno 7-34 ciascuna (17,1% di vittorie fuori casa). Nessuna squadra è riuscita a vincere meno di 7 partite su 41 in trasferta; queste tre hanno avuto le percentuali di successo esterno più basse, evidenziando gravi difficoltà lontano dal proprio pubblico.
La situazione cambia nei Playoff 2025 (fino al 14/5)
Nei playoff in corso il fattore campo si è rivelato meno determinante del solito. Fino a ieri, le squadre di casa hanno vinto il 51% delle partite disputate, con un bilancio complessivo praticamente in equilibrio. Questa percentuale è una delle più basse di sempre per i playoff NBA in una fase così avanzata.
Un elemento inedito riguarda gara 1 delle semifinali di conference: tutte e quattro le squadre in trasferta hanno prevalso, evento mai accaduto prima nella storia NBA. Inoltre, nella semifinale Est si è arrivati a un parziale di 0–6 interno (le prime sei partite della serie senza nessuna vittoria delle squadre di casa).
Miglior squadra in casa (playoff): Indiana Pacers – record casalingo 4-1 fino ad ora. Nessuna squadra è imbattuta in casa in questi playoff, ma Indiana vanta l’80% di vittorie interne. I Pacers hanno fatto valere il fattore campo con 3 su 3 in casa al primo turno e, pur perdendo una gara interna in semifinale, restano la squadra più solida sul proprio parquet fin qui.
Miglior squadra in trasferta (playoff): New York Knicks – record esterno 5-0. New York non ha ancora perso fuori casa: ha vinto tutte le partite in trasferta sia nel primo turno (3/3 a Detroit) che in semifinale (2/2 a Boston – in realtà nella notte ha perso per la prima volta in trasferta). Anche i Minnesota Timberwolves sono imbattuti fuori (4-0), avendo sbancato Los Angeles e San Francisco in ogni occasione, ma i Knicks hanno raccolto una vittoria esterna in più. Queste performance esterne eccezionali hanno alimentato le rispettive cavalcate nei playoff.
Peggior squadra in casa (playoff): Detroit Pistons – record casalingo 0-3. I Pistons (6ª testa di serie Est) non sono riusciti a ottenere neppure una vittoria davanti al proprio pubblico, perdendo tutte e tre le gare giocate a Detroit nel primo turno contro New York. È l’unica squadra ad aver perso tutte le partite in casa disputate in questi playoff.
Peggior squadra in trasferta (playoff): Orlando Magic – record esterno 0-3. Orlando, eliminata 4-1 al primo turno dai Celtics, ha subito tre sconfitte su tre in trasferta a Boston. Anche Miami e Memphis (0-2 fuori casa ciascuna) non sono mai riuscite a vincere lontano da casa, ma i Magic detengono il primato negativo con tre KO esterni su tre. Va notato che queste squadre erano sfavorite e sono uscite al primo turno, spesso senza vantaggio del fattore campo.
Conclusioni
Se ragioniamo in ottica finali di conference e poi oltre, queste statistiche ci aiutano. Il primo dato evidente è che in questa stagione, tra regular e playoff, il fattore campo ha un valore molto relativo. Conta soprattutto la capacità di mantenere un rendimento costante sia in casa che in trasferta. Le squadre corsare saranno più avvantaggiate. Minnesota (già in semifinale) e Knicks, qualora dovesse superare Boston, potrebbero capovolgere i pronostici iniziali. Sarebbe tutta da gustare, in particolare, la serie NY contro Indiana. La formazione corsara per eccellenza contro quella che invece ha il miglior rendimento tra le mura amiche.
E’ ancora prematuro per fare pronostici, soprattutto perché Boston non ha ancora gettato la spugna e il successo di questa notte la rimette prepotentemente in gioco. Ad Ovest, intanto, Oklahoma deve risolvere la questione Nuggets potendo contare sull’eventuale partita decisiva in campo amico che nella stagione regolare è stato il meno violato in assoluto.

