Federboxe: Nori abbandona la corsa alla presidenza ed entra nella squadra di Del Greco

Lettera aperta ai mezzi di informazione – Alcuni mesi fa, rispondendo alle sollecitazioni che venivano da molti amici e conoscenti del mondo della boxe, ho preso la decisione di candidarmi alla presidenza della Federazione Pugilistica Italiana. All’origine di questa scelta c’era la mia recente esperienza come Direttore Generale della Lega Pro Boxe, che mi ha permesso di toccare con mano le mille difficoltà che ostacolano una crescita reale del pugilato in Italia.
La mia convinzione è che, come amante di questo sport, al quale dedico il mio tempo e la mia passione da tutta una vita, io abbia il dovere di mettere al servizio del pugilato la mia esperienza professionale, lontana dal mondo istituzionale e politico, che mi ha garantito l’acquisizione di una competenza ed una forma mentis manageriale. Non sono mai stato animato dal desiderio di una carica prestigiosa o allettato dal potere che ne può derivare; semplicemente credo che la crescita della boxe italiana non possa prescindere da un’attenzione, che finora è mancata, nei confronti dei temi finanziari, dal bilancio, alla ricerca di nuovi ricavi, fino alla distribuzione equilibrata e giustificata delle risorse. In questa direzione sento di poter dare un contributo decisivo e sono intenzionato a farlo nel migliore dei modi.
Per questi motivi ho accettato di entrare a far parte di una squadra e sostenere la candidatura del dott. Antonio Del Greco, dal quale ho trovato pieno sostegno alle mie idee ed ai miei progetti per il futuro della FPI e totale condivisione di un programma di lavoro che parte da presupposti comuni e fondamentali.
Il pugilato ha bisogno di voltare pagina, senza però dimenticare da dove viene, di aprire prospettive e percorsi nuovi, che coinvolgano tutto il mondo pugilistico, non solo l’agonismo. Puntare solo sui pugili affermati o sugli atleti promettenti significa ridurre troppo il proprio raggio d’azione ed avere anche una perdita economica, ma soprattutto tradire la propria missione. I successi degli azzurri alle Olimpiadi, che hanno riempito di orgoglio tutti noi appassionati, non devono far dimenticare cosa c’è dietro e quanto lavoro vada fatto dalla base al vertice di questa piramide, affinché tutto il movimento possa crescere. La boxe è di tutti, dobbiamo restituirla a tutti, guardando al futuro, con spirito di iniziativa, senza paura di mettersi in discussione e rivedere le proprie posizioni.
TUTTE LE PROPOSTE, LE IDEE E LA STORIA DI CARLO NORI NELLA BOXE A QUESTO INDIRIZZO: www.unaboxediversa.it

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