
Alla vigilia degli Australian Open 2026, con il tabellone ormai definito e l’attesa che cresce attorno ai protagonisti della prima settimana, è tornata a farsi sentire la voce di Roger Federer. Sei volte campione a Melbourne, il fuoriclasse svizzero ha rievocato uno dei momenti più iconici della sua carriera: il trionfo del 2017, forse il più inatteso e simbolico.
Federer arrivò a quell’edizione con 35 anni sulle spalle, senza aver disputato un match del circuito da sei mesi e da numero 17 del ranking. «È stato surreale. Sono venuto senza aspettative… forse sarei stato contento dei quarti», ha raccontato. «Pensavo: “No, dai, non da numero 17 del mondo, dopo sei mesi senza giocare, con tutto quello che c’era intorno”».
Il finale di quella storia è rimasto impresso nella memoria collettiva del tennis. Federer superò il grande rivale Rafael Nadal in una finale al cardiopalma in cinque set, decisa anche da uno scambio di 26 colpi nel quinto parziale, con Nadal al servizio sul 3-4 e parità, chiuso da uno straordinario dritto lungolinea dello svizzero. Un punto diventato immediatamente iconico.
Nell’intervista rilasciata al sito ufficiale dell’ATP (atptour.com), Federer ha però spostato lo sguardo anche sul presente, soffermandosi sui due uomini che dominano il tennis attuale e che arrivano da favoriti all’edizione 2026 degli Australian Open: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner.
«La rivalità tra Alcaraz e Sinner è straordinaria. Giocano un tennis incredibile», ha spiegato Federer. «La finale del Roland Garros è stata irreale. Per un attimo mi è sembrato che il mondo dello sport si fosse fermato a guardare Parigi, quello che stava accadendo in quel quinto set epico, perché poteva finire molto prima, ovviamente a favore di Jannik».
Federer ha poi chiuso l’intervista puntando i riflettori sul numero 1 del mondo e sulla possibilità che Alcaraz completi, in caso di vittoria a Melbourne, il Career Grand Slam diventando il più giovane di sempre a riuscirci. «Vediamo se questa settimana riuscirà a fare qualcosa di “folle”. Spero di sì, perché per il tennis sarebbe un momento incredibile e speciale. Ma ci sono altri cento e passa giocatori che non sono d’accordo con questi piani. E proveranno a fermarlo».
Il primo ostacolo, inevitabile, è il campione in carica Jannik Sinner, deciso a difendere il titolo e a inseguire un terzo Australian Open consecutivo. Un duello che, alla vigilia, ha già il peso della storia.
