
Jannik Sinner non ha terminato il 2025 da numero uno del mondo, ma ha chiuso l’anno con un primato tecnico che vale quanto – se non più – del vertice del ranking. Come riportato da ATPTour.com, l’azzurro è infatti il primo giocatore nella storia del tennis (da quando sono disponibili i dati dal 1991) a guidare contemporaneamente la classifica ATP per percentuale di game di servizio vinti e percentuale di game di risposta vinti nell’arco della stessa stagione. Un doppio dominio statistico senza precedenti, che fotografa il livello raggiunto dal 24enne sudtirolese: un giocatore completo, maturo, capace di costruire il suo tennis su due fondamenta granitiche. Vediamo di seguito i numeri, unici nella storia del tennis, che permettono di parlare di Fenomeno Sinner.
Nel 2025 Sinner ha disputato 64 partite, vincendo 713 dei 775 game al servizio: una media del 92%, miglior dato del Tour. Alle sue spalle Taylor Fritz (89.18%) e un gruppo di big server come Mpetshi Perricard, Djokovic e Opelka, nessuno dei quali è riuscito ad avvicinare la capacità dell’italiano di proteggere il proprio turno di battuta.
Un salto di qualità frutto di lavoro mirato, come confermato dal coach Simone Vagnozzi dopo il trionfo alle Nitto ATP Finals di Torino: “Sul servizio abbiamo cambiato tante cose dopo lo US Open. Siamo fortunati ad avere Jannik, che è molto veloce nell’apprendere e adattarsi. Il nostro obiettivo, per la prossima stagione, è essere ancora più aggressivi.” I numeri dicono che la nuova versione del suo servizio è diventata un’arma quasi impenetrabile.
Parallelamente, Sinner ha conquistato 247 dei 757 game in risposta giocati, per una percentuale del 32.63%: anche qui, nessuno ha fatto meglio. A inseguire, a distanza minima, c’è il rivale per eccellenza Carlos Alcaraz (31.88%), seguito da De Minaur, Cerúndolo e Báez.
Un’evoluzione impressionante se confrontata con il 2024, quando chiuse “appena” al 28.3%. In un solo anno, Sinner ha compiuto un salto di oltre quattro punti percentuali, entrando in un territorio statistico un tempo riservato ai grandi ritorni del passato.
Il suo secondo coach, Darren Cahill, ha spiegato perché questo aspetto è diventato così determinante: “La risposta è fondamentale. Se non rimetti la palla in gioco, non romperai quasi mai il servizio. Jannik, anche quando era sotto di un break, continuava a mettere pressione su ogni turno di servizio di Carlos.”
Dominare contemporaneamente servizio e risposta significa, in pratica, controllare il ritmo della partita a prescindere dall’avversario. È per questo che, al di là delle classifiche, il 2025 ha certificato la crescita di Sinner come tennista totale: sei titoli, compresa la difesa del titolo alle ATP Finals, quattro finali Slam giocate con Alcaraz, e soprattutto una continuità di rendimento che oggi nessun altro può vantare.
Con queste premesse, e con un profilo statistico ormai paragonabile ai più grandi interpreti degli ultimi vent’anni, Jannik Sinner entra nel 2026 come uno dei favoriti naturali per ogni torneo importante. Non solo: con un servizio mai così solido e una risposta ai limiti dell’élite assoluta, l’azzurro sembra aver costruito gli strumenti per restare stabilmente nell’Olimpo del tennis moderno.
