Giro delle Fiandre a Niki Terpstra, un sogno che si realizza

"Vincere la Parigi Roubaix e il Giro delle Fiandre è un sogno che avevo fin da bambino. Per me queste due corse sono qualcosa di speciale..."

Giro delle Fiandre a Niki Terpstra, un sogno che si realizza

Il Giro delle Fiandre è la corsa dei muri, bello per l’aria che si respira, per i lieviti che volteggiano e rendono le birre di queste terre speciali, per il pubblico che conosce il ciclismo, per le storie che si costruiscono.

Oggi Niki Terpstra ha costruito la sua: “Vincere la Parigi Roubaix e il Giro delle Fiandre è un sogno che avevo fin da bambino. Per me queste due corse sono qualcosa di speciale…” Così il ragazzo, ormai 34enne di Beverwijk, Olanda, rende omaggio al ciclismo del nord, quello del freddo e del fango. Quello che spesso viene definito “inferno”, ma dal quale, se ne esci vivo (ovvero vincitore) sei un eroe.

Niki nel 2014 vinse la Parigi Roubaix (e visto come ha pedalato oggi sui sassi dei muri, c’è da credere che anche la prossima settimana sarà uno dei favoriti). Adesso ha domato i muri storici della corsa che ha celebrato le 102 edizioni. Alla mattina c’era la pioggia e il freddo. Nel pomeriggio, in occasione del passaggio solitario sotto lo striscione del corridore della Quick Step, brillava il sole. Accade sempre così nelle più belle storie.

L’Italia del pedale ha provato a fare il colpaccio. Dopo la Sanremo di Vincenzo Nibali (qui) sarebbe stato veramente un colpo fantastico. Ci ha provato con lo stesso Squalo dello Stretto, che a trenta chilometri dalla conclusione ha lanciato il suo attacco, proprio nella fase calda della gara. Talmente calda che è risultata, alla fine, decisiva. I Quick Step avevano deciso, alla partenza, chi fossero gli uomini più pericolosi del gruppo. E per questo di marcarli. Con il senno di poi possiamo dedurre che la scelta era caduta su Sagan e Nibali. Il primo è stato francobollato da Gilbert, il secondo ha avuto in Niki Terpstra l’angelo custode. Quando è partito l’olandese si è subito riportato sotto. Ha fiutato l’aria e deciso che era il momento di aprire il gas.

La sua cavalcata è di quelle che restano impresse nella mente. Come Bartoli nel 1996. Recupera i fuggitivi e vola via sul Kwaremont. Sagan ci prova a fare qualcosa, ma Gilbert non gli lascia spazio e così.. l’olandese corona il suo sogno. La sua vittoria fa il paio con quella di Anna Van Der Breggen tra le donne. Ma che la “Sagan” in gonnella fosse la più forte di tutte lo si sapeva. Quando la nostra Elisa Longo Borghini, l’unica che l’avrebbe potuta mettere in difficoltà in salita, ha annunciato, qualche giorno fa, che non sarebbe partita per l’influenza, il destino della corsa dei muri ci è sembrato già segnato.

Ordini di Arrivo

UOMINI: 1. Niki Terpstra (Ned) Quick-Step Floors; 2. Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo; 3. Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors; 4. Michael Valgren (Den) Astana Pro Team; 5. Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team; 6. Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe; 7. Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo; 8. Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal; 9. Wout Van Aert (Bel) Veranda’s Willems Crelan; 10. Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors; 21. Gianni Moscon (Team Sky) a 1’13”; 23. Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) a 1’15”; 24. Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) a 1’18”.

DONNE: 1. Anna Van der Breggen (Ola, Boels Dolmans) km 155 in 4.08’42”; 2. Pieters (Ola) a 1’07”; 3. Van Vleuten (Ola); 4. Moolmans (Ola); 5. Blaak (Ola); 6. Jasinska (Pol); 7. Van Dijk (Ola); 8. Brennauer (Ger); 9. Niewiadoma (Pol); 10. Guarnier (Usa); 12. Bastianelli.

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