Fiandre e Roubaix: Filippo Ganna e leadership in casa Ineos

Al Fiandre il capitano della formazione britannica è stato Sheffield, ma per la Parigi Roubaix i gradi dovrebbero tornare sulle spalle del campione piemontese.

L’ottavo posto di Filippo Ganna al Giro delle Fiandre ha soddisfatto a metà il campione piemontese. La parte sicuramente positiva dell’esperienza sui muri è stata la consapevolezza che anche in una classica poco adatta alle sue caratteristiche, Ganna si è rivelato competitivo. La volata vinta sul gruppo dimostra che i 19 passaggi sui muri e pavé hanno influito (‘avevo la gambe che non andavano..’) meno di altri. Il nuovo Ganna, quello delle prove in linea, non si è fatto intimorire da un giudice severo com’è il Fiandre: è andato all’attacco e poi corso da protagonista per tutti gli oltre 260 chilometri.

La parte che convince di meno, però, è legata alle gerarchie in squadra. Nella dichiarazione post gara Ganna lascia intendere che nelle logiche di scuderia il suo ruolo è stato quello di outsider: “Il nostro capitano oggi era Magnus Sheffield… Il nostro obiettivo era di posizionarci davanti ai grandi favoriti ed essere davanti prima dell’Oude Kwaremont… Purtroppo abbiamo speso molta energia in quella mossa, e poi Magnus è caduto sul pavé..”. Quindi i vertici della squadra aveva disegnato un Fiandre da capitano per il ragazzo britannico, invece di scommettere fin da subito sul corridore italiano.

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Una scelta dettata forse dai precedenti dei due corridori. Sheffield nel 2024 ha raccolto un sesto posto che ha forse autorizzato, troppo ottimisticamente, il vertici della Ineos a credere che avrebbe potuto fare meglio in questa edizione. Del resto i precedenti di Filippo al Fiandre non sono mai stati entusiasmanti, ma è evidente che in passato queste classiche hanno sempre assunto un ruolo diverso nella preparazione del campione.

Il problema vero, crediamo, è che il team britannico è meglio disposto a scommettere su un corridore di casa, anche se di belle speranze ma ancora acerbo, piuttosto che su un corridore che fino ad oggi ha portato lustro allo stesso team con manciate di titoli mondiali, medaglie olimpiche e un record dell’ora.

Per la Parigi Roubaix il quadro dovrebbe essere diverso. Il sesto posto di Ganna nel 2023, la sua attuale condizione di forma e le caratteristiche dell’Inferno del Nord autorizzano tutti a considerarlo il capitano della formazione. Il problema (o la fortuna) è che nella Roubaix la storia insegna che la squadra ha un ruolo marginale.

Redazione
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