FICK, Luciano Bonfiglio ancora in sella, superato nuovamente Rossi

La replica delle votazioni del 22 ottobre ha visto ancora prevalere il presidente uscente, che ha raccolto il 56,3% dei voti validamente espressi.

FICK, Luciano Bonfiglio ancora in sella, superato nuovamente Rossi

Luciano Buonfiglio è stato eletto presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak con 2668 voti. Assieme a lui, in Consiglio Federale, sono stati eletti Adelfi Scaini (Friuli Venezia Giulia, 65 voti), Alessandro Rognone (Lombardia, 61), Sandro Barison (Veneto, 56), Daniele Insabella (Sicilia, 51), Paolo Tommasini (Liguria, 46), Claudio Roviera (Piemonte, 45) e Gianluca Zannoni (Lazio, 43). In quota atleti uomini è stato eletto Gennaro Cirillo (Lazio, 137), Stefania Cicali è stata eletta in quota atleti per le donne (Toscana, 187). In quota tecnici è stato eletto Gabriele Moretti (Toscana, 138).

Per la presidenza, Buonfiglio ha ottenuto il maggior numero di preferenze rispetto ai 1713 ottenuti da Antonio Rossi. Andrea Argiolas ha chiuso con 156 voti, 116 quelli ottenuti invece da Daniele Scarpa; Andrea Bedin ottiene 95 voti.

“Credo che il risultato ottenuto oggi sia il frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto tantissime persone, unite sul territorio per il bene della canoa italiana – ha commentato dopo l’elezione il presidente Luciano Buonfiglio – si è capito che l’unico modo grazie al quale ottenere risultati è lavorare, e condividere assieme il metodo di lavoro che proponiamo e attuiamo da molto tempo. Un metodo di lavoro che non cerca scorciatoie; un metodo di lavoro a volte faticoso, ma grazie al quale gli obiettivi vengono raggiunti.

Sostenere in maniera meritocratica e attenta atleti e società, valutare assieme progetti e iniziative di sviluppo, perfezionare e migliorare ulteriormente l’impiantistica e la collaborazione con le strutture tecniche dei vari club sono elementi essenziali di questo nostro metodo. In ogni società ci sono competenze che vogliamo connettere in maniera sempre più completa con gli staff federali, con una comunicazione interna capace di usare lo stesso linguaggio e finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo. E una comunicazione a più ampio respiro capace di valorizzare il lavoro fatto, gli stessi club e gli atleti che pagaiano e si impegnano costantemente.

Ricominciamo, e ripartiamo da dove eravamo rimasti con maggior entusiasmo di prima; e personalmente, ringrazio la canoa italiana, tutta la canoa italiana, per l’affetto e la vicinanza con la quale mi ha mostrato fiducia; una canoa italiana che si è espressa con chiarezza e con l’intento di dotarsi di una leadership di persone competenti e appassionate capaci di fare da traino all’intero movimento. Confronto e ascolto saranno alla base del nostro lavoro; un lavoro che vogliamo fare bene per i nostri atleti e le nostre società, base fondamentale di questo straordinario sport”.

Si conclude così una delle querelle più lunghe e controverse di questa tornata “elettorale”. Ricordiamo che Bonfiglio era stato eletto anche in occasione delle elezioni di fine quadriennio, il 22 ottobre. Elezioni contestate in quanto nel conteggio dei voti validi ai fini della determinazione del quorum erano state conteggiate anche bianche e nulle. Il ricorso di Rossi, che aveva evidenziato anche una serie di irregolarità di voto, aveva portato all’annullamento della stessa votazione. Soprattutto, però, aveva posto un pesante macigno sul passaggio dello Statuto delle Federazioni (imposto dal CONI) relativo l’interpretazione della dicitura “voti validamente espressi”. Si è cercato di fare chiarezza, anche consultando i maggiori giuristi al riguardo, per capire cosa si intende con questa dicitura. La versione definitiva è che per voti validamente espressi vanno considerate le schede bianche (espressione di voto chiaro) ma non le nulle (nelle quali è impossibile definire chiaramente la volontà del votante). Su questa base interpretativa il presidente Bonfiglio, con il 56,3% (doveva superare la quota del 55%) viene confermato in sella alla Federazione.

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